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Chiapas: violenza e territorio

Chiapas: violenza e territorio León Enrique Ávila y Peter Rosset* Dalla sollevazione zapatista del 1° gennaio 1994, lo stato del Chiapas ha sperimentato diverse iterazioni della cosiddetta guerra a bassa intensità, o contro-insurrezione, che combina la violenza paramilitare anti-zapatista (tinyurl.com/fzwdfpdb) con vari misure politiche e sociali, compreso il veto mediatico, programmi assistenzialisti e la strumentalizzazione […]

EZLN - La Estemporanea e una Iniziativa Nazionale

COMMISSIONE SEXTA ZAPATISTA

Messico
Luglio 2021

A le/gli aderenti alla Dichiarazione per la Vita:

All'Europa in basso e a sinistra:
Alla Sexta Nazionale e Internazionale:
Al Congresso Nazionale Indigeno-Consiglio Indigeno di Governo:
Alle Reti in Resistenza e Ribellione:
Al Collettivo «Llegó la Hora de los Pueblos«:

Da: Subcomandante Insurgente Moisés.

Compagne, compañeroas, compagni:

Sorelle, hermanoas, e fratelli:

Vi saluto a nome dei bambini, delle donne, otroas, anziani e uomini delle comunità zapatiste, e vi comunico quanto segue:

Primo.- Abbiamo pronta una compagnia aerea zapatista forte di 177 zapatisti. È composta interamente da originari di radice maya di lingua cho'ol, tzotzil, tzeltal, tojolabal e castigliano. Siamo nati nella geografia che chiamano Messico. I nostri antenati sono nati e sono morti in queste terre. Poiché lo Stato Messicano non riconosce la nostra identità e origine, e ci dice che siamo “estemporanei” (come dice il Ministero degli Affari Esteri, che siamo messicani “estemporanei”), abbiamo deciso di battezzare questa unità di «Escucha y Palabra» come “La Extemporanea”.

Come abbiamo visto nei dizionari, «estemporaneo» significa «che è inopportuno, sconveniente«, oppure «che è inappropriato per il tempo in cui accade«. Quindi siamo inopportuni, sconvenienti e inappropriati.

Mai prima d'ora siamo stati così adeguatamente definiti. Siamo lieti che lo Stato Messicano riconosca finalmente che è così che considera i popoli originari di questa geografia chiamata Messico. Penso che sia così che si rammarica di non averci annientati… non ancora; e che la nostra esistenza contraddica il discorso ufficiale sulla «conquista». Ora si capisce che la richiesta del governo del Messico a quello della Spagna, di chiedere perdono, è per non averci sterminati.

De@ 177 delegat@, 62 di noi non hanno ancora il passaporto. Il Ministero degli Esteri è pressato dalla «sconvenienza» che rappresentiamo. Nonostante abbiamo dimostrato identità e origine, continua a richiedere sempre più documenti. Manca solo che chieda ai governi dell'America Centrale di dire che non siamo cittadini di quei paesi.

2.- La compagnia aerea «La Extemporánea», con me al timone, si sta preparando da ottobre 2020 e siamo in quarantena da quasi un mese. È composta da:

.- Diversi gruppi di «Escucha y Palabra«. Zapatisti indigeni la cui esistenza e memoria copre la storia della nostra lotta dagli anni prima della sollevazione fino all'inizio del Viaggio per la Vita.

.- Una squadra di calcio femminile. È composta da 36 miliziane (che sono anche «Escucha y Palabra«) che hanno preso il nome e l'esempio dalla compianta Comandanta Ramona, la prima zapatista a lasciare il Chiapas, e si identificano come «Ixchel Ramona» e così usciranno sui campi sportivi d'Europa.

.- Il cosiddetto «Comando Palomitas«. Ci sono 6 ragazze e ragazzi che fanno parte del gruppo «Juego y Travesura» [Gioco e Marachella]. Come tutt@ noi, si sono preparati.

.- Il gruppo di coordinamento dell'invasione. Sono coloro che avranno il compito di organizzare e, nel caso, rafforzare i gruppi “Escucha y Palabra” che si distribuiranno nelle 5 zone in cui abbiamo diviso il continente Europeo. Inoltre presenzieranno ai media gratuiti e prezzolati, parteciperanno a tavole rotonde, conferenze ed eventi pubblici; e valuteranno lo sviluppo dell'invasione.

Con lo Squadrone 421 completeremo la prima ondata zapatista e inizieremo le visite a coloro che ci hanno invitato e, con attenzione e rispetto, li ascolteremo. Se lo chiederanno, racconteremo loro la nostra piccola storia di resistenza e ribellione.

3.- Con noi viaggerà una delegazione del Congresso Nazionale Indigeno-CIG, forte di 10 indigeni di lingua: Maya originaria, Popoluca, Binizá, Purhépecha, Raramuri, Otomí, Naayeri/Wixarika e Nahua; così come 3 fratelli e sorelle del Fronte dei Popoli in Difesa della Terra e dell'Acqua di Tlaxcala, Puebla e Morelos. In totale 13.

4.- Poiché a me tocca il Viaggio per la Vita-Capitolo Europa, ho incaricato il Subcomandante Insurgente Galeano di assumere il comando in Messico e di avviare, quanto prima, contatti con il Congresso Nazionale Indigeno-CIG, con la Sexta Nazionale, con le Reti in Resistenza e Ribellione, con Organizzazioni Non Governative per la difesa dei Diritti Umani, con gruppi di Vittime di violenza, familiari di scomparsi e affini, nonché con artisti, scienziati e intellettuali, con l'obiettivo di far loro conoscere una nuova iniziativa nazionale e invitarli ad organizzarsi per questa. E aprire così un fronte di lotta per la Vita nel nostro Paese.

5.- Tra pochi giorni, che vi comunicheremo a tempo debito, inizieremo il nostro viaggio. Adesso stiamo provando a vaccinarci tutti per evitarvi problemi sanitari, e in attesa che la cosiddetta “terza ondata” di contagi in Messico si abbassi un po'.

Poi andremo nel caracol Jacinto Canek, a San Cristóbal de Las Casas, e lì ci concentreremo. Da lì ci sposteremo a Città del Messico dove le/i 177 delegat@ si recheranno negli uffici della SRE affinché ci dicano, in faccia e in pubblico, che non abbiamo diritti perché siamo «estemporanei», e che il loro «ambizionismo» li costringe a delegare la loro responsabilità a burocrati razzisti e ignoranti. Poi, forse, Parigi, Francia.

Le date precise le diremo più avanti, perché sembra che anche per il governo francese noi siamo importuni; in aggiunta, ovviamente, alla nuova ondata mondiale di COVID19. Niente da fare, deve essere la globalizzazione.

6.- Siamo un po' nervosi ma felici – non è la prima volta che faremo qualcosa senza sapere cosa aspettarci -. Fin da ora ringraziamo l'Europa del Basso, la Sexta Nazionale, le Reti in Resistenza e Ribellione, le ONG solidali di questa e dell'altra sponda dell'Oceano, e il collettivo «Llegó la Hora de los Pueblos» per il sostegno economico e in natura che consentirà il viaggio aereo. Il costo del viaggio in mare e dei passaporti (tra i 10mila e i 15mila pesos ciascuno, per i continui viaggi di andata e ritorno dai nostri villaggi per soddisfare le ridicole richieste dello Stato Messicano per essere «estemporanei»), è stato interamente coperto dall'EZLN e ci ha lasciati senza fondi di riserva. Ma non ha comportato alcuna spesa personale per nessun@ de@ delegat@.

7.- Per quanto riguarda l'iniziativa nazionale – di cui è incaricato il SupGaleano -, anticipo solo che partirà con il nostro appello a partecipare alla cosiddetta “Consulta Popular” del 1° agosto, e a rispondere “Sì” alla domanda se si deve o no fare qualcosa per rispettare il diritto alla verità e alla giustizia di coloro che sono stati vittime di azioni e omissioni dello Stato Messicano (che questo, e nient'altro, è la domanda che ha elaborato la Corte Suprema di Giustizia della Nazione del paese chiamato Messico). Chi in alto, tra i partiti di «opposizione», si oppone alla consultazione, non solo teme ciò che ne seguirà; ha pure il terrore che le vittime recuperino le loro istanze dall'uso vile e perverso che l'estrema destra fa del loro dolore. Perché il dolore non deve essere un affare elettorale, e tanto meno per scopi merdosi come che tornino al governo alcuni dei principali responsabili delle violenze e che prima si sono solo dedicati ad accumulare soldi e cinismo. Ecco perché l'INE, che considera noi indigeni «estemporanei» e ci nega i documenti, sta facendo tutto il possibile per far fallire la consultazione, perché sa che anche questo istituto ha la sua parte nel crimine a causa della sua politica esclusiva per la pelle chiara e urbana.

Bisogna entrarci, non guardando in alto, ma guardando le vittime. Bisogna trasformare la consultazione in una consulta «estemporanea». Questo al fine di avviare, indipendentemente da quelli in alto, una mobilitazione per una Commissione per la Verità e la Giustizia per le Vittime, o come si voglia chiamare. Perché non può esserci vita senza verità e giustizia.

Per ora è tutto.

Dalle Montagne del Sudest Messicano.
Per gli zapatisti estemporanei.
Subcomandante Insurgente Moisés
Ancora in Messico, Luglio 2021

EZLN - VOLANTEM EST ALIO MODO GRADIENDI. (Cosa ci aspettiamo?)

tags : ezln, messico, news, pl-it,

OLANTEM EST ALIO MODO GRADIENDI
(Cosa ci aspettiamo?)

Un qualsiasi giorno, di qualsiasi mese di qualsiasi anno.

Siccità. Inondazioni. Terremoti. Eruzioni. Inquinamento. Pandemie attuali e future. Omicidi di leader di popoli originari, difensori dei diritti umani, guardiani della Terra. La violenza di genere che raggiunge il genocidio contro le donne – lo stupido suicidio dell'umanità -. Razzismo non di rado mal nascosto dietro l'elemosina. Criminalizzazione e persecuzione della differenza. La condanna irrimediabile della sparizione forzata. Repressione in risposta a richieste legittime. Sfruttamento dei più da parte dei meno. Grandi progetti di distruzione dei territori. Villaggi desolati. Milioni di sfollati, occultati sotto il termine di “migrazione”. Specie in pericolo di estinzione o solo, ormai, un nome nella cartella «animali preistorici». Profitti giganteschi dei più ricchi tra i più ricchi del pianeta. Estrema miseria dei più poveri tra i bisognosi del mondo. La tirannia del denaro. La realtà virtuale come falsa via d'uscita dalla realtà reale. Stati Nazionali agonizzanti. Ogni individuo un nemico estraneo. La menzogna come programma di governo. Il frivolo e il superficiale come ideali da raggiungere. Il cinismo come nuova religione. La morte come routine quotidiana. La guerra. Sempre la guerra.

La tormenta che spazza via tutto, sussurra, consiglia, grida:

Arrenditi!

Arrenditi!

Arrenditi!

Tuttavia…

Là, vicino e lontano dai nostri suoli e cieli, c'è qualcuno. Una donna, un uomo, unoa otroa, un gruppo, un collettivo, un'organizzazione, un movimento, un popolo originario, un quartiere, una strada, una città, una casa, una stanza. Nell'angolo più piccolo, più dimenticato, più lontano, c'è qualcuno che dice «NO». Che lo dice piano, che si sente appena, che lo grida, che lo vive e lo muore. E si ribella e resiste. Qualcun@. Devi cercarl@. Devi trovarl@. Devi ascoltarl@. Devi impararl@.

Anche se dobbiamo volare per abbracciarl@.

Perché, in fondo, volare è solo un altro modo di camminare. E, beh, camminare è il nostro modo di lottare, di vivere.

Quindi, nel Viaggio per la Vita, cosa ci aspettiamo? Non vediamo l'ora di guardare il tuo cuore. Speriamo non sia troppo tardi. Speriamo… tutto.

InFede.
SupGaleano.
Pianeta Terra… o ciò che ne resta.

«On lâche rien» in Francese, Spagnolo, Catalano, Euskera, Gallego. Interpretata dar: HK et les SALTIMBANKS con LA PULQUERIA, TXARANGO, LA TROBA KUNG-FÙ, FERMIN MUGURUZA et DAKIDARRIA.

La Estemporanea e una Iniziativa Nazionale.

La Estemporanea e una Iniziativa Nazionale COMMISSIONE SEXTA ZAPATISTA Messico Luglio 2021 A le/gli aderenti alla Dichiarazione per la Vita: All’Europa in basso e a sinistra:Alla Sexta Nazionale e Internazionale:Al Congresso Nazionale Indigeno-Consiglio Indigeno di Governo:Alle Reti in Resistenza e Ribellione:Al Collettivo “Llegó la Hora de los Pueblos“: Da: Subcomandante Insurgente Moisés. Compagne, compañeroas, compagni: […]

Pantelhó, narcoparamilitari e autodifesa indigena.

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UCCISO A SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS IL COMPAGNO BRESCIANO MICHELE ‘MIGUEL’ COLOSIO.

MESSICO: UCCISO A SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS IL COMPAGNO BRESCIANO MICHELE ‘MIGUEL’ COLOSIO Radio Onda D’Urto 13 Luglio 2021 È stato ucciso a colpi di pistola Michele Colosio, per tutti Miguel, bresciano di 42 anni, a San Cristobal de las Casas, in Chiapas, Messico. L’omicidio nella serata (messicana) di domenica 11 luglio 2021. Da […]

VOLANTEM EST ALIO MODO GRADIENDI

VOLANTEM EST ALIO MODO GRADIENDI (Cosa ci aspettiamo?) Un qualsiasi giorno, di qualsiasi mese di qualsiasi anno. Siccità. Inondazioni. Terremoti. Eruzioni. Inquinamento. Pandemie attuali e future. Omicidi di leader di popoli originari, difensori dei diritti umani, guardiani della Terra. La violenza di genere che raggiunge il genocidio contro le donne – lo stupido suicidio dell’umanità […]

Iraq - Residenza artistica a Sulaymanhya con Walking Arts NGO

Cinque intense giornate di residenza musicale tra le mura della Comunità di Der al Maryam Adhra a Sulaymanhya nel Kurdistan Iracheno sono state la nuova tappa del cammino aperto da Walking Arts - Art, Culture & Heritage per far crescere il protagonismo giovanile attraverso i linguaggi artistici In Iraq.
ENGLISH VERSION

Più di una trentina di giovani musicisti e musiciste da varie parti dell'Iraq si sono ritrovati tra gli accoglienti spazi messi a disposizione dalla Comunità, che rappresenta, in collegamento con il Monastero in Siria, fondato da Padre Dall'Oglio, un vivace e importante punto di scambio culturale ed intereligioso in Iraq.

Scopo dei cinque giorni della Residenza artistica: realizzare il nuovo CD dell'Ensemble Mshakht e un docufilm dedicato a Walking Arts, Art, Culture & Heritage NGO e contemporaneamente imparare ad utilizzare al meglio le tecniche audio e video, grazie alla presenza di esperti internazionali quali Francesco Fabiano, tecnico del suono e Valeria Fabris, regista.

In gergo quello che è stato fatto si chiama learnig by doing, imparare facendo.
I cinque giorni sono stati anche molto di piu: non solo suonare insieme, comporre, registrare, riprendere con le telecamere ma farlo in maniera collettiva, conviviale, in un costante rapporto tra l'Iraq e le realtà artistiche di Padova.
Certo per realizzare prodotti artistici validi bisogna saper maneggiare le tecniche, in questo caso audio e video, ma per creare attraverso i linguaggi artistci ci vuole anche la condivisione. L'agire da jam session dove la particolarità del singolo si valorizza nel rapporto con l'altro, dove l'essere diversi è una ricchezza, dove la differenza non crea barriere ma stimola alla conoscenza.
La residenza è stata preparata in questi mesi dalla costante relazione tra i diversi gruppi locali che innervano Walking Arts e tra Iraq e Padova .

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Residenza artistica a Sulaymanhya con Walking Arts

Con Francesco Fabiano i giovani iracheni non hanno mai smesso di incontrarsi on line a partire dal primo workshop sulle tecniche del suono fatto lo scorso novembre. Da questo scambio ed acquisizioni di conoscenze è nato lo studio di registrazione che opera nella Galleria d'arte moderna di Duhok e l'allestimento della parte audio del Coworking artistico aperto sempre nella cittadina del Kurdistan Iracheno. Con la Residenza si è fatto un passo in più, con la presenza fisica di Francesco in Iraq e i collegamenti on line con gli studi attrezzati di Padova, i giovani iracheni hanno potuto apprendere tecniche all'avanguardia per quanto riguarda la registrazione dei pezzi musicali, che comporrano il loro nuovo CD, a cui collaboreranno anche i musicisti padovani del Quartetto New Landscapes.

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Residenza artistica a Sulaymanhya con Walking Arts

Lo stesso percorso di relazione che si è costruito con la regista Valeria Fabris. Dopo la prima missione in Iraq a febbraio scorso Valeria Fabris ha continuato a lavorare in maniera condivisa con i giovani videomaker di Babylon Production e i propri collaboratori in Italia, per realizzare le riprese del docufilm dedicato a Walking Arts che sono continuate proprio durante la residenza.

Scambio, messa a disposizione di conoscenze, crescita comune sono questi gli aspetti che stanno caratterizzando qualcosa che va più in là della semplice formazione, del semplice insegnamento delle tecniche audio e video.
Sono questi gli ingredienti che si utilizzeranno anche nella postproduzione del CD e del docufilm che saranno resi disponibili a livello internazionale confezionati in un Cofanetto multimediale.

La condivisione e il percorso comune stanno contrassegnando l'intera esperienza di Walking Art e fanno del NGO, nata dalla scommessa di valorizzare i linguaggi artistici come strumento di coesione sociale, una sorta di comunità artistica in cammino.

Una comunità fatta da tanti ragazzi e ragazze irachene insieme ad artisti di una città lontana Padova, ma vicina per il legame che si è creato, a partire dall'impegno del Maestro Luca Chiavinato.

Una comunità artistica che ha una casa nel Coworking a Duhok, che vive nei molti poli di Walking nelle varie località, dal Kurdistan iracheno alla Piana di Ninive, da Baghdad a Bassora.
Una comunità artistica in cui trovano spazio e libertà i singoli provenienti da diverse realtà etniche del mosaico iracheno, in cui si trovano a proprio agio giovani donne, che nel contesto iracheno faticano non poco a poter decidere del proprio destino.
Una comunità artistica che non si chiude nei confini dei governatorati o delle enclave bloccate dalle milizie, ma che attraversa confini arrivando fino alle piazze padovane e non solo.

Apprendere tecniche nuove ed usarle insieme per comunicare con l'arte libertà e diritti.

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Residenza artistica a Sulaymanhya con Walking Arts

Il partecipato concerto dal vivo presso la Der al Maryam Adhra Comunità, che ha concluso la Residenza artistica, tra suoni, canti e balli ha dimostrato, ancora una volta, quanta sia la voglia di stare assieme in questo lontano pezzo di mondo, oltre ogni differenza e diversità.

Tanta la strada fatta dall'inizio di Walking Arts e tante le idee in cantiere. Un percorso che si sta facendo conoscere in tutto l'Iraq, diventando sia un punto di riferimento che uno stimolo per altri giovani, come dimostra il servizio televisivo curato da Waar Media e le innumerevoli iniziative a cui i giovani artisti ed artiste sono invitati a partecipare.

Il percorso di formazione in tecniche audio, realizzato durante la residenza artistica all'interno dei Progetti Here Now Together con il contributo della FAI e Arte in azione con il contributo di CCFD, è stato seguito dal Corso in musicoterapia realizzato con il Progetto Artistic Works con il contributo dell'Otto per mille della Chiesa Valdese.
Progetti diversi ma animati da un filo comune quello di permettere a Walking Arts NGO di rafforzarsi per costruire la possibilità per giovani artisti ed artiste irachene di creare attraverso l'arte un'altro Iraq, di diritti e libertà per tutte e tutti.

Progetto Here, now, together con il contributo della Fondation Assistance Internationale – FAI curato da Walking Arts NGO - Art, Culture & Heritage e Associazione Ya Basta Caminantes ODV

Art residency in Sulaymanhya with Walking Arts NGO

Five intense days of musical residency in the Community of Der al Maryam Adhra in Sulaymanhya in Iraqi Kurdistan were the new stage of the path opened by Walking Arts - Art, Culture & Heritageto make youth protagonism grow through artistic languages ​​in Iraq .

More than thirty young musicians and musicians from various parts of Iraq found themselves among the welcoming spaces made available by the Community, which represents, in connection with the Monastery in Syria, founded by Padre Dall'Olio, a lively and important point of cultural and inter-religious exchange in Iraq.

Purpose of the five days of the artistic residency: to create the new CD of the Ensemble Mshakht and a docufilm dedicated to Walking Arts, Art, Culture & Heritage NGO and at the same time to learn how to best use audio and video techniques, thanks to the presence of international experts such as Francesco Fabiano, sound engineer and Valeria Fabris, director.

In jargon, what has been done is called learnig by doing.
The five days were also much more: not just playing together, composing, recording, filming with cameras but doing it in a collective, convivial way, in a constant relationship between Iraq and the artistic realities of Padua.
Of course, to create valid artistic products you need to know how to handle the techniques, in this case audio and video, but to create through artistic languages ​​you also need sharing. Acting as a jem session where the particularity of the individual is enhanced in the relationship with the other, where being different is a wealth, where difference does not create barriers but stimulates knowledge.
The residency has been prepared in recent months by the constant relationship between the different local groups that innervate Walking Arts and between Iraq and Padua.

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Residenza artistica a Sulaymanhya con Walking Arts

With Francesco Fabiano young Iraqis have never stopped meeting online starting from the first workshop on sound techniques done last November. From this exchange and acquisition of knowledge was born the recording studio that operates in the Duhok Gallery and the preparation of the audio part of the Artistic Coworking always open in the town of Iraqi Kurdistan.
With the residency we have taken a step further, with the physical presence of Francis in Iraq and the online connections with the equipped studios in Padua, the young Iraqis were able to learn cutting-edge techniques for recording musical pieces, who will compose their new CD, to which the Paduan musicians of New Landscape will also collaborate.

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Residenza artistica a Sulaymanhya con Walking Arts

The same relationship path that he built with the director Valeria Fabris. After the first mission in Iraq last February Valeria Fabris continued to work in a shared way with the young Babylon Production videomakers and her collaborators in Italy, to shoot the docufilm dedicated to Walking Arts which continued during the residency.
Exchange, provision of knowledge, common growth are the aspects that are characterizing something that goes beyond simple training, the simple teaching of audio and video techniques.
These are the ingredients that will also be used in the post-production of the CD and the docufilm that will be made available internationally packaged in a multimedia box.

Sharing and the common path are marking the entire Walking Art experience and make the NGO, born from the bet to enhance artistic languages ​​as an instrument of social cohesion, a sort of artistic community on the move.

A community made up of many Iraqi boys and girls together with artists from a distant city Padua, but close for the bond that has been created, starting from the commitment of the Master Luca Chiavinato.

An artistic community which has a home in Coworking in Duhok, which lives in the many Walking poles in various locations, from Iraqi Kurdistan to the Nineveh Plain, from Baghdad to Basra.
An artistic community in which individuals from different ethnic backgrounds of the Iraqi mosaic find space and freedom, in which young women find themselves at ease, who in the Iraqi context struggle not a little to decide their own destiny.
An artistic community which does not close itself within the confines of governorates or enclaves blocked by militias, but which crosses borders reaching the squares of Padua and beyond.

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Residenza artistica a Sulaymanhya con Walking Arts

Learn new techniques and use them together to communicate freedom and rights with art.

It is no coincidence that the training course in audio and video techniques that took place during the artistic residency within the Projects Here Now Together with the contribution of the FAI and Art in action with the contribution of CCFD, were followed by the Course in music therapy carried out with the Artistic Works with the contribution of the Otto per mille of the Waldensian Church.
Projects different but animated by a common thread that of allowing Walking Arts NGO to strengthen itself to build the possibility for young Iraqi artists to create another Iraq through art, of rights and freedoms for everyone and everyone.

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Residenza artistica a Sulaymanhya con Walking Arts

The participated live concert at the Der al Maryam Adhra Community, which concluded the artistic residence, among sounds, songs and dances, showed, once again, how much is the desire to be together in this distant piece of the world , beyond any difference and diversity.

A lot of progress has been made since the beginning of Walking Arts and many ideas are in the pipeline. A path that is making itself known throughout Iraq, becoming both a point of reference and a stimulus for other young people, as demonstrated by television service curated by Waar Media and the countless initiatives in which young artists are invited to participate.

Project Here, now, together with the contribution of the Fondation Assistance Internationale - FAI curated by Walking Arts NGO - Art, Culture & Heritage and Ya Basta Caminantes Association ODV

Artistic Works: music therapy for inclusion

New stage of the Artistic Works Project, after the activities carried out from November 2020 to March 2021, aimed at setting up the path dedicated to training in music therapy.
In June 2021 a theoretical and practical training dedicated to music therapy was held in collaboration with Walking Arts - art, Culture & Heritage NGO, especially for minors.
15 girls and boys from different Iraqi cities participated in the training held by the expert Chiara Patronella.
The training took place in two moments: a theoretical / laboratory session of two days, on 13 and 14 June, in the central hall of the Art Gallery in Duhok and a practical session on 16 and 17 June at the Qushtapa refugee camp in Erbil in collaboration with the NGO Terres des Hommes.

At the center of the activities is the training for young Iraqi participants referring to the learning of techniques on how to manage music therapy activities with children both disabled and not, in particular united by strong stressful situations such as life in refugee camps, to promote inclusion social.

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Musicoterapia - Corso laboratoriale Galleria Arte Duhok

In the first part, various forms of action were explored through theoretical and practical moments, from body percussion to the creation of creative games with musical instruments, giving particular attention to the construction of the group, to the enhancement of individuals, to self-care practices.

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Musicoterapia - Attività Campo rifugiati di Qushtapa

In the second part, the skills acquired were put into practice in activities with minors, both handicapped and not, who live in the Syrian refugee camp of Qushtapa, where the NGO Terres des Hommes manages a Center dedicated to school and animation activities for children and teenagers.
More than a hundred minors participated in the activities carried out by young Iraqis. A very positive experience which, as emerged in the comparison with the operators of the field, must certainly be continued, structured and expanded.

The training, which was discussed with the participants, is part of a training course divided into several sessions that will allow young Iraqis to work through music in an important sector, which is also neglected in the country, which is that of the full inclusion of subjects more at risk, especially minors, even more so if they are handicapped or in situations of hardship.

For the Iraqi girls and boys who are participating in the training course in music therapy, it is not just a question of the possibility of creating a future job opportunity but of doing it by accompanying professionalism to social commitment.

The presence of refugees as well as of those forced to move due to conflict situations shows no sign of decreasing in the country, the camps for Syrian and internal refugees continue to be full. A situation that in many cases creates contradictions with the resident population.
The economic and social crisis, the situation of constant tension due to new conflicts, such as the latest Turkish bombings in some areas of Iraqi Kurdistan, are showing no sign of abating. To pay the highest price in this situation are the weakest subjects: minors in general and in particular those with disabilities.

Thinking about the social inclusion of those at risk of marginalization means being able to contribute to the expansion of rights for all.

The languages ​​of art, music, and in particular music therapy not only favor a therapeutic and rehabilitative relationship, but can build a space for communication with each other, for interaction between different people, promoting social cohesion.

The purpose of the Artistic Work Project is precisely to promote youth leadership in the creation of innovative employment opportunities based on the use of the different languages ​​of the arts.

Music therapy is making a desire come true: to be able to carry out one's work by helping to build a different present for a better future.

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Musicoterapia - Attività Campo rifugiati di Qushtapa

In this same spirit, the other activities carried out in collaboration with Walking Arts NGO are taking place, such as the artistic residency created a few days earlier within the Here Project, Now Together to strengthen the capacity of young Iraqi artists in the creation of audio and video productions. and the opening of the first artistic coworking in Duhok with the Art in Action Project.

Artistic Work with the contribution of Otto per Mille of the Waldensian Church
Partner
Walking Arts NGO
Un ponte per

The Project works in synergy with Here Now Together with the funding of the FAI and Art in Action with the contribution of CCFD - Terre Solidaire