l@s zapatistas no están sol@s.

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Esta es la nueva pagina de europa Zapatista : Contiene noticias y artículos publicados en los sitios web y blogs de los diferentes colectivos europeos solidarios con l@s zapatist@s y con los de abajo y a la izquierda. Permitiendo así colectivizar e intercambiar la información desde nuestros rincones.

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Comunicato del Nodo Solidale dopo l’assassinio del compagno Abraham Hernández Gonzales

19 Luglio 2018 Abraham Hernàndez Gonzales era un uomo di 42 anni che viveva lavorando in un piccolo Hotel sulla costa del Pacifico, a Salchi, vicino San Pedro Pochutla, Oaxaca, insieme a sua moglie e due figli. La sua famiglia, come più di altre centinaia nella regione, è parte del Comité de Defensa de los ...

Pronunciamento del Nodo Solidale por el asesinato del compa Abraham Hernández Gonzales

Abraham Hernández Gonzales era un hombre de 42 años que vivía trabajando en un hotelito en la costa del Pacífico, en Salchi, cerca de San Pedro Pochutla, Oaxaca. Allí también está su esposa y sus dos hijos. Su familia, como otras cientos más en la región, es parte del Comité de Defensa de los Derechos ...

L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale smentisce ogni contatto con AMLO. Comunicato del CCRI-CG dell’EZLN

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. MESSICO. AL POPOLO DEL MESSICO: AI POPOLI E AI GOVERNI DEL MONDO: AI MEDIA LIBERI, ALTERNATIVI, AUTONOMI O COME SI CHIAMINO: ALLA SEXTA NAZIONALE E INTERNAZIONALE: AL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO E AL CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO: ALLA STAMPA NAZIONALE E INTERNAZIONALE: 17 LUGLIO 2018.    DA IERI COME PURE OGGI, … Continue reading L’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale smentisce ogni contatto con AMLO. Comunicato del CCRI-CG dell’EZLN

2018 CONVOCAZIONE A UN INCONTRO DI RETI D’APPOGGIO AL CIG, AL COMPARTE 2018: “Per la vita e la libertà” E AL 15° ANNIVERSARIO DEI CARACOLES ZAPATISTI: “Dipingi chioccioline ai malgoverni passati, presenti e futuri&rdquo

Luglio 2018 Agli individui, gruppi, collettivi e organizzazioni delle Reti d’Appoggio al CIG: Alla Sexta Nazionale e Internazionale: Considerando che: Primo e unico: Il gran finale Vossia arriva al grande stadio. “Monumentale”, “colosso”, meraviglia architettonica”, “il gigante di cemento”, qualificativi consimili si ripetono nelle voci degli speaker che, nonostante le diverse realtà che esprimono, concordano … Continue reading 2018 CONVOCAZIONE A UN INCONTRO DI RETI D’APPOGGIO AL CIG, AL COMPARTE 2018: “Per la vita e la libertà” E AL 15° ANNIVERSARIO DEI CARACOLES ZAPATISTI: “Dipingi chioccioline ai malgoverni passati, presenti e futuri”

GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto, per la gestione integrata del territorio e delle risorse naturali

LE 3 NOVITÀ DELLA QUARTA EDIZIONE

1. Possibilità di frequentare il master a distanza. Le 304 ore di frequenza sono organizzate (negli indirizzi a distanza) in 160 ore di lezione frontale (obbligo frequenza 70%) e 144 ore di lezioni a distanza in videoconferenza (differita).

2. Sette indirizzi, 3 in presenza e 4 a distanza:

1) Produzione e gestione della geo-informazione (in presenza)
2) GIScience per la gestione dei conflitti ambientali e la partecipazione nelle decisioni pubbliche (a distanza)
3) Cartografia e GIS per le green infrastructures (a distanza, NOVITA')
4) Geo-informazione e nuove tecnologie per l'agricoltura sostenibile (in presenza)
5) Geotecnologie e geo-informazione nella pianificazione del territorio (a distanza, NOVITA')
6) Progettazione e Gestione delle Infrastrutture dati territoriali e sviluppo GIS per la tutela e la gestione del territorio (a distanza, NOVITA')
7) GIScience e GeoHumanities per la promozione del territorio, del paesaggio e del patrimonio culturale (in presenza)

Il nuovo indirizzo “Progettazione e Gestione delle Infrastrutture dati territoriali e sviluppo GIS per la tutela e la gestione del territorio (a distanza)” è in collaborazione con l' “Unità Organizzativa Pianificazione Territoriale Strategica e Cartografia Direzione Pianificazione Territoriale della Regione Veneto”

3. Iscrizione come uditori, solo per le persone che non hanno il titolo di accesso al master, ma hanno una comprovata esperienza. Gli uditori frequentano solamente gli insegnamenti senza dover svolgere stage o project work, godono di un contributo di iscrizione ridotto a euro 1.900,00.

ORGANIZZAZIONE E RICONOSCIMENTO CREDITI

Il master è articolato in 20 CFU di insegnamenti comuni (160 ore), 18 CFU di insegnamenti di indirizzo (144 ore) e 22 CFU di stage (550 ore). Sono previste 304 ore di didattica frontale, 646 ore di studio individuale e 550 ore di stage per un totale di 1500 ore, corrispondenti a 60 crediti.

Il Comitato Ordinatore del Master potrà riconoscere attività formative precedentemente seguite, purché coerenti con le caratteristiche del master ed attestate da idonea documentazione, fino ad un massimo dei 20 CFU. Il Comitato ordinatore può riconoscere inoltre fino ad un massimo di 12 CFU per esperienze didattiche, di ricerca e lavorative in ambiti pertinenti alle discipline del master, attestate da idonea documentazione. I CFU sono cumulabili fino ad un massimo di 20.

BLOG E SOCIAL NETWORK

a) blog (http://www.mastergiscience.it/) dove si possono trovare nel dettaglio i contenuti delle attività formative, il profilo dei docenti, le attività svolte

b) pagina facebook (https://www.facebook.com/MasterGISscience) con informazioni continue sulle attività didattiche ed il mondo della GIScience e dei SPR

c) account twitter @MasterGIS_Droni

d) il canale You Tube: Giscience TV Master Unipd


COME ISCRIVERSI

Per procedere all'iscrizione ricordo i seguenti passaggi:

1) Per l'iscrizione al Master è necessario registrarsi nel sito https://uniweb.unipd.it/AddressBook/ABStartProcessoRegAction.do

e poi procedere con l'iscrizione al Master predisponendo tutta la documentazione prevista dal bando http://www.unipd.it/download/file/fid/53670

2) è necessaria una doppia iscrizione, la prima on line, poi la domanda on line deve essere stampata firmata in originale e pervenire entro le ore 13 del 2 ottobre 2018 in via Marzolo 9, 35131 Padova. Alla domanda cartacea vanno allegati curriculum e titoli.

Una volta realizzata l'iscrizione nel web per completare l'iscrizione si può usare una delle seguenti opzioni:
a) invio della documentazione cartacea con posta o corriere in via Marzolo 9, 35131 Padova, ricordiamo che la documentazione deve pervenire entro le ore 13.00 del 2 ottobre 2018, non fa fede la data del timbro postale

b) consegna a mano della documentazione cartacea in via Marzolo 9, 35131 Padova entro le ore 13.00 del 2 ottobre 2018

c) invio della documentazione con posta certificata al seguente indirizzo: dipartimento.dicea@pec.unipd.it; ricordiamo che chi fosse sprovvisto di indirizzo di posta certificata potrà utilizzare quello di un terzo dichiarando la propria intenzione di spedire la domanda utilizzando un indirizzo diverso in quanto sprovvisti di casella PEC.

Chi si iscrive attraverso la consegna della documentazione cartacea invii anche la documentazione in formato elettronico a mastergiscience@dicea.unipd.it in modo da facilitare l'esame della documentazione da parte della Commissione di valutazione.

Obiettivi: più del 50% dell'informazione disponibile e tra il 60-80% delle decisioni pubbliche, private e personali hanno una relazione con il territorio. L'aumento della disponibilità di informazione geografica e il rapido sviluppo di nuove tecnologie di gestione dei dati geografici (dai droni, ai WebGIS, al mobile-GIS) richiedono di aggiornare, riorganizzare ed elaborare processi decisionali in molti settori economici, della pubblica amministrazione e del no profit.

Il Master intende preparare professionisti in grado di
: utilizzare in maniera appropriata approcci interdisciplinari, soluzioni tecnologiche e informazioni geografiche nell'affrontare questioni territoriali complesse; acquisire, rappresentare e analizzare l'informazione geografica per diffonderne l'utilizzo esperto e il supporto nelle decisioni complesse; gestire la trasformazione delle tecnologie a supporto della GIScience orientando l'individuazione delle soluzioni appropriate per imprese, enti pubblici, cittadinanza.

Direttore: Massimo De Marchi

Livello: 2

Durata: annuale
Periodo: novembre 2018 / settembre 2019
Modalità didattica: frontale / a distanza
Lingua: italiano
Sede del Master: Dipartimento di Ingegneria civile edile ed ambientale – ICEA, Via Marzolo 9, 35131, Padova
Posti disponibili: min: 10 / max cittadini comunitari: 45 / max cittadini extracomunitari: 5 (max totale: 50)
Posti in sovrannumero per corsisti con disabilità: 1
Posti in sovrannumero per corsisti DAC LIST: 1

Contributo di iscrizione: euro 3.824,50 (prima rata: 2.684,50 euro / seconda rata: 1.140,00 euro)
Contributo di iscrizione per corsisti DAC LIST: Euro 784,50
Contributo di iscrizione per corsisti con disabilità: Euro 784,50
Agevolazioni / Borse di studio: saranno assegnati n. 2 premi di studio eventuali dell'importo lordo di euro 1.000,00 ciascuno
Modalità di selezione: valutazioni titoli

Scadenza presentazione domanda di ammissione: 2 ottobre 2018

Sito web: http://www.dicea.unipd.it/master-GIS-science-droni

Per informazioni: 049 8275454
massimo.demarchi@dicea.unipd.it

Il Master prevede l'attivazione di Corsi Singoli

Tratto da unipd.it

Info in www.facebook.com/MasterGISscience

AZIONE URGENTE: gruppo armato sequestra un compagno del CODEDI

ALLE POPOLAZIONI DI OAXACA ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI AGLI ORGANI DI DIFESA DEI DIRITTI UMANI AI MEZZI DI COMUNICAZIONE LIBERI E A PAGAMENTO Oggi, martedì 17 Luglio verso le 11.30 di mattina, uomini incappucciati e armati fino ai denti, con indosso delle divise militari, hanno assaltato la casa del compagno Abraham Hernández Gonzales nella comunità di ...

ACCIÓN URGENTE: Grupo armado levanta a coordinador de CODEDI en Pochutla

Hoy martes 17 de Julio a las 11:30 am, un grupo de hombres armados y encapuchados levantaron en su propio domicilio al coordinador regional de CODEDI en Salchi, Pochutla, Abraham Hernández Gonzales de 42 años. El grupo armado viajaba en una camioneta gris doble cabina placas RH-70-92 acompañados de otro individuo en una motocicleta, todos ...

Convocazione Incontro Reti di Appoggio al CIG 2-5 agosto 2018.

Convocazione Incontro Reti di Appoggio al CIG 2-5 agosto 2018. La Commissione Sesta dell’EZLN invita le e gli individui, gruppi, collettivi e organizzazioni che hanno appoggiato il CIG e, chiaramente, che pensano ancora che i cambiamenti importanti non vengono mai dall’alto, ma dal basso (sempreché non abbiano mandato il loro bigliettino d’adesione o di richieste al […]

D. Di Stefano: Chi ha vinto le elezioni messicane?

Chi ha vinto le elezioni messicane?  Daniele Di Stefano – Lunedì 9 luglio 2018  Andrés Manuel López Obrador, detto AMLO, dopo vani tentativi inficiati da frodi elettorali a suo danno, stavolta ha vinto le elezioni in Messico. Il fatto ha causato un’ondata di interesse anche dalle nostre parti, con articoli più asciutti e osservatori e […]

Agosto 2018 con l'EZLN: Incontro delle reti d'appoggio al CIG e Comparte "Per la vita e la libertà"

L'Associazione Ya Basta - Caminantes e Cooperazione Rebelde - Napoli partecipano all'Incontro delle Reti d'appoggio al CIG, lanciato dagli zapatisti per continuare il percorso dal basso realizzato attraverso la proposta del Consiglio Indigeno di Governo, all'indomani delle elezioni in Messico, e alla terza edizione del festival artistico CompArte "Per la vita e la libertà."

La delegazione continuerà con l'appoggio al Sistema Sanitario autonomo nel Caracol de La Garrucha per la campagna "Juntos para el derecho a la salud".

Se vuoi partecipare per contatti ed informazioni: padova@yabasta.it

Dal 2 al 5 agosto presso il Caracol di Morelia

Incontro delle Reti d'appoggio al Consiglio Indigeno di Governo.
La proposta dei temi da trattare è:
- valutazione del processo di sostegno al Consiglio Indigeno di Governo e alla sua portavoce Marichuy e della situazione a partire dalla prospettiva di ogni gruppo, collettivo e organizzazione.
- proposte dei passi da fare
- proposte per come ritornare a consultarsi con i propri gruppi, collettivi, organizzazioni su quello che viene discusso nell'incontro.

Dal 6 al 9 agosto presso Caracol di Morelia

CompARTE PER LA VITA E LA LIBERTA'
“Píntale caracolitos a los malos gobiernos pasados, presentes y futuros”
Atto di chiusura il 9 agosto, 15° anniversario della nascita dei caracoles zapatistas.
Per il CompARTE il programma sarà basato su chi si iscrive ma sicuramente ci saranno"musiquer@s, teatrer@s, bailador@s, pintor@s, escultor@s, declamador@s, etceter@s", delle comunità zapatiste in resistenza e ribellione.


E' un lungo comunicato quello in cui il Subcomandante Insurgente Moisés e il Subcomandante Insurgente Galeano a nome dellaComisión Sexta del EZLN invita a partecipare all'incontro e al CompARTE.

Nel testo la metafora utilizzata per iniziare l'analisi sui risultati elettorali in Messico è quella di uno stadio.
Le elezioni hanno visto, dopo 12 anni di tentativi, la vittoria di Andrés Manuel Lopez Obrador, alla guida della coalizione “Juntos haremos historia” con capofila Morena (organizzazione fondata da AMLO dopo l'uscita dal PRD), composta anche dal PT (Partito dei lavoratori) e dal PES (Partito Incontro Sociale) cattolico "integralista" e di provenienza di destra. Durante l'inizio dello spoglio, quasi ancora ad urne chiuse a AMLO sono arrivate le congratulazioni di Ricardo Anaya, candidato del PAN-PRD e di José Antonio Meade, candidato del PRI oltre a quelle di Trump.
All'unisono tutti a dire che si avvia un nuovo positivo percorso comune.

Nello scritto gli zapatisti descrivono lo stadio, simbolo del potere istituzionale, dall'alto, come un luogo, che forse prima aveva segni di vita intorno, ma ora è sempre più arroccato e per certi versi decadente. Un luogo dove la vita viene come assorbita sputando fuori desolazione e morte.
Nello stadio giocano due squadre, con tutto il loro contorno di fans urlanti. Ma mentre la partita deve ancora finire, i fans di una delle due squadre improvvisamente tacciono. C'è il silenzio totale ... e poi una delle squadre inneggia alla squadre avversaria e tutto finisce in un tripudio di gente, tifosi di una o dell'altra equipe, che urlano tutti insieme e osannano la squadra "vincitrice".

Nello stadio entra anche una bambina, piccola e con la pelle scura , stupita di tanti colori, addobbi, luci, sorrisi dei vincitori e dei vinti, che si domanda dubbiosa "ma il pallone dov'è?".
E poi sospirando aggiunge "da qui vedo che ce l'ha il padrone. Il padrone del pallone, dello stadio, del trofeo, delle squadre e di tutto questo".
Un padrone che non perde mai, non importa chi appare come vincitore nello schermo gigante dello stadio.

... la bambina ti prende la mano e dice "Andiamocene, dobbiamo uscire da qui". Perchè? Chiedi. Lei risponde "Sta per cadere tutto ...".

Però nessuno sembra accorgersene ...un momento, proprio nessuno?

Si chiude così il comunicato degli zapatisti che continuerà con nuove riflessioni e che invita a partecipare all'incontro e al CompARTE

CONVOCATORIA A UN ENCUENTRO DE REDES DE APOYO AL CIG, AL COMPARTE 2018: “Por la vida y la libertad”; Y AL 15° ANIVERSARIO DE LOS CARACOLES ZAPATISTAS: “Píntale caracolitos a los malos gobiernos pasados, presentes y futuros”

Julio del 2018.

A l@s individu@s, grupos, colectivos y organizaciones de las Redes de Apoyo al CIG:
A la Sexta Nacional e Internacional:

Considerando que:

Primero y único:

La Gran Final.

Llega usted al gran estadio. “Monumental”, “coloso”, “maravilla arquitectónica”, “el gigante de concreto”, calificativos parecidos se repiten en las voces de los locutores que, a pesar de las distintas realidades que describen, coinciden en resaltar la soberbia construcción.

Para llegar a la grandiosa edificación, usted ha tenido que sortear escombros, cadáveres, suciedad. Cuentan quienes más años cuentan, que no siempre fue así; que antes, en torno a la gran sede deportiva, se levantaban casas, barrios, comercios, edificios, ríos y arroyos de gente que uno esquivaba hasta casi toparse de narices con el gigantesco portón, que sólo se abría cada tanto tiempo, y en cuyo dintel se leía: “Bienvenido al Juego Supremo”. Sí, “bienvenido”, en masculino, como si lo que ocurriera dentro fuera cosa sólo de varones; como antes los sanitarios, las cantinas, la sección de máquinas y herramientas de las tiendas especializadas… y, claro, el futbol.

Pero, a vuelo de pájaro, la imagen vista bien podría ser un símil de un universo contrayéndose, dejando en su periferia muerte y destrucción. Sí, como si el Gran Estadio fuera el hoyo negro que absorbe la vida a su alrededor y que, aún insaciable, eructa y defeca cuerpos sin vida, sangre, mierda.

Desde cierta distancia, se puede apreciar el inmueble en su totalidad. Aunque ahora sus erróneas disposiciones arquitectónicas, sus fallas estructurales en cimientos y edificaciones, sus cambiantes decoraciones al gusto del equipo ganador en turno, aparecen cubiertas por una tramoya que abunda en llamados a la unidad, la fe, la esperanza y, claro, la caridad. Como si se ratificara así esa semejanza entre cultos religiosos, políticos y deportivos.

Usted no sabe mucho de arquitectura, pero le molesta esa insistencia casi obscena en una escenografía que no coincide con la realidad. Colores y sonidos proclamando el fin de una era y el paso al mañana soñado, la tierra prometida, el reposo que ya ni la muerte promete (se dice usted mientras hace un recuento de sus cercanas, personas desaparecidas, asesinadas, “exportadas” a otros infiernos, y cuyos nombres se diluyen en estadísticas y promesas de justicia y verdad).

Como en la religión, la política y los deportes, hay especialistas. Y usted no sabe mucho de nada. Le marean los inciensos, salmos y alabanzas que pueblan esos mundos. Usted no se siente capaz de describir el edificio, porque usted anda otros mundos, sus largos y tediosos caminos transcurren en lo que, desde los soberbios palcos del gran estadio, se podría llamar “el subsuelo”. Sí, la calle, el metro, el colectivo, el vehículo en abonos o pagado con cargo a otros abonos (una deuda siempre pospuesta y siempre creciente), el camino de terracería, las rutas de extravío que conducen a la milpa, a la escuela, al mercado, al tianguis, al trabajo, al jale, a la chinga.

Usted se inquieta, sí, pero el optimismo de dentro del gran estadio es mayoritario, abrumador, a-v-a-s-a-l-l-a-n-t-e, y desborda hacia afuera.

Como en esa canción que usted recuerda vagamente, el espectáculo que ya terminó, unió “al noble y al villano, al prohombre y al gusano”. En esos momentos la igualdad fue reina y señora, no importa que el silbatazo final haya vuelto a cada quien a su lugar. Basta del olvido de que cada uno es cada cual, de nuevo, “y con la resaca a cuestas/ vuelve el pobre a su pobreza, /vuelve el rico a su riqueza /y el señor cura a sus misas /se despertó el bien y el mal/ la zorra pobre vuelve al portal, / la zorra rica vuelve al rosal, / y el avaro a las divisas”.

Y es que, ahora le informan a usted ruidos e imágenes, el partido ha finalizado. La gran final tan esperada y temida, concluyó y el equipo vencedor recibe, con falsa modestia, los clamores de los espectadores. “El respetable público”, dicen voceros y cronistas. Sí, así se refieren a quienes han participado activamente con gritos, porras, hurras, insultos y diatribas, desde las gradas, como espectadores a quienes sólo en la gran final se les permite simular que están frente al balón y que su grito es el puntapié que dirige el esférico “al fondo de las redes”.

¿Cuántas veces ha escuchado usted eso? Muchas, ¿vale la pena contarlas? Las derrotas reiteradas, la promesa que a la que sigue sí, que el árbitro, que el campo, que el clima, que la luz, que la alineación, que la estrategia y la táctica, que etcétera. Al menos la ilusión actual alivia esa historia de fracasos… a la que luego se sumará la desilusión prevista.

En las afueras del recinto, una mano maliciosa ha rayado, en el soberbio muro que rodea el estadio una sentencia: “FALTA LA REALIDAD”. Y no conforme con su herejía, la mano le ha agregado trazos y colores a las letras, tan variados y creativos que ya no parecen pintados. Ya no es un grafiti, sino una inscripción como grabada con cincel, manchando el concreto. Una huella indeleble en la apática superficie del muro. Y, para colmo, el último trazo de la “D” final ha abierto una grieta que se alarga hasta el basamento. Un cartel, roto y descolorido, con la imagen de una feliz pareja heterosexual, con un par de hijos, niño y niña, y con el encabezado de “La Familia Feliz”, trata en vano de ocultar la hendidura que, tal vez por un efecto óptico, parece rasgar también la feliz imagen de la familia feliz.

Pero ni el ruido interno que hace vibrar las paredes del estadio logra disimular la grieta.

Dentro, aunque el partido ha terminado, la muchedumbre no abandona el estadio. Aunque no tardará mucho en que sea de nuevo expulsada de vuelta al valle de ruinas, la multitud embelesada se hace eco de sus propios gritos e intercambia anécdotas: quién gritó más fuerte, quién hizo la mejor burla (se dice “meme”), quién divulgó la mentira más exitosa (el número de “likes” determina el grado de verdad), quién lo supo desde un principio, quién nunca dudó. En las tribunas, algunos, algunas, algunoas, intercambian análisis: que “¿sí viste que los contrarios cambiaron de camiseta en el medio tiempo y que ahora festejan la victoria quienes iniciaron el encuentro con el uniforme del equipo rival?”; que “el árbitro (el siempre “árbitro vendido”) ahora sí cumplió porque la victoria del equipo todo lo limpia y enaltece”.

Algunos, algunas, algunoas, más escépticos, ven con desconcierto que, entre quienes celebran el triunfo, están los que jugaron y juegan en equipos rivales. Tratan, pero no entienden. O sí entienden, pero no es hora de entender, sino de festejar. Para dejárselos claro, una pantalla gigante parpadea con la tonada visual de moda: “Prohibido Pensar”.

La noche ha pospuesto su llegada, piensa usted. Pero se da cuenta de que son los reflectores y los fuegos de artificio los que simulan claridad. Claro, una claridad selectiva. Porque allá, en aquel rincón, unas gradas se han derrumbado y los equipos de rescate no acuden, ocupados como están en el festejo. La gente no se pregunta cuántos muertos, sino de cuál equipo eran seguidores. Más allá, en ese otro rincón oscuro, una mujer ha sido agredida, violada, secuestrada, asesinada, desaparecida. Pero, vamos, es sólo una mujer, o una anciana, o una jóvena, o una niña. Los medios, siempre en sintonía con los tiempos que corren, no preguntan el nombre de la víctima, sino si portaba su playera de tal o cual equipo.

Pero no es tiempo de amarguras, sino de fiesta, de brindis, del f-i-n-d-e-l-a-h-i-s-t-o-r-i-a mi buen, del comienzo de un nuevo campeonato. Fuera, la oscuridad parece el colofón pictórico para la zona devastada. Sí, piensa usted, como un escenario de guerra.

El barullo le reclama atención. Usted trata de tomar distancia para comprender el impacto de ese gran triunfo de su equipo favorito… mmh… ¿era su equipo favorito? Ya no importa, el triunfador siempre fue y será el equipo favorito de las mayorías. Y, claro, todos sabían que el triunfo era inevitable, y en tribunas se suceden las explicaciones lógicas: “sí, no era posible otro resultado, sólo el de la copa embriagante coronando los colores del equipo favorito.”

Usted trata, sin conseguirlo, de hacer suyo el entusiasmo que inunda las tribunas, los palcos, y parece llegar hasta el punto más alto de la construcción donde, lo que se adivina es una lujosa habitación, refleja en sus vidrios polarizados las luces, los gritos y las imágenes.

Usted recorre las tribunas con dificultad, la gente se abarrota en pasillos y escaleras. Busca usted algo o alguien que no lo haga sentir extraño, camina como un extraterrestre o un viajero del tiempo que aterriza en un calendario y una geografía desconocidos.

Se detiene un poco donde dos personas de edad miran con atención una especie de tablero. No, no se trata de ajedrez. Ahora que usted se ha acercado lo suficiente, ve que se trata de un rompecabezas con apenas algunas piezas engarzadas y sin la figura final siquiera esbozada.

Una persona le está diciendo a la otra: “Bueno, no, no me parece que sea ficción. Después de todo, el pensamiento crítico debe partir de una hipótesis, por alocada que parezca. Pero no debe abandonar el rigor para confrontarla y verificar si procede, o hay que buscar otro punto de arranque.” Y, tomando una de las piezas del rompecabezas, esa persona la muestra y dice: “por ejemplo, puede ser, a veces, que lo pequeño ayude a entender lo grande. Como si en esta pequeña parte pudiéramos adivinar o intuir la figura ya completada”. Usted no escucha lo que sigue, porque los grupos vecinos gritan contra ese extraño par y acallan sus palabras.

Alguien le ha pasado un volante. “Desaparecida” se lee, y una imagen de una mujer cuya edad usted no puede determinar. ¿Una anciana, una mujer madura, una jóvena, una niña? El viento le arrebata el volante y su vuelo se confunde con las serpentinas y el confeti que nublan la vista.

Y hablando de niñas…

Una niña, pequeña, de piel oscura, de ropas extrañas de tan coloridas y adornadas, mira el estadio, las tribunas, las luces multicolores, las sonrisas de vencedores y vencidos, alegres las primeras, maliciosas las segundas.

La niña tiene una duda. Se adivina en la expresión de su rostro, en su mirada inquieta.

Usted se siente generoso, al fin al cabo usted ha ganado… mmh… ¿ha ganado? Bueno, no importa. Usted se siente generoso y, solícito, le pregunta a la niña qué busca.

La niña le responde: “el balón”. Y, sin voltear a verlo a usted, sigue con su mirada barriendo la gran construcción.

“¿El balón?”, pregunta usted como si la pregunta viniera de otro tiempo, de otro mundo.

La niña suspira y añade: “bueno, de ahí que tal vez lo tiene el dueño”

“¿El dueño?”

“Sí, el dueño del balón, y del estadio, y del trofeo, y de los equipos, y de todo esto”, dice la niña mientras con sus manitas intenta abarcar la realidad concentrada en el gran estadio.

Usted trata de encontrar las palabras para decirle a la niña que esas preguntas no vienen al caso, o cosa, según, pero entonces usted recuerda…, o más bien no recuerda haber visto el balón. En su mente le aparece una imagen borrosa, cree que al inicio del partido, del esférico con sus gajos manchados por “nuestros amables patrocinadores”. Ni siquiera en los goles anotados lo ubica.

Pero ahí está la pantalla del marcador, y la pantalla marca la realidad que importa: tal ganó, tal perdió. Ningún marcador señala quién es el dueño ni siquiera del marcador, mucho menos quién es el dueño del balón, de los equipos, de las tribunas, de las “cámaras y micrófonos”.

Además, el marcador no es un marcador cualquiera. Es el más moderno que existe y costó una fortuna. Incluye el VAR para ayudar a sus empleados a sumar o restar puntos en la pantalla, y para las repeticiones instantáneas o reiteradas de cuando “juntos hicimos historia”. Y el marcador no marca los goles, sino los gritos. Gana quien más grite, entonces ¿quién necesita el balón?

Pero entonces usted revisa sus recuerdos y nota algo extraño: minutos antes del final del partido, la porra, la barra, la fanaticada del equipo contrario guardó silencio. Y los gritos de los seguidores del equipo ahora triunfador no tuvieron rival. Sí, muy extraña esa súbita retirada. Pero más extraño es que, cuando en la pantalla del marcador no se reflejaban aún los resultados, ni siquiera los parciales, el equipo contrario volvió a la cancha sólo para felicitar al triunfador… que todavía no era triunfador. En los altos y lujosos palcos del estadio estalló la algarabía y los colores de sus pendones eran ya los del equipo ganador. ¿A qué hora cambiaron de favorito? ¿Quién ganó realmente? Y sí, ¿quién es el dueño del balón?

“¿Y por qué quieres saber quién es el dueño?”, cuestiona usted a la niña, porque le parece que, no obstante sus dudas, es tiempo de silbatos y matracas, y no de preguntas necias.

“Ah, porque ése no pierde. No importa qué equipo gane o pierda, el dueño siempre gana.”

Usted se incomoda con la duda que eso plantea. Y se incomoda más al ver a quienes declaraban que el equipo ahora triunfador traería desgracias, celebrando un triunfo que, apenas unas horas antes, no era suyo. Porque no se ve que hayan perdido, más bien festejan como si el triunfo fuera suyo, como si dijeran “ganamos otra vez”.

Usted está a punto de decirle a la niña que deje la amargura en otro lado, que tal vez esté en sus días, o en la depre, o no entiende nada, después de todo es sólo una niña, pero en eso el respetable prorrumpe en un alarido: el equipo vencedor regresa a la cancha para agradecer al respetable su apoyo. La gente-gente sigue en las tribunas y contempla, arrobada, a los modernos gladiadores que han vencido a las bestias… ¡un momento!, ¿no son las bestias quienes ahora abrazan y festejan y cargan en hombros al equipo vencedor?

Usted se ha quedado pensando en lo que dijo la niña. Y recuerda entonces, inquieto, que el equipo contrario, conocido por su rudeza, mañas y trampas, abandonó el partido justo antes de que sonara el silbatazo final. Sí, como si temiera que su inercia propia, pudiera hacerlo triunfador (con trampa, claro) y, para evitarlo, se retirara completamente. Y con él, desaparecieron sus porras, sus fanáticos, sus, ahora usted lo recuerda, contados banderines y banderas.

La algarabía sigue. Al parecer en tribunas no importa el absurdo que transcurre en el centro del campo, donde el pódium espera la premiación final.

Usted se hace eco de la pregunta de la niña y, con timidez, cuestiona a su vez:

“¿Quién es el dueño del balón?”

Pero el grito masivo se traga su pregunta, y nadie le escucha.

La niña le toma de la mano y le dice: “Vámonos, tenemos que salir”

“¿Por qué?”, pregunta usted.

Y la niña, señalando la base de la gran edificación, responde:

“Se va a caer”.

Pero nadie parece darse cuenta… Un momento, ¿nadie?

(¿continuará?)

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En base a lo anteriormente expuesto, la Comisión Sexta del EZLN invita a l@s individu@s, grupos, colectivos y organizaciones que apoyaron y apoyan al CIG y, claro, que todavía piensan que los cambios que importan nunca vienen de arriba, sino de abajo (además de que no hayan mandado su cartita de adhesiones y peticiones al capataz futuro) a un:

Encuentro de redes de apoyo al Concejo Indígena de Gobierno.

Con la siguiente propuesta de temario:

.- valoraciones del proceso de apoyo al CIG y su vocera Marichuy, y de la situación según la perspectiva de cada grupo, colectivo y organización.

.- propuestas de pasos a seguir.

.- propuestas para regresar a consultar con sus grupos, colectivos, organizaciones, lo ahí planteado.

Llegada y registro: jueves 2 de agosto del 2018; registro y actividades los días viernes 3, sábado 4 y domingo 5 agosto.

Para registrarse como participante en el encuentro de redes, la dirección es:

encuentroredes@enlacezapatista.org.mx

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También, las comunidades indígenas zapatistas, invitan a quienes tienen al arte como vocación y anhelo, al:

CompARTE POR LA VIDA Y LA LIBERTAD

“Píntale caracolitos a los malos gobiernos pasados, presentes y futuros”

Del 6 al 9 de agosto del 2018.

Llegada y registro: cuando puedan del 6 al 9 de agosto.

Clausura el día 9, 15° aniversario del nacimiento de los caracoles zapatistas.

El programa será según quiénes se apunten, pero seguro ahí estarán musiquer@s, teatrer@s, bailador@s, pintor@s, escultor@s, declamador@s, etceter@s, de las comunidades zapatistas en resistencia y rebeldía.

Para registrarse como participante y/o asistente, la dirección es:

asistecomparte2018@enlacezapatista.org.mx

participacomparte2108@enlacezapatista.org.mx

Todo en el caracol de Morelia (donde fue el encuentro de mujeres que luchan), en la zona Tzotz Choj, tierra zapatista en resistencia y rebeldía.

Mucho ojo: Traigan su vaso, plato y cuchara, porque las mujeres que luchan ya aconsejaron de no usar desechables que contaminan, además de que dejan un tiradero. No sobra si trae un su focador (o lámpara de mano), su loquesea para poner entre el digno suelo y su muy digno cuerpo, o casa de campaña. Su impermeable o nailon o equivalente por si llueve. Sus medicinas y comida especial si las requiere. Y cualquier otra cosa que luego le vaya a faltar y, cuando nos deje sus críticas, nosotr@s podamos responder “les avisamos antes”. Para las personas ya de edad, “de juicio” como decimos acá, veremos de, en lo posible, darles alojamiento en alguna parte especial.

Nota: sí se permitirá el acceso a varones y a otras minorías.

Por la Comisión Sexta del EZLN.

Subcomandante Insurgente Moisés. Subcomandante Insurgente Galeano.

México, 4 de julio del 2018.

P.D.- No, nosotras, nosotros, zapatistas, NO nos sumamos a la campaña “por el bien de todos, primero los huesos”. Podrán cambiar el capataz, los mayordomos y caporales, pero el finquero sigue siendo el mismo. Ergo…

Tratto da Enlace zapatista