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Esta es la nueva pagina de europa Zapatista : Contiene noticias y artículos publicados en los sitios web y blogs de los diferentes colectivos europeos solidarios con l@s zapatist@s y con los de abajo y a la izquierda. Permitiendo así colectivizar e intercambiar la información desde nuestros rincones.

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Frayba: Emergenza umanitaria negli Altos, 1764 desplazados.

Comunicato Frayba @Cdhfrayba: Esodo forzato di 1764 persone dalla comunità tsotsil di Chavajebal La comunità tsotsil di Chavajebal, nel municipio di El Bosque, regione Altos del Chiapas, Messico, ha iniziato l’esodo forzato il 7 novembre 2018 alle ore 19:00. Si tratta di circa 1764 persone in situazione di vulnerabilità e che richiedono assistenza umanitaria e la […]

Progetto #MaTerrE - Conferenza Finale

Si è concluso il Progetto MaTerrE: Marketing Territoriale per l'Impiego, avviato nel 2014 dalla ONG bolognese CEFA in partenariato con Atlas- Associazione Tunisina per la Leadership, l'Autosviluppo e la Solidarietà con i finanziamenti dell' Unione Europea e della Regione Emilia Romagna e a cui abbiamo collaborato con il progetto Donne Attive.

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Mappa della Regione Kroumirie- Mogods tra i Governatorati di Jendouba, Beja e Biserta.

La Conferenza di chiusura Kroumirie Mogods: Projets, perspectives et échanges sur la promotion du territoire, tenutasi a Tabarka tra l'8 e il 9 novembre, ha fornito una panoramica completa delle attività e dei risultati di MaTerrE.
Il progetto è nato con l'intento di favorire l'impiego in una delle regioni più povere della Tunisia, la parte Nord Ovest del paese, attraverso il rafforzamento del capitale umano, la promozione del territorio e il sostegno di attività imprenditoriali in settori ricchi di potenziale, quali il turismo responsabile, l'agricoltura e l'artigianato.

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Mohamed Azizi Start Up Base Nature - Imed Abbassi Start Up Eco-Rand

Creare le condizioni per favorire l'impiego attraverso sistemi di valorizzazione del territorio e dei prodotti della Regione Kroumirie-Mogods nel rispetto degli approcci di Marketing Territoriale e di Economia Sociale e Solidale.

Il Nord ovest della Tunisia è una regione che offre una natura ancora genuina, fatta di mare, spiagge, montagne e laghi contornati da una fauna e una flora ricche e variopinte, siti archeologici importanti, tradizioni culturali, artigianali e culinarie, come si è potuto vedere con la delegazione #SurLaRoute.

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Conferenza finale MaTerrE: domande e riflessioni

Si tratta però di una regione che finora non ha avuto l'appoggio necessario e continua a restare una zona svantaggiata, con tutto quello che questo significa nella già precaria condizione economica di crisi, che attanaglia l'intero paese.
A pagare maggiormente il prezzo della precarietà sono donne e giovani. Le prime molte volte relegate al lavoro agricolo mal pagato e i secondi con ben poche prospettive occupazionali.

La sfida di MaTerre è stata quella di accompagnare la nascita di 13 Start Up, gestite da giovani e donne, dando vita ad un ricco ed articolato percorso di formazione nelle tecniche innovative di sviluppo d'impresa e di accompagnamento economico.
I due giorni di Conferenza a Tabarka sono stati ricchi di contenuti e hanno visto un'ampia partecipazione delle autorità locali, dell'organico che ha gestito il Progetto, di esperti internazionali e delle stesse Start Up coinvolte in MaTerrE.

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Portale MaTerrE.tn

Durante l'incontro è stato presentato il portale MaTerrE.tn , concepito come mezzo di comunicazione digitale capace di promuovere e diffondere le realtà di turismo responsabile della regione sia in Tunisia che all'estero.
In MaTerre.tn si potranno consultare le informazioni relative allo sviluppo e agli obiettivi del progetto, i prodotti e servizi turistici offerti dalle Start Up e sarà possibile scaricare la "Guide MaTerrE du Voyageur en Kroumirie-Mogods: à la découverte du Nord-Ouest tunisien".
Ogni Start Up potrà animare una propria pagina personale di promozione per far conoscere prodotti e attività, che si affiancherà allo sviluppo dei canali di comunicazione attraverso i social network, avviati attraverso la formazione alla comunicazione digitale.
Punto di forza del Progetto è stato anche l'aver curato la promozione del territorio e del marketing territoriale attraverso il supporto della cartografia digitale. I sistemi GIS - sistemi informatici geografici - hanno infatti un alto potenziale nell'identificazione e incremento della visibilità dei servizi e prodotti offerti dalla regione.

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Degustazione dei prodotti del territorio

La conferenza ha messo in risalto l'importanza della sostenibilità del territorio e della sua agricoltura, contro le logiche di "industrializzazione" che causano inquinamento delle risorse naturali, riduzione della biodiversità e insicurezza alimentare. Pratiche di supply chain globale, che oltre a creare modelli di distribuzione di massa, riducono i redditi dell'impresa agricola locale abbassando i prezzi e non valorizzando la qualità dei prodotti delle imprese.
Per questo nella Conferenza sono stati sottolineati i vantaggi della transizione all'agricoltura biologica per la crescita della sostenibilità del territorio e delle imprese operanti nel settore agricolo.

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Il miele di Radhouane Hadhri

Nelle due giornate della Conferenza le Start Up presenti hanno raccontato la propria esperienza, non solo a parole ma anche attraverso la condivisione con i partecipanti di prodotti, profumi ed esperienze culinarie.
Una maniera partecipata di raccontare le tante attività che valorizzano la regione come: inoltrarsi nelle foreste di Ain Draham con le le escursioni organizzate dalla Start up Base Nature, regalarsi gli oli essenziali di Flora Natura o i prodotti naturali per la cura del corpo di Tunaroma, gustare i formaggi e i piatti di Borj Lella, esplorare i fondali di Sidi Mechreg con la Start up Eco-Rand, oppure assaporare le ricette di Mme Zaineb Aridhi, parte della "Guida della gastronomia locale nella Kroumerie".

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Preparando l'Assida Zgouzgou

L'incontro non è stato solo la descrizione dei percorsi intrapresi ma una occasione di discussione collettiva. Tra riflessioni e domande, si è creato uno scambio di buone pratiche e suggerimenti tra i partecipanti. La condivisione, la comprensione dell'importanza di mettersi in rete, il socializzare difficoltà e successi può aiutare tutte e tutti a fare un passo avanti.
Una attitudine quanto mai importante in un epoca in cui a prevalere sembra sia, non solo in Tunisia, l'individualismo e la competizione.

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Conferenza finale MaTerrE

Il Progetto MaTerrE si è dunque concluso, non di certo non si ferma il cammino per valorizzare l'intera zona e creare possibilità di impiego in particolare per giovani e donne.
Le Start up, avviate sono ora in grado di continuare in maniera autonoma le proprie attività nei diversi settori scelti, dal turismo responsabile, all'artigianato e le lavorazioni di qualità.
Il Cefa continua il suo impegno attraverso un nuovo progetto, "Start Up Tunisie", nei Governatorati di Jendouba, Beja e Biserta, che mira a promuovere l'impiego di giovani e donne e a favorire la crescita e la formazione di 30 piccole imprese che prenderanno parte al Progetto.

Il cammino tracciato da MaTerrE è tutto da scoprire e arricchire.

Le potenzialità della regione, la forza della sua natura e soprattutto la vivacità di chi ci abita sono una realtà viva e ricca che meglio delle parole ci racconta in immagini il video Ya aburnee diretto da Joe Barba.
Buona visione!

L.H. Navarro: L’esodo centroamericano e la teoria del complotto.

L’esodo centroamericano e la teoria del complotto @lhan55 Luis Hernández Navarro  Invece di tentare di comprender in tutta la loro complessità i fattori che hanno scatenato la serie di carovane di migranti centroamericani iniziata lo scorso 12 ottobre a San Pedro Sula, Honduras, alcuni analisti e figure politiche li hanno spiegati come il prodotto di cospirazioni. […]

Walking Sounds - A Padova la delegazione irachena

Quarantotto ore possono essere un tempo lunghissimo oppure passare in un baleno. Le 48 ore della visita di Saman, Niwar e Zhalyan, giovani musicisti iracheni, il 6 e 7 novembre a Padova, sono state un'intenso momenti di scambio e condivisione con oltre mille persone di ogni genere ed età, in un turbinoso susseguirsi tra parole e musica.

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Per le strade di Padova

Ascoltare da chi ci vive qual'è la complessità dell'attuale situazione, nel Kurdistan Iracheno e nell'intero Iraq, ha rappresentato un modo coinvolgente e particolarmente unico per approfondire, fuori da stereotipi e luoghi comuni, la conoscenza di territori che ci vengono presentati solo come luoghi di guerra e barbarie.

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Zhalian K. Amhed

Attraverso i racconti dei giovani iracheni diventa più chiaro dipanare la nebbia di banalità, superficialità e mancanza di informazioni in cui siamo avvolti, anche senza volere.
Così la riflessione diventa più profonda e si possono approfondire molti temi.
La religione usata da gruppi di potere vecchi e nuovi per separare e radicalizzare le tensioni ed alimentare nuovi conflitti.
I giochi politici delle varie potenze regionali che si scontrano per l'egemonia dell'area, come l'Iran, la Turchia, l'Arabia Saudita travolgendo in una sorte di guerra per procura intere comunità.
La drammatica situazione creata dalla guerra in Siria.
L'impatto violento e brutale dell'entrata in scena dell'Isis e le contraddizioni del periodo post liberazione delle zone occupate dagli uomini del Califfato.

Quello che sta succedendo è una sorte di brutale modificazioni nello scacchiere delle presenze territoriali delle varie comunità.

Prima gruppi religiosi, comunità etniche anche diverse vivevano l'una a fianco all'altra. Oggi a causa dei conflitti e della presenza di così tanti gruppi armati, non solo intere comunità si sono dovute spostare, ma hanno paura di tornare dove prima abitavano e soprattutto si guardano con diffidenza e sospetto.

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Saman Kareem


Una profonda rottura dei legami sociali dell'intera regione che rende quanto mai fondamentale ricistruire la coesione, il rispetto dei diritti umani e delle differenze. Questa è la solo strada ardua e difficile di costruire una possibile speranza per il futuro.
Riflessioni che specchiandosi nei racconti dei ragazzi iracheni, forse, se ci pensiamo, sono utili anche a noi.
L'esperienza dei Centri giovanili, promossi da Un ponte …. nel Kurdistan iracheno, dove possono stare insieme rifugiati siriani, sfollati interni iracheni, sunniti, sciti, mussulmani, cristiani, zoroastri, ezidi etc ..., insomma tutte le variegate comunità che arricchiscono questo pezzo di mondo, diventa per ciò non solo importante per il futuro dell'Iraq ma paradigmatica delle contraddizioni contemporanee globali.

Così come l'impegno e l'attivismo di giovani come Saman, Niwar e Zhalyan che insieme a molti altri ragazze e ragazzi cercano di costruire percorsi di cambiamenti sociale anche attraverso forme d'espressione artistiche come la musica, diventano uno stimolo anche per tutti noi, giovani e non.

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Università Padova

La delegazione irachena è arrivata a Padova, dopo la prima tappa in Italia a Mogliano Veneto con Officina 31021, accompagnata da Luca Chiavinato, il musicista padovano che attraverso Laboratori e Residenze artistiche in Iraq ha contribuito a far nascere l'Ensemble MSHAKHT, che oggi conta oltre 100 giovani musicisti tra Douk, Erbil, Sulaymaniyah nel Kurdistan iracheno e Baghdad.

Durante la permanenza a Padova si sono svolti diversi incontri all'Università, al Master Human Rights and Multilevel Governace, condotto dal professore Paolo de Stefani, al Corso English is a global language con Francesca Helm e al Corso Movimenti Sociali nel Mediterraneo con Giuseppe Acconcia.
Un'occasione di scambio, arricchita dalle molte domande degli studenti presenti.

Si è parlato di come i Centri giovanili siano nati nel periodo dell'arrivo di migliaia di rifugiati siriani e poi di altre migliaia di sfollati interni in fuga dall'avanzata di Isis, proprio per creare dei luoghi d'incontro tra giovani diversi per lingua, cultura, appartenenza religiosa ed etnica.
Si è poi passati a descrivere la complessità politica e sociale del Kurdistan Iracheno e di tutto l'Iraq, alla luce delle guerre passate e presenti nell'intera regione.

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Università Padova

Grazie all'intervento di Zhalian è stato possibile affrontare le molte problematiche connesse alle discriminazioni e violenze nei confronti delle donne.
In Iraq negli ultimi mesi sono state uccise diverse donne “colpevoli” di essere protagoniste della loro vita e della scena pubblica.
Tara Fares, ex Miss Iraq, blogger e influencer è stata uccisa un mese fa a Baghdad.
A fine settembre Su'ad Al-Ali è stata uccisa a Bassora. Presidente dell'ONG Al Weed AlAlaiami for Human Rights, che lavora per i diritti delle donne e dei bambini, Su'ad negli ultimi mesi aveva guidato e partecipato alle proteste contro le violazioni dei diritti umani nella città e contro la corruzione, la mancanza di infrastrutture e servizi igienici, e la crescente disoccupazione nella sua città. Con coraggio, Su'ad si batteva per i diritti del popolo iracheno e condannava la brutale repressione delle proteste e la violenza delle autorità.
La stessa sorte di altre donne o “famose” o attiviste impegnate nelle lotte sociali.
Dietro a queste violenze, destinate a restare impunite, c'è un back ground sociale, che vuole imporre alle donne di non uscire dai ruoli tradizionali in famiglia e nella società. Esiste un tacito e pericoloso consenso sociale: “se a una donna capita qualcosa di male, in qualche maniera se l'è voluta, non avendo fatto quello che deve”.
L'immenso lavoro, che associazioni e gruppi, come quelli a cui appartiene Zhalian, svolgono è volto a modificare le radici della violenza e discriminazione delle donne. Dare alle donne la possibilità di essere indipendenti anche economicamente, rafforzarne la presenza pubblica, denunciare i casi di discriminazione.

Un lavoro non certo facile, ostacolato in ogni maniera. Ma che avanza nonostante le enormi difficoltà.

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Liceo Maria Ausiliatrice

I tratti differenti della situazione politica in Kurdistan, formalmente meno oppressiva di quella in Iraq, non impediscono che sia rischioso denunciare la corruzione, la gestione nelle mani di pochi delle istituzioni, le violazioni dei diritti umani.
Nonostante questo esiste una forte vitalità di gruppi di base, organizzazioni sindacali, di donne e di giovani, che trovano nell'Iraqi Social Forum come nel Kurdish Social Forum la possibilità di rafforzarsi, discutendo insieme, costruendo campagne d'azione comuni.
Un altro tasto dolente, raccontato dalla delegazione irachena è la libertà di stampa e d'espressione. Il costante attacco verso le voci libere.

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Niwar Ismat Issa

Alla conclusione degli incontri l'appassionato racconto di come le espressioni artistiche stiano costruendo un campo di libertà e di protagonismo comune da parte di tanti giovani si è accompagnato alle note degli strumenti tradizionali, accompagnati dai testi rielaborati dai giovani iracheni, che sono riecheggiate tra le mura delle nelle aule universitarie.

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Liceo Musicale Marchesi

La delegazione irachena ha anche incontrato numerosi studenti delle scuole superiori padovane.
Al Liceo Musicale Marchesi l'incontro si è ben presto trasformato in un vero e proprio Laboratorio sulle sonorità e gli strumenti musicali arabi che ha coinvolto studenti e docenti.
Al Liceo Maria Ausiliatrice l'incontro con tutti gli studenti, che nei mesi scorsi avevano dato vita ad una manifestazione fino in Comune contro la guerra in Siria, e una breve esibizione musicale ha permesso ai ragazzi di conoscere la realtà quotidiana dei giovani in Iraq.

Gli incontri nell'Università e nelle scuole sono stati l'occasione semplice e diretta di scambio tra giovani, che al di là di vivere in Italia o in Iraq, condividono sogni e speranze, preoccupazioni e desideri.

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Peace and spice - Padova

L'informalità e la convivialità hanno caratterizzato sia l'incontro avvenuto presso la sede dell'Associazione in Via Barbarigo che l'esibizione dei giovani musicisti iracheni presso il Ristorante Peace and Spice. Una modalità meno formale ma altrettanto efficace per far conoscere la realtà irachena.

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Incontro presso Ya Basta

L'iniziativa Walking Sounds è stata finanziata dal Comune di Padova – Assessorato alla Cooperazione Internazionale. L'assessora Francesca Benciolini che ha potuto partecipare all'incontro in Via Barbarigo e al Liceo Maria Ausiliatrice ha avuto modo di confrontarsi direttamente con la delegazione irachena e di ribadire l'impegno di Padova all'interno della Rete dei Municipi Senza Frontiere dell'Anci, che sta portando avanti un progetto di sostegno ai Municipi del Kurdistan Iracheno e del Nord est della Siria, proprio scambiando competenze e buone pratiche di amministrazione.
Un percorso quanto mai importante per appoggiare chi anche da un punto di vista istituzionale sta cercando di creare un futuro di diritti per l'intera zona.

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Concerto Teatro San Clemente

Il partecipato concerto presso il Teatro San Clemente con la partecipazione dei musicisti del Trio New Landscape ovvero Luca Chiavinato, Silvia Rinaldi e Francesco Ganassin insieme a Sergio Marchesini, Dario Bano e Aisha Ruggieri ed altri artisti è stato un forte momento in cui la creatività artistica di chi era sul palco ha saputo coinvolgere il pubblico in qualcosa più di una semplice esibizione.

La generosità artistica di tutti i musicisti sul palco
, che sono stati quelli che hanno permesso la realizzazione del CD “Walking Sounds - Tracks From Iraqi Kurdistan to Italy”, indica una strada: provare a sentirsi connessi con l'altro, il diverso da te.

Di fronte alle complesse contraddizioni del presente nessuno di noi può bastare da solo e nessuno può pensare da solo ad un futuro positivo.

La permanenza di Saman, Niwar e Zhalian è stata breve, ma ha lasciato tracce e percorsi da esplorare per rafforzare il ponte che ci lega ad una parte così lontana, ma così vicina a noi.

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Mostra Mesaha Comics - Storie a fumetti dall'Iraq

Durante i vari eventi è stata esposta la Mostra "Mesaha Comics - Storie a fumetti dall'Iraq" curata da Oblò-APS che propone tavole realizzate da giovani fumettisti iracheni che hanno partecipato ad un workshop presso la Tobacco Factory a Sulaymaniha con la presenza di Claudio Calia, fumettista padovano, che ha realizzato numerosi Laboratori di fumetti nel Kurdistan Iracheno. .. anche la strada del linguaggio del fumetto sta aprendo nuove piste per intrecciare sempre più relazioni tra le diverse sponde del Mediterraneo.

Iniziative con il contributo del Comune di Padova - Assessorato alla Cooperazione Internazionale

Partner: Un ponte per ... - Oblò APS - Xena Centro scambi e dinamiche interculturali - Il Barrito

L'iniziativa all'interno del Tavolo delle associazioni di cooperazione internazionale del Comune di Padova

Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibili 2015/2030: 10 Riduzione delle disuguaglianze tra i Paesi e 16 Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l'accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli.

Disegnare il futuro

Desideri e modi di comunicare viaggiano attraverso i social media, rendendo i giovani quanto mai vicini, al di là dei differenti contesti di vita. In questo flusso planetario le immagini hanno un ruolo centrale, dentro cui il fumetto si è sviluppato, passando da un linguaggio ritenuto adatto solo ai bambini ad essere sempre più diffuso ed utilizzato in particolare dai giovani.

Il Progetto Disegnare il futuro prevede uno Scambio a Rabat in Marocco tra dodici giovani italiani, marocchini e migranti subsahariani, attraverso un Laboratorio sul linguaggio del fumetto, con la presenza di esperti e animatori internazionali, per realizzare illustrazioni, dedicate al tema delle frontiere, da esporre con Mostre e far circolare on line come ebook.

Un percorso formativo socio-culturale in cui i giovani acquisiranno le competenze di base per evolvere un'attitudine creativa in un'attività utile alla comunicazione sociale su un tema quanto mai attuale come le migrazioni, andando oltre il comportamento spesso individuale con cui le nuove generazioni agiscono on line.

La scelta del Marocco è nata dal confronto con CEFA, con cui l'Associazione Ya Basta collabora nell'area MENA.

Nel lavoro sul campo di CEFA e dell'Associazione Chantiers et Culture si sono potute verificare le molte contraddizioni che vive il Marocco, da sempre terra di migrazioni, con l'arrivo di migranti in transito dall'Africa Subsahariana che finiscono poi, per scelta o mancanza di alternative, con lo stabilirsi nel paese.
Una sorta di situazione simbolica e paradigmatica.

Far interagire ragazzi di paesi diversi, ma tutti luoghi di partenza, arrivo e transito, permette un'ampia riflessione sulla complessità del tema delle migrazioni, oltre i luoghi comuni.

Nel Laboratorio i partecipanti apprenderanno le tecniche di base per la realizzazione e circolazione di tavole a fumetti a sfondo sociale.

Le illustrazioni realizzate dai dodici partecipanti verranno pubblicate in un ebook disponiile on line ed raccolte in una Mostra che verrà esposta in Italia e Marocco.

Condividere un'attività sia creativa che di formazione permetterà ai giovani la conoscenza reciproca, rafforzando rispetto, tolleranza e solidarietà.

Disegnare il futuro è coordinato da Associazione Ya Basta insieme ai Partner CEFA e Association Chantiers et Cultures con il finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese.

Terzo e Quinto Giorno Festival Cinema “Caracol de nuestra vida”.

Terzo e Quinto Giorno – Festival Cinema “Caracol de nuestra vida” Cooperazione Rebelde Napoli Il Festival del film “Puy ta Cuxlejaltic” (“Caracol de nuestra vida”) è proseguito per il 3° giorno, alla presenza del pubblico zapatista, oltre a ospiti e partecipanti speciali. La sessione mattutina è iniziata con la proiezione di “Tierra de Impunidad”, del […]

Cronaca dei Giorni del Festival del Cinema “Caracol de nuestra vida”.

Festival Cinema “Caracol de nuestra vida” organizzato dall’#EZLN https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2202187526737583&type=1&l=6e75fbabdc Migliaia di Basi di Apoggio Zapatiste (BAEZLN), cineasti e partecipanti nazionali e internazionali, assistono alla prima edizione del festival del cinema “Caracol de nuestra vida”, convocato dall’ EZLN, nel Caracol zapatista di Oventic, nella zona degli Altos del Chiapas. Vengono omaggiati i morti caduti in questi […]

Cronaca e immagini dal Festival del Cinema.

CRONACHE DAL PRIMO FESTIVAL DEL CINEMA CONVOCATO DALL’#EZLN Migliaia di Basi di Apoggio Zapatiste (BAEZLN), cineasti e partecipanti nazionali e internazionali, assistono alla prima edizione del Festival del Cinema “Caracol de nuestra vida”, convocato dall’ #EZLN, nel Caracol zapatista di Oventic, nella zona degli Altos del Chiapas. Sono stati omaggiati i morti caduti in questi […]

Colombia: una comunità resistente schiacciata tra le violenze

Lo scorso 14 settembre Germán Graciano Posso, appartenente al Consiglio Interno della Comunidad de Paz de San José de Apartadó, ha ricevuto il premio come Difensore dell'anno "per il suo costante impegno in difesa dei diritti umani in Colombia". Posso, insieme ad una comunità di oltre 500 persone, ha formato ed organizzato gruppi di lavoro per realizzare un progetto in difesa del territorio ed il miglioramento della vita nella regione colombiana di Antioquia, a nord del paese.
Il titolo che gli è stato donato rappresenta il riconoscimento per il coraggio, la determinazione e la resistenza dimostrata dai difensori e le difensore dei diritti umani all'interno della Comunità di Pace di San José de Apartadó. Una tappa importante in un periodo in cui si contano centinaia di líderes sociali uccisi.

Non sappiamo se domani ci ammazzeranno oppure no, per questo dobbiamo pensare alle scelte di oggi, che saranno la nostra eredità per chi verrà dopo di noi.

Per Posso "questo premio significa appoggio e protezione per la Comunidad. È un riconoscimento al lavoro che quotidianamente svolge questo gruppo che vuole solo vivere in pace e che chiede al Governo colombiano di non continuare a ucciderli o sfollarli".

La Comunidad de Paz è nata nel 1997 a seguito dell'instabile periodo che la zona di Antioquia viveva all'interno del conflitto civile che vide attivi numerosi attori armati tra cui l'esercito colombiano, i gruppi paramilitari e le Forze Armate Rivoluzionarie (FARC). Dal 1994 moltissime comunità che fino a quel momento avevano vissuto in pace dovettero spostarsi dalla foresta a nord-ovest del Paese.
La gente fu costretta a lasciare quella che poco prima era la propria casa e si trovò di fronte alla necessità di riorganizzarsi in comunità autonome per non venire schiacciata nella guerra civile.
Le stesse comunità chiesero formalmente ai membri di Peace Brigade in Colombia un accompagnamento permanente dichiarando l'out-out dal conflitto. Così facendo scelsero apertamente di non schierarsi e non manifestare appoggio a nessuna delle parti che dagli anni Settanta alimentavano il conflitto colombiano.

Fu sulla scia di questa escalation di violenza che rischiava di demolirla che il 23 marzo 1997, su consiglio di Monsignor Isaías Duarte Cansino, assassinato a Medellìn nel 2002, la comunità di San José de Apartadó si costituì ufficialmente e scrisse il suo manifesto fondativo. Niente cocaina, niente armi, niente guerra, no alla riparazione individuale delle vittime, si alla condivisione della terra e al lavoro collettivo; sono solo alcune delle posizioni prese dagli abitanti della Comunità di Pace che, con la redazione dello statuto, segnarono una rottura netta con le politiche del governo di Álvaro Uribe Vélez.
La zona in cui è situata la Comunidad di cui Germán Graciano fa parte è considerata il migliore posto del Sud America. In un triangolo di terra vicino a Panama, luogo cruciale per i commerci e le attività economiche legali ed illegali della zona, la Comunità vive costantemente nel pericolo di rappresaglie e azioni violente da parte dei diversi attori armati (formalmente e non) in campo. Graciano Posso spiega che per il governo colombiano le comunità resistenti come questa rappresentano il nemico numero uno; la radicalità e la fermezza nelle posizioni hanno da sempre reso queste piccole famiglie di contadini incorruttibili.

Anche e soprattutto per la neutralità rivendicata, nel mese di febbraio del 2005 la comunità subì un violento massacro dove persero la vita Luis Eduardo Guerra, giovane leader della comunità e membro del Consiglio Interno fin dalla nascita di quest'ultimo; la sua compagna diciasettenne Bellanira Areiza Guzmann e suo figlio Deiner Adres Guerra, già ferito da una granata l'11 agosto del 2004. L'azione violenta messa in atto per intimorire la Comunità di Pace portò la firma dell'esercito governativo, come venne denunciato dalla stessa comunità.
Assieme al leader e alla sua famiglia, caddero vittime del massacro anche Alfondo Bolivar Tuberqua Graciano, leader e membro del Consiglio di Pace della zona umanitaria di Mulatos; la sua compagna Sandra Milena Munoz Pozo e i figli Santiago e Natalia di due e sei anni. I militari della Brigada 11, autori materiali del gesto, furono riconosciuti colpevoli, ma i mandanti del violento attacco a colpi di machete sono rimasti impuniti.

A seguito di questo violento assalto da parte del governo per sottomettere la resistenza della Comunidad de Paz, la stessa Corte Interamericana dei Diritti Umani intervenne con diverse misure per garantire la sicurezza ai membri della comunità (medida provisonales). La Corte colombiana, poi, emise una sentenza che ordinava ad Uribe di ritrattare le accuse che lo stesso aveva mosso nei confronti della Comunità di San José, di istituire una Casa di Giustizia per quest'ultima e di avviare delle misure di riparazione collettiva che andassero oltre la semplice erogazione di denaro in cambio del silenzio dei singoli come era avvenuto fino a quel momento.
Le sentenze della Corte caddero però nel silenzio. L'unica risposta messa in atto dal governo fu la messa in scena organizzata dall'ex presidente colombiano Juan Maneul Santos che, nel 2014, ritirò le accuse mosse dal governo di Uribe senza però rapportarsi direttamente con i membri resistenti della comunità, che anzi subirono più di una volta la mancata presenza del Presidente Santos ad eventi istituzionali sul tema della vita della Comunità di Pace.

Ad oggi, spiega Germán Graciano Posso, la comunità vive in un clima di continue minacce. Lui stesso, lo scorso 29 dicembre, ha rischiato di morire in un attentato organizzato da dei paramilitari con l'appoggio dell'esercito e del governo colombiano. Come denuncia in un comunicato la Comunidad il tentato omicidio del rappresentante legale della comunità e difensore dei diritti umani Posso è solo uno dei tanti eventi drammatici che colpiscono la realtà resistente di San José de Apartado.

Sono oltre 375, infatti, le vittime civili uccise in persecuzioni e azioni paramilitari di violenza messe in atto con il supporto del governo per schiacciare la Comunidad de Paz sotto le pressioni esterne.

La tentata uccisione di Graciano Posso, però, è stata un caso assai particolare di attacco alla comunità. La sparatoria fu messa in atto come conseguenza delle dichiarazioni pubbliche e le denunce di Posso alle Nazioni Unite ed in territorio europeo. Era la prima volta che ciò accadeva e questo dimostra il livello di repressione che negli ultimi anni sta subendo la collettività nel territorio libero di San José de Apartado.

Ad un anno dall'attentato il mese di dicembre in arrivo si prospetta pieno di tensioni per la comunità e per il difensore dei diritti umani che viene costantemente seguito dai membri di Operazione Colomba non solo nel territorio di Antioquia, ma in tutto il mondo.
La presenza dei volontari garantisce alla comunità un certo grado di sicurezza visti i progetti di osservazione e monitoraggio del territorio da parte del Corpo Non Violento della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il sostegno però non deve fermarsi a questo, spiega Posso, parlando di quanto sia importante per la Comunidad che la sua situazione dei campesinos, afro e indigeni sia conosciuta in tutto il mondo come esempio di alternativa al potere oppressivo dell'economia globalizzata.

L'unica possibilità per contrastare le continue violenze sta nell'appoggio internazionale alle comunità resistenti e alle loro cause. È importante che la solidarietà straniera si sommi al sostegno pratico in loco delle volontarie e dei volontari, anche per permettere ai difensori dei diritti umani di contare sull'appoggio esterno nel caso in cui questi ultimi avessero la necessità di lasciare il paese per le continue pressioni e minacce.
Proprio in quest'ottica si inserisce il lavoro che qui in Italia sta nascendo tra oltre 30 comuni e associazioni grazie alla nascita della rete In Difesa Di: organizzare un network consolidato che sappia non solo aprire spazi di riflessione sui diritti umani, ma anche mettere in atto vere e proprie azioni dal carattere politico come quella di ospitare le attiviste e gli attivisti dei diritti umani che per questioni di sicurezza e non solo abbiano la necessità di lasciare temporaneamente i luoghi dove sono attivi.

In questi giorni Germán Graciano Posso è in Europa sotto l'accompagnamento costante dei membri di Operazione Colomba. L'anniversario dell'attentato che avrebbe potuto causare la sua morte si avvicina e il clima che si respira tra i campesinos della Comunidad è molto teso, sotto le continue pressioni messe in atto dalla Brigada 17 dell'esercito, che ha formalmente accusato la comunità di vilipendio e di attività illegali.
Fa specie come i commerci illegali continuino i propri progetti di espansione mentre le comunità di pace come quella di Posso rischiano ogni giorno di venire spazzate via dalle diverse mani armate più o meno conosciute.

La Colombia oggi sembra internazionalmente riconosciuto come un paese dove i problemi si sono risolti a seguito degli accordi di pace del novembre 2016 tra governo e Farc che valsero il Premio Nobel al Presidente Santos. Dopo 52 anni di guerra civile, però, non è bastato trovare un'amnistia che permettesse ai guerriglieri di riproporsi come partito politico in cambio della consegna delle armi; sono infatti ancora troppe le ferite provocate dalla guerra, soprattutto per l'abbandono delle classi popolari da parte di uno Stato spesso assente, tranne che per appoggiare le multinazionali e per mantenere i privilegi dei latifondisti e dei grandi gruppi economici che sfruttano il petrolio e le tante ricchezze naturali del Paese.
Secondo Amnesty International, il conflitto armato è ancora una realtà in molte zone del paese, tra cui quella di San José de Apartado, e "se il governo non coglierà l'occasione di proteggere comunità terrorizzate dai gruppi armati, il futuro continuerà a essere tetro".
Le autorità sono quindi chiamate ad assicurare effettivamente la pace in Colombia; i provvedimenti del passato non bastano e per fermare le violenze dei paramilitari e delle diverse divisioni dell'esercito, come ad esempio la Brigada 17, il Paese necessita di ulteriori provvedimenti che impediscano ad altri gruppi guerriglieri e paramilitari di seminare terrore nella popolazione.

In questo panorama l'azione di attivisti come Germán Graciano Posso, assieme al supporto della società civile, risulta chiave per far si che le comunità resistenti possano continuare a vivere.

Programma del Primo Festival del Cinema.

Festival del cinema “Puy ta Cuxlejaltic”. Programma Generale. Commissione Sexta dell’EZLN Messico Ottobre 2018 Programma delle proiezioni al festival del cinema “Puy ta Cuxlejaltic” Attenzione: Per cause di forza minore, le date di questo primo festival si estendono fino al 9 novembre. Saranno proiettati i seguenti film (nelle proprie categorie):   Categoria Ah, ti piace? […]