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"Combo per la vida": dicembre 2019 in terra autonoma zapatista

E' stato un fine d'anno intenso, quello del 2019, in terra zapatista
COMBO PER LA VITA - Dicembre di resistenza e ribellione lo ha chiamato l'EZLN: la seconda edizione del Festival del cinema, la prima edizione del CompArte di Danza, la Quarta Assemblea del Congresso Nazionale Indigeno - Consiglio Indigeno di Governo, il Forum in difesa del territorio e della madre terra, il secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano e i Festeggiamenti per il 26° Anniversario del Levantamiento zapatista.

Una serie di iniziative, tra loro diverse ma che rappresentano appieno la complessità poliedrica del movimento zapatista.

La ribellione e resistenza delle comunità zapatiste è capacità di immaginare un futuro diverso costruendo un presente di autonomia.

Autonomia che è non solo capacità di autogovernarsi ma anche forza di costruire spazi sempre diversi e capaci di guardare alle molteplici complessità del presente.
Generazioni diverse che in maniera complice affrontano assieme nuove sfide. In prima fila nelle iniziative di dicembre ragazze e ragazzi, “orgogliosamente zapatisti”, che non erano ancora nati il 1 gennaio 1994, quando migliaia di indigeni in armi scesero dalle montagne, occuparono militarmente le cittadine del Chiapas per rendersi visibili al mondo.

Questo intreccio inedito tra senso di appartenenza, militanza nella resistenza, ironia ed allegria ribelle fanno del movimento zapatista un'anomalia fuori dal sistema.

Mai un modello da replicare meccanicamente ma uno stimolo incessante a riflettere ed agire in maniera radicale per cambiare il presente.

Il racconto di questo intenso dicembre 2019 “Combo para la vida” va letto così, come un ipertesto in cui nulla è isolato ma che invece racconta la complessità necessaria per combattere la “bestia”, l'idra del potere contemporaneo.

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Secondo Festival del Cinema

Festival del Cinema PUY TA CUXLEJALTIC

Dicembre è cominciato con la seconda edizione del Festival del Cinema negli spazi del nuovo Caracol Tulan Ka'u, che si trova ulla strada tra Comitan e San Cristobal. Una settimana di proiezioni, laboratori fatti da registi, attori, sceneggiatori insieme con i “Tercios compas”, le ragazze e i ragazzi zapatisti che si occupano di realizzare la comunicazione autonoma. Durante la tavola “rotonda ma anche rettangolare”, in cui ironicamente gli zapatisti aveva costruito un loro trono di GoT, si è discusso del ruolo del cinema come specchio in cui riflettere la realtà e il possibile cambiamento.
Il Sub Galeano ha sottolineato l'importanza della settima arte e come “di fronte al nuovo mondo che si tratta di costruire gli zapatisti considerano il cinema come qualcosa di degno da salvare”. Ha concluso affermando come la prima e seconda edizione del festival del cinema in terra zapatista sia una forma per “dare un abbraccio” a tutti i lavoratori del settore, invitandoli a continuare ad “essere comunità” perchè sono le arti il seme da cui rinascerà l'umanità.

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CompArte di Danza

CompArte di Danza Báilate otro mundo

Il Festival di danza si è svolto per una settimana tra i nuovi Caracoles Tulan Ka'u e Jacinto Canek a San Cristóbal de Las Casas con la partecipazione di moltissimi artisti.
Non ci sono parole per descrivere le molte forme di danza che si sono susseguite davanti ad un attentissimo pubblico, formato dalle basi d'appoggio zapatista, che non hanno perso l'occasione per interagire con danzatrici e danzatori.
Poche e cariche di emozione le parole con cui la Comandancia dell'EZLN ha ringraziato tutti gli artisti che hanno partecipato. "Non possiamo far altro che dirvi grazie. Ve ne andate ma restate. Noi, un giorno ce ne andremo. Grazie, molte grazie” ha concluso il Subcomandante Insurgente Moisés.

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Assemblea CNI e CIG

Quarta Assemblea Nazionale del Congresso Nazionale Indigeno e il Consiglio Indigeno di Governo

Oltre 30 popoli originari si sono riuniti per l'assemblea nel nuovo Caracol zapatista Jacinto Canek, presso il CIDECI a San Cristóbal de las Casas.
Un dibattito intenso per analizzare la “guerra capitalista” contro gli indigeni, fatta di megaprogetti che devastano territori e comunità, ricordare gli attivisti uccisi , come Samir Flores, per mano del “malgoverno” e dei gruppi criminali e paramilitari ad esso collegati, denunciare la falsità delle consulte lanciate dal governo di AMLO (Andres Manuel Lopez Obrador, attuale presidente del Messico), che si è autodefinito come “la quarta trasformazione” e che ignora ed offende le reali forme di decisione ed organizzazione dei popoli indigeni. Chiara la consapevolezza negli interventi che il Governo attuale sta cercando ogni occasione, in maniera provocatoria, per creare divisione e scontro tra indigeni.

La dichiarazione finale, dopo la precisa descrizione di quello che sta avvenendo nell'intero Messico, si conclude affermando "i nostri popoli, nazioni e tribù continueremo a proteggere e difendere i semi di resistenza e ribellione, nel mezzo della morte. Costruendo un cammino che duri in mezzo all'oscurità. Noi, uomini e donne, continueremo a restare per curare la madre terra, insieme a tutti i popoli del mondo”.
Vai la Comunicato finale Quarta Assemblea CNI e CIG

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Forum in difesa del Territorio e della Madre terra

Forum in difesa del Territorio e della Madre terra

Il Forum si è svolto il 21 e 22 dicembre 2019 sempre nel Caracol Jacinto Canek.
Due intensissime giornate molto gremite: un migliaio di partecipanti da 25 stati messicani e 24 paesi esteri. Nel dibattito si sono alternate relazioni preparate da realtà indigene, reti di resistenza, comunità in lotta sia messicane che internazionali, tra cui i Mapuche dal Cile e le comunità del Cauca in Colombia.
Un diagnostico chiaro e approfondito sui vari aspetti del saccheggio del territorio e la devastazione del tessuto sociale: dai megaprogetti, come il corridoi di trasporto merci interoceanico o il treno Maya, alla gentrificazione dei contesti urbani, all'estrattivismo e sfruttamento delle risorse idriche e del sottosuolo. Un'offensiva portata avanti in maniera congiunta da imprese transnazionali, istituzioni messicane di ogni livello e crimine organizzato.

Negli interventi non c'è solo la denuncia di quel che accade anche in termini di repressione ma anche il racconto di come ci si organizza per lottare, delle forme di resistenza e costruzione di comunità.

Cheran, Ostula, Tila, i territori Yaqui, Puebla, Morelos e via via. E' come se la mappa del Messico si illuminasse di punti che lampeggiano per segnalare che c'è vita, c'è resistenza proprio laddove si vorrebbe il silenzio e l'obbedienza.

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Forum in difesa del Territorio e della Madre terra

Una parte particolarmente intensa è stato l'intevento dei 20 delegati zapatisti, uomini e donne, che hanno raccontato i 26 anni della loro resistenza. All'inizio “ci domandavamo come far avanzare l'autonomia. Non c'era nessun manuale che lo spiegasse. L'unico manuale sono stati i problemi che abbiamo dovuto affrontare”.
E' un racconto a più voci: le zapatiste illustrano il cammino fatto dalle donne per essere appieno ed a tutti i livelli nell'organizzazione, altri interventi riguardano il sistema autonomo di salute, educazione, comunicazione con i Tercios compas.
“Verranno nuovi tempi e nuovi modi di resistere. E' necessario pensare ad un'organizzazione vera” ha sottolineato la base d'appoggio Homero “però ora abbiamo capito che è importante camminare con le compagne perchè l'organizzazione sia completa”.

Si descrive poi il presente, la scelta di creare nuovi caracoles, spendendo nove milioni di pesos, frutto dell'unità, della condivisione e dei lavori collettivi. Negli interventi non si nascondono le difficoltà ed anche gli errori. Viene affrontato anche il costante tentativo del potere di coptare e dividere le comunità, le famiglie, all'interno di quella che gli zapatisti chiamano “quarta distruzione”, portata avanti dal Governo di AMLO.

Interventi prima giornata Forum

Interventi seconda giornata Forum

Alla conclusione delle due giornate vengono lanciate in maniera comune le Jornadas en Defensa del Territorio y la Madre Tierra “Samir Somos Todxs”, per il 20,21 e 22 febbraio 2020.

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Inaugurazione Caracol San Cristobal

Inaugurazione del Caracol Jacinto Canek a San Cristobal.

Il Caracol sede della Giunta del Buongoverno “Flor de nuestra palabra, luz de nuestros pueblos que refleja para todos y todas” si trova nelle installazioni del Cideci – Unitierra, che continua a svolgere le proprie attività di formazione ed approfondimento.
Nella cerimonia d'inaugurazione sono stati consegnati formalmente ai membri della Giunta i cinque bastioni del comando, a rappresentare le regioni e municipi autonomi di riferimento. L'apertura di questo spazio segna un passo in avanti nell'espansione dell'autonomia zapatista, stabilendo un Caracol in piena città. Durante il suo discorso il Subcomandante Moises ha detto “a partire da oggi iniziate a praticare quello che sognavamo 37 anni fa, quando è iniziata la nostra organizzazione. Fin dai primi dieci anni di clandestinità abbiamo deciso che bisognava organizzarsi. Molti di voi sono giovani e non erano ancora nati ed oggi vi tocca fare quello che noi abbiamo sognato 37 anni fa”.

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

Secondo Incontro Internazionale delle Donne che Lottano.

Dal 27 al 29 dicembre si è svolto presso lo spazio “Huellas del Caminar de la Comandanta Ramona”, nei pressi del Caracol di Morelia, il secondo appuntamento per sole donne, lanciato dopo il primo incontro del marzo 2018. Iscritte più di 3.400 donne di 49 paesi, che hanno avuto l'opportunità, garantita in tutto e per tutto dalle donne zapatiste, di poter discutere e convivere in uno spazio completamente autonomo.

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

A proteggere la zona, miliziane ed insurgentas, armate di archi e frecce, a gesitire cucina e servizi decine di zapatiste, a filmare e registrare il tutto, zapatiste dei Tercios compas. Niente è stato lasciato al caso, perfino l'accompagnamento dal Caracol di Morelia al Semillero è garantito da donne autiste (una novità assoluta se si pensa che alle indigene normalmente non è dato di guidare).

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

Ad aprire l'incontro il discorso della Comandante Amanda.
Un discorso lucido che invita a riflettere sul perchè, ad un anno dal Primo Incontro di donne in terre zapatite, le violenze contro le donne non siano diminuite ma invece aumentate.

Una domanda semplice rivolta a tutte le partecipanti: cosa dobbiamo fare per fermare la violenza contro le donne?

Le zapatiste in parte, nel loro piccolo, una risposta la danno con l'atto realizzato dalle miliziane ed insurgentes. Decine di donne che in maniera ordinata, determinatata ed organizzata, simbolicamente armate di archi e frecce circondano e proteggono una bambina indigena.
"Proteggerci, organizzarci", questo dicono le zapatiste con i volti dietro al passamontagna.
Vai al discorso completo Comandanta Amanda

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

Il primo giorno dell'incontro è stato dedicato alla denuncia delle varie forme della violenza contro le donne, dalla famiglia alla società, nel secondo si è discusso delle forme di lotta e nel terzo si è dato spazio all'espressione artistica.
Nell'atto conclusivo le zapatiste hanno proposto di rivedersi ancora e di continuare a lottare ognuna con le proprie pratiche, nei propri territori e con le proprie parole d'ordine.
Vai a al discorso completo Comandanta Yesica

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

Tre giornate che hanno racchiuso anche le differenze, le molteplici forme e contraddizioni dei movimenti femministi attuali, riflesse anche in questo spazio.

Certo che, nel riprendere lo zaino per andarsene, non si può non fermarsi un attimo a pensare al tanto cammino percorso dalle donne indigene zapatiste, a quello che hanno realizzato all'interno della costruzione dell'autonomia complessiva delle comunità.
Ed una sola parola onestamente viene da dire, fuori da ogni ideologia “massimo rispetto!”, perchè una cosa è vera: molte delle violenze raccontate e denunciate contro le donne durante l'incontro non avvengono nelle comunità organizzate zapatiste. Ed il perchè lo si intravede negli sguardi profondi ed orgogliosi delle “donne di mais”.

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Anniversario Levantamiento zapatista

26° Anniversario del Levantamiento zapatista

I festeggiamenti si svolgono sempre nel Semillero “Huellas del Caminar de la Comandanta Ramona”, in cui, come sempre in un batter d'occhio, gli zapatisti cambiano scenario. Se per l'incontro delle donne non c'era volutamente un palco centrale, per l'Anniversario il palco viene allestito e riempito di sedie che ospiteranno le Comandantas e i Comandantes del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – Comandancia General del EZLN.
E' tardo pomeriggio quando dalla montagna scendono veloci centinaia di miliziane e miliziani, insurgentas e insurgentes che con una geometrica marcia, accompagnata dal ritmo dei bastoni, occupano tutto lo spazio centrale davanti al palco.
A prendere la parola per l'EZLN è il Subcomandante Moises.

Ventisei anni di resistenza, di ribellione, di costruzione tenace di autonomia ed indipendenza, Moises parte da quel lontano 1 gennaio 1994 per riattraversare il cammino fatto dalle comunità zapatiste.

Ricorda l'appoggio ricevuto in questi anni. Denuncia come il potere cerchi sistematicamente di affermare che "gli zapatisti sono scomparsi, sono pochi ed isolati", peccato però che invece siano sempre di più e determinati ad esistere e resistere. Sottolinea come il nemico di allora sia lo stesso, anche se con un volto diverso.

La "Bestia", il sistema, oggi nasconde la voracità del suo sfruttamento dietro i megaprogetti, presentati come il progresso che avanza.

Moises conclude dicendo che gli zapatisti, "hombres, mujeres, otroas" di ogni età, sono disposti a tutto, a perdere quello che hanno costruito, ad essere incarcerati, attaccati, calunniati per fermare la guerra che è in corso contro l'umanità!.

E poi aggiunge "... e voi cosa siete disposti a fare per fermare la guerra contro l'umanità nelle vostre geografie, calendari e a vostro modo?"

Vai al Comunicato Subcomandante Moises a nome EZLN

Al discorso di Moises segue l'atto culturale, in cui vengono presentati pezzi musicali, che spaziano dal rap alla cumbia, al blues, intramezzati da poesie e danze.
Nei testi la storia di questi 26 anni di lotta. Il ricordo di chi è morto combattendo in quel lontano 1994, come il Subcomandante Pedro ma anche l'attualità, i megaprogetti, la provocatoria presenza della Guardia Nazionale, nuovo corpo militare voluto dal Governo di AMLO, le tante false promesse e menzogne della 4T (quarta trasformazione) o meglio “quarta distruzione” come chiamano da queste parti i programmi del Governo attuale del Messico.
Musiche, danze, poesie “orgogliosamente zapatista”, come hanno detto i molti giovani che si sono alternati sul palco.

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Anniversario Levantamiento zapatista

Quando è già buio, intorno alla mezzanotte zapatista, cioè alle 23.00 un'ora prima dell'ora del Governo, parlano varie Comandante e Comandanti.
La Comandanta Elizabeth è la prima a prendere la parola per ricordare quanto fatto dal 1994 e come continui ora il “camminare dentro l'autonomia. Qui siamo e qui resteremo, continuando ad organizzarci con resistenza e ribellione.”

Il Comandante Zebedeo sottolinea come sia passato un altro anno, dimostrando la forza “della nostra autonomia e del diritto a costruire la vita degna delle generazioni future … cercheranno mille forme per attaccarci, dividere le comunità, comperare la dignità, così è stato da sempre, come nell'oblio in cui vivevamo prima del levantamiento.” E conclude dicendo che come zapatisti "sappiamo che abbiamo di fronte un nemico grande, ma dalla nostra abbiamo l'orgoglio di essere uomini e donne ribelli alla morte".

La Comandanta Dalia insiste sulla volontà di difendere la madre terra e noi stessi come comunità. “Non ci possono fermare perchè abbiamo le ragioni per lottare”, aggiunge. Ricorda poi come le donne zapatiste siano organizzate perchè, come si è visto dai tanti dolori e rabbie raccolte nell'incontro internazionale delle donne, “non resta che unirci per far rispettare i nostri diritti como mujeres que somos”.

L'ultimo ad intervenire è il Comandante Tacho, che afferma che gli zapatisti difenderanno la loro automonia costi quel che costi. “La difenderemo non importa a che costo, così come difenderemo la nostra terra perchè è meglio morire lottando che restare inginocchiati, così come abbiamo fatto il 1 gennaio 1994”. Conclude dicendo che “bisogna organizzarsi per essere invincibili non schiavi.”
Dopo il suo intervento i fuochi d'artificio che illuminano la notte si incrociano con slogans e abbracci.

26 anni di lotta pubblica, ed ancora prima altri 10 di organizzazione clandestina, possono essere tanti se si pensa ai mille attimi di una resistenza ed autonomia quotidiana, portata avanti con dignità ed anche allegria da migliaia di donne e uomini zapatisti.
Ma possono essere anche pochi se si pensa ai 500 anni di resistenza “degli uomini e delle donne di mais”.

26 anni possono essere tanti se si pensa che oggi molte delle ragazze e ragazzi, con il volto coperto dal passamontagna, che sono i protagonisti a tutti i livelli dell'organizzazione autonoma, non erano neanche nati in quel lontano 1 gennaio 1994.
Ma possono essere anche pochi se si pensa che questa incredibile esperienza di autonomia si proietta in nuove generazioni, pensa al futuro per costruire un mondo diverso per chi ancora non c'è.

Pochi o molti che siano questi 26 anni, gli zapatisti continuano a dire “aqui estamos!”
E noi siamo con loro, perchè nella guerra contro l'umanità bisogna scegliere da che parte stare.

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Caracol Tulan Ka'u

Caracol Tulan Ka'u

Tulan Ka´u è uno dei nuovi Caracoles inaugurati dagli zapatisti nell'estate 2019, come annunciato nel comunicato "Abbiamo rotto l'accerchiamento".
Si trova lungo la strada tra Comitan e San Cristobal, ben visibile e grandissimo.
All'interno, l'enorme Auditorio, la "ballena" in cui si è svolta la seconda edizione del Festival del cinema. Nel Caracol è aperto, anche per la gente di passaggio, il comidor "Imposible a posible para muchos mundos", allestito con una vasta area di tavoli e con un menù molto ampio.

Tutto è molto curato nelle costruzioni realizzate all'interno del terreno recuperato. La captazione dell'acqua piovana alimenta in parte il servizio idrico, i bagni sono dotati di latrine a secco ecologiche, tutto è concepito per avere il minimo impatto ambientale.
Nel Caracol ha sede la Giunta del Buongoverno "Semilla que florece con la conciencia de los que luchan por siempre" e tutti i servizi da quello sanitario alle varie tiendas.

La nascita di nuovi Caracoles, Municipi Autonomi, Crarez fa parte del processo di autorganizzazione ed autonomia zapatista, che, ben lontano da essere un percorso statico, è invece un continuo cammino in movimento.

Una continua rielaborazione e riorganizzazione per garantire a tutte le comunità di essere sempre più parte del meccanismo dell'autonoma e per far si che il "todo para todos" sia una realtà.

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Caracol Tulan Ka'u

Un percorso partito ancora nel 1983. In un bellissimo murales sono gli animali della Selva che raccontano l'arrivo dei primi sei compagni, la nascita dell'Ezln il 17 novembre 1983, poi nel 1985 come gli indigeni si appropriano della organizzazione.
Giaguari, pappagalli, tapiri, volpi, lumache, scarabei, tartarughe, cinghiali, farfalle ed altri animali prendono la parola, si animano lungo il murales ... ricordando che quello che oggi si vede è frutto di un lungo cammino, a volte duro e difficile ma che sta dando i suoi frutti.

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Caracol La Garrucha

Caracol La Garrucha - Zona Selva

Inoltrarsi nella Selva Lacandona ti fa capire perchè all'inizio del secolo scorso Jan de Vos l'aveva definita "Desierto de la soledad", un immenso spazio verde attraversato da "canadas y rios". Già allora c'era chi cercava di sfruttare le immense ricchezze naturali, saccheggiando legname e piante. In questo verde che pare infinito quando la "neblita" del "amanacer" si dissolve, sono fuggiti centinaia di indigeni per liberarsi dalla violenta schiavitù del latifondo, come racconta "La rebelión de los colgados" di B. Traven e gli altri suoi libri.

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Selva Lacandona

Da allora tanta acqua è passata sotto i ponticelli di legno. Nel 1983 nasce l'EZLN, che apparirà alla luce del sole il 1 gennaio 1994. Durante il levantamiento gli zapatisti hanno liberato dal latifondo migliaia di ettari di terreni ed hanno costruito la loro autonomia "sin permiso", totalmente indipendente dal Governo messicano.
La Selva si è riempita di spazi di autoganizzazione, le comunità, i Municipi autonomi, i Caracoles sedi delle Giunte del buongoverno ed ora i Crarez, Centri di resistenza autonoma e ribellione zapatista.

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Caracol La Garrucha

I vari governi, che si sono susseguiti, hanno cercato di fermare l'organizzazione indigena con la presenza dell'esercito, l'uso di paramilitari e lanciando progetti di sviluppo per coptare la popolazione.
Anche il nuovo Governo di AMLO non è da meno. La Guardia Nacional, nuovo corpo armato, è stato dispiegato anche nella Selva. E' stato lanciato il progetto "Sembrando vida", ovvero soppiantare le coltivazioni autoctone, seminando alberi da frutta, smembrando la proprietà "ejidal" della terra, con la mistificazione che così gli indigeni potranno coltivare e vendere i loro prodotti.
Gli zapatisti hanno risposto allargando i loro spazi e costituendo nuovi Caracol e Crarez, perchè come dicono loro "siamo sempre di più" ed anche tanti indigeni attirati all'inizio dalle promesse del nuovo governo, si stanno rendendo conto che erano appunto solo promesse.

L'autonomia zapatista invece è realtà, fatta di piccoli passi, che insieme costruiscono un cammino che porta miglioramenti costanti alla vita personale, familiare e collettiva degli indigeni.

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Laboratorio analisi - La Garrucha

Te ne rendi conto quando arrivi in ogni Caracol e vedi la Giunta coordinare le attività dalla salute, all'educazione all'agroecologia, alla produzione.
Alla Garrucha consegniamo materiali sanitari per il Sistema di salute autonomo, che da tempo stiamo appoggiando.
Un piccolo contributo per un grande progetto: garantire il diritto alla salute a tutt@ nella selva e non solo.

Durante il nostro viaggio nei territori zapatisti insieme a Cooperazione rebelde Napoli, Associazione Ya Basta Bologna, Associazione Ya Basta Milano, abbiamo consegnato anche i primi fondi raccolti con la Campagna in solidarietà con gli zapatisti insieme a Zerocalcare.

Un nuovo anno incomincia, con rumori di guerra, quella contro l'umanità, ovunque nel mondo, ma anche si continuano a sentire, ovunque nel mondo, grida di libertà che non riescono ad essere messe a tacere.

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Caracol Tulan Ka'u


Un nuovo anno anche in terra zapatista dove come dice il murales nel Caracol di Tulan Ka'u ci si chiede: "Un giorno quando il popolo governa e il governo obbedisce, poi cosa succedera?"
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Articolo a cura di Associazione Ya Basta Caminantes

Per la Difesa dei Territori e della Madre Terra

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Testo di Alejandra Più di 40 collettivi provenienti da diversi stati della Repubblica Messicana, dalla zona del Cauca in Colombia, dal Kurdistan e dai territori Mapuche, si sono riuniti per il Forum per la Difesa del Territorio e della Madre Terra, organizzato dal Congresso Nazionale Indigeno e dall’EZLN lo scorso 21 e 22 dicembre, presso … Continue reading Per la Difesa dei Territori e della Madre Terra

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EZLN 26° ANNIVERSARIO.

PAROLE DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDO GENERALE DELL’EZLN, PER VOCE DEL SUBCOMANDANTE INSURGENTE MOISÉS, AL 26° ANNIVERSARIO DALL’INIZIO DELLA GUERRA CONTRO L’OBLIO 31 DICEMBRE 2019 – PRIMO GENNAIO 2020. BUON POMERIGGIO, GIORNO, SERA E MATTINA A TUTTE, TUTTI E *TUTTEI*: COMPAGNE E COMPAGNI BASI DI APPOGGIO ZAPATISTE: COMPAGNI E COMPAGNE COMANDANTE E COMANDANTI ZAPATISTI: AUTORITÀ AUTONOME […]

GIORNATE IN DIFESA DELLA MADRE TERRA “SAMIR SOMOS TODAS Y TODOS”.

CONVOCAZIONE ALLE GIORNATE IN DIFESA DEL TERRITORIO E DELLA MADRE TERRA “SAMIR SOMOS TODAS Y TODOS” SORELLE E FRATELLI DEI POPOLI DEL MESSICO E DEL MONDO: PRIMO – Oggi più che mai il capitalismo cresce sulla guerra e la depredazione di tutte le forme di vita. I malgoverni e le grandi imprese capitaliste, ognuna di […]

Storie, pratiche e immaginari dell’Autonomia Zapatista

discussione registrata il 08/12/2019 @ SESTA SAGRA DEL PEPERONCINO REBELDE, SABATO 7 DICEMBRE 2019 – EX CASERMA SANI OCCUPATA V. Ferrarese 199 [entrata dal parco di via Parri] – BOLOGNINA  TODOS PARA TOD@S, NADA PARA NOSOTR@S Storie, pratiche e immaginari dell’Autonomia Zapatista: dal Levantamiento del 1994 al sistema dei Caracoles. Ne parliamo con la P.I.R.A.T.A ...

Dichiarazione della 4a Assemblea Nazionale del CNI-CIG

Dichiarazione della 4a Assemblea Nazionale del CNI-CIG Al popolo del Messico Ai popoli del Mondo Alla Sexta Nazionale ed Internazionale Alle Reti di Resistenza e Ribellione Ai mezzi di comunicazione Fratelli, sorelle. Nel Caracol Zapatista Jacinto Canek, nel CIDECI- UNITIERRA, a San Cristóbal de las Casas, Chiapas, i giorni 18 e 19 dicembre 2019, per […]

WALKING SOUND Italian Tour #2

Nel mese di novembre 2019 si è svolta la tournèe italiana dei giovani musicisti iracheni Saman Karem, Niwar Issa, Zhalian K. Amed e Mohammed Abdullah. Sono i quattri fondatori insieme al musicista padovano Luca Chiavinato dell'ONG Walking Art, culture & heritage, nonche componenti dell'Ensemble Mshakht, ora composta da più di 150 tra ragazze e ragazzi con sei sedi operative in tutto il paese.

La tournèe è stata una partecipata attraversata dell'Italia dal Veneto alla Campania. Diversi i contesti e gli scenari ma uguale la condivisione che si è creata tra la delegazione irachena e chi ha partecipato ai numerosi momenti di incontro e concerto.

Dal 31 ottobre al 6 novembre VENETO
Tra Padova, Mogliano e Venezia la delegazione ha incontrato più di 1500 persone. Nei concerti sul palco insieme ai musicisti iracheni New Landcapes, il quartetto che fin dall'inizio ha collaborato alla realazione con l'Iraq, attraverso la realizzazione del CD Walking Sounds.

A Padova la prima giornata è iniziata con l'incontro in Comune con l'Assessora alla Cooperazione Francesca Benciolini, che coordina le attività della città in progetti solidali con l'Iraq e il Nord Est della Siria, per concludersi con un incontro presso la Libreria delle donne sulla situazione in Iraq e Siria.
Le giornate successive sono state caratterizzate da mattinate dedicate agli incontri con le scuole (Liceo Musicale Marchesi e Liceo Artistico Selvatico) e all'Università e poi da diversi momenti musicali.

Si è svolto un partecipato concerto al Barco Teatro, ai Carichi Sospesi un Laboratorio musicale con Arte Migrante, un'esibizione nel quartiere di Ponterotto e una serata di incontro e musica per la raccolta fondi per la Campagna "Emergenza Siria", organizzata da Un ponte per.
A Mogliano, in collaborazione con Officina 31021, si è svolto un concerto presso il Centro Sociale ed incontro sulla situazione in Iraq e Siria con la partecipazione del Presidente UPP, Alfio Nicotra.
A Venezia la delegazione ha incontrato al Conservatorio Benedetto Marcello gli studenti di musica antica e si è discusso di una partecipazione al progetto Biennale Venezia Porta d'Oriente.
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Padova - Concerto al Barco Teatro

Dal 7 al 10 novembre TORINO
Le iniziative sono state organizzate dal Comitato Locale di Un ponte per.
La visita della delegazione irachena è stata l'occasione per realizzare momenti di incontro e di approfondimento sulla situazione in Iraq, in particolare all'Università di Torino. Sono stati realizzati due concerti, uno per l'Associazione Liberi danzatori e uno nella Casa di quartiere San Salvario con la partecipazione di cittadini e associazioni della zona.

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Università Milano

Dal 10 al 13 novembre LOMBARDIA
Le date del Tour sono state coordinate dal Comitato Locale di UPP di Monza.
Particolarmente partecipato l'incontro all'Università La Statale a Milano, seguito dal Concerto al Circolo Piano terra. A Monza i musicisti iracheni si sono esibiti al Circolo Arci Scuotivento e a Como nel Teatro della città.

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Concerto a Monza

Dal 14 al 17 novembre TOSCANA
La delegazione ha alternato momenti di incontro nelle scuole con concerti assieme a musicisti locali.
A Pisa, dopo l'incontro presso la Scuola Primaria, si sono svolti due concerti uno presso il circolo Arci La Rinascita e uno a Montescudaio presso la Birroteca.
Ad Arezzo si è svolto un intenso workshop al Liceo musicale e dopo il concerto al Teatro Verdi di Montesansavino, la delegazione ha incontrato i Liutai Francesco Landucci e Carlos Santamaria.

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Concerto ad Arezzo

A Roma il concerto si è svolto presso l'Apollo 11 e a Napoli all'Ex Asilo Filangeri, dopo un incontro in mattinata in un liceo partenopeo.

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Concerto a Napoli

Durante tutte le iniziative è stato distribuito Poster Comics Iraq che raccoglie storie a fumetti realizzate durante i Laboratori a cura del fumettista padovano Claudio Calia, svoltesi in Iraq in collaborazione con Karge Comics Studio per lo sviluppo della Scuola Comics Irachena.

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Poster Comics from Iraq

Ogni singola tappa di Walking Sounds Tour #2 ha creato nuove sinergie, relazioni e scambio diretto tra Iraq ed Italia, valorizzando le potenzialità sociali delle espressioni artistiche a livello globale.

Il Tour è stato curato da Walking Arts – Art, Culture & Heritage - Karrada District, Baghdad in collaborazione con Associazione Ya Basta Caminantes
e Un ponte per .

Con il sostegno di Fondazione Charlemagne e Comune di Padova

Contatti: info@walkingarts.org - padova@yabasta.it

Il progetto agisce in sinergia con :
"Walking Arts - Arte per la coesione sociale" - Con il contributo di Lush - Azienda di cosmetici etici
"Walkings Sound #2" - Con il contributo del Comune di Padova