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Walking Sounds. Tracks from Iraqi Kurdistan to Italy

" ... forse possono essere le Arti a ricordare all'umanità che la persona non soltanto distrugge e ammazza, impone e sottomette, disprezza e dimentica, ma che è anche capace di creare, liberare e produrre memoria".
Subcomandante Insurgente Moisés - Subcomandante Insurgente Galeano

In questo mondo così caotico e contraddittorio come Associazione Ya Basta Caminantes, abbiamo scelto di impegnarci per raccontare attraverso le più varie forme artistico culturale le realtà che incontriamo nel nostro cammino.
Per questo abbiamo voluto contribuire a tre realizzazioni: il libro di racconti "Ci sarà una volta" del SubComandante Galeano, il Cd musicale Walking Sounds e il fumetto "Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno" in collaborazione con Un ponte per ...

Un consiglio: per leggere l'articolo ascolta "Rojava" di Abdullah Mohameed Amin Tamo tratto da Walking Sounds

MP3 - 12.7 Mb

".. abbiamo la fortuna di poter interloquire con persone diverse attraverso il linguaggio comune della musica".
Luca Chiavinato

Nell'estate 2016 Sammaan e Hana, giovani curdi iracheni, sono venuti a Padova per raccontare l'esperienza dei Centri Giovanili nel Kurdistan Iracheno, coordinati da Un ponte per ..., e hanno conosciuto Luca Chiavinato e Dario Bano.
Da questo incontro è nata l'idea di una residenza artistica nel Kurdistan Iracheno.
Le musiche registrate durante il workshop musicale con giovani profughi siriani, sfollati iracheni e curdi, sono state arrangiate e rielaborate in collaborazione con i musicisti padovani Silvia Rinaldi, Aisha Ruggeri, Francesco Ganassin e Sergio Marchesini, l'Associazione Bel Teatro e con il supporto tecnico di Franz.Suono.
Il disco, prodotto da Caligola Records contiene 11 pezzi realizzati da 11 ragazzi e 9 ragazze che danno vita al gruppo Mshakht, intramezzati da suoni registrati dal vivo a Domiz Camp.

A Padova puoi trovare il cd presso la nostra sede in Via Barbarigo 17 e guardare l'installazione con il documentario Suoni Iracheni

Puoi ricevere il disco anche a casa tua:
invia una mail con i recapiti per la spedizione a padova@yabasta.it

Costo 10,00 euro più 2,00 di spedizione per un TOTALE 12,00 euro

Pagabili :

- presso il conto corrente Banca Popolare Etica intestato Associazione Ya Basta - Onlus IT76D0501812101000011007374 con la causale: Libro Ci sarà una volta

- tramite il nostro conto Paypal

Luca Chiavinato e Dario Bano hanno raccontato la loro esperienza presso Ca' Sana durante l'iniziativa Lontani Vicini.

Nei giorni di residenza artistica ad Erbil la sfida collettiva è quella di trovare un modo per suonare insieme, a partire dalla propria cultura musicale di appartenenza che fosse siriana, curda, italiana, ezida.
La strada che si intraprende è quella di lavorare su un'idea semplice lasciando ad ognuno la possibilità di elaborarla a suo modo, di improvvisare secondo la propria sensibilità e il proprio tipo approccio alla musica.
Quello che viene registrato in Iraq viene poi a Padova lavorato in studio da Franz.Suono con gli arrangiamenti fatti da Silvia Rinaldi, Aisha Ruggeri, Francesco Ganassin e Sergio Marchesini, che insieme a Luca Chiavinato e Dario Bano compongono New Landscapes.
Nasce così un disco in cui a suonare sono soprattutto i musicisti iracheni ma che è arricchito dalle sonorità italiane.
Un inedita esperienza che trova la propria ricchezza proprio nella messa in comune delle differenze artistiche.

Luca Chiavinato racconta così la sinergia tra Italia e Kurdistan: “ … in molto casi spesso la musica orientale e mediorientale tende a muoversi in una bidimensionalità sul ritmo e la melodia che non mette in primo piano la costruzione armonica cioè il creare tutto il contorno. Per questo a noi la loro musica ci appare a volte ripetitiva, mentre loro invece trovano la nostra confusionaria. Quello che abbiamo fatto è stato perciò lasciare loro al centro ed aggiungere un nostro contributo di contorno”.

Il Cd sarà presentato prima di Natale nel Kurdistan Iracheno e speriamo di invitare i ragazzi in Italia per un tour insieme ai musicisti padovani.

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"Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno" di Claudio Calia

" ... forse possono essere le Arti a ricordare all'umanità che la persona non soltanto distrugge e ammazza, impone e sottomette, disprezza e dimentica, ma che è anche capace di creare, liberare e produrre memoria"
Subcomandante Insurgente Moisés - Subcomandante Insurgente Galeano

In questo mondo così caotico e contradditorio come Associazione Ya BAsta Caminantes, abbiamo scelto di impegnarci per raccontare attraverso le più varie forme artistico culturale le realtà che incontriamo nel nostro cammino.
Per questo abbiamo voluto contribuire a tre realizzazioni: il libro di racconti "Ci sarà una volta" del SubComandante Galeano, il Cd musicale Walking Sounds e il fumetto "Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno" in collaborazione con Un ponte per ....
Buon lettura e buon ascolto!

Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno

"Andare in Iraq con un progetto umanitario è la naturale conseguenza del mio lavoro sul giornalismo a fumetti: un'occasione preziosa per raccontare con il mio linguaggio preferito, il fumetto, un contesto complesso e doloroso che purtroppo passa troppo spesso sotto silenzio.”
Claudio Calia

Un'opera di Graphic Journalism, edita da Becco Giallo Edizioni, per raccontare la società civile irachena, raccogliendo le voci e lo sguardo di quei giovani che resistono a guerre ed estremismi, sognando un'altro Iraq, in un futuro di dialogo e pace.

A Padova puoi trovare il volume presso la nostra sede in Via Barbarigo 17 e farti fare una dedica dall'autore

Puoi ricevere il volume anche a casa tua:
invia una mail con i recapiti per la spedizione a padova@yabasta.it

Costo 15,00 euro più 2,00 di spedizione per un TOTALE 17,00 euro

Pagabili :

- presso il conto corrente Banca Popolare Etica intestato Associazione Ya Basta - Onlus IT76D0501812101000011007374 con la causale: Libro Ci sarà una volta

- tramite il nostro conto Paypal

Claudio Calia racconta la nascita e la scrittura del libro alla Libreria Zabarella durante l'iniziativa Lontani vicini.

ARTICOLI E RECENSIONI


Claudio Calia: «La mia esperienza è un mezzo per raccontare l'Iraq»
di Valerio Stivé

Tratto da fumettologica.it

Claudio Calia è autore noto per il suo lavoro nel campo del giornalismo a fumetti. Non si è impegnato solo in questo versante della produzione fumettistica, ma è senza dubbio costante e sostanzioso il suo apporto alla scena italiana del fumetto di cronaca e di indagine. Ha raccontato questioni relative alla lotta alla TAV sulla tratta Torino – Lione, ha indagato sul caso di Porto Marghera e ha “censito” icentri sociali italiani. Tutto questo collaborando con l'editore BeccoGiallo, marchio radicato nel fumetto di realtà, con il quale ha appena dato alle stampe un nuovo volume, Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno.

Il libro rappresenta la prima incursione di Calia in terra straniera, un diario di viaggio nato da un soggiorno di due settimane in Iraq, a fianco degli operatori dell'Organizzazione Non Governativa Un ponte per… Dell'esperienza e del suo libro in cui raccoglie testimonianze di cittadini iracheni e operatori di pace ce ne ha parlato in una intervista in anteprima.

Leggi in anteprima esclusiva le prime pagine da Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno

Come è nato tutto il progetto che sta dietro a questo libro?

Con una chiamata in Skype di un mio amico di vecchia data, Riccardo Varotto, ora rappresentante locale della ONG Un ponte per… a Padova. Al tempo stava lavorando proprio in Iraq con UPP, e insomma conoscendomi e leggendo – per forza di cose – i miei fumetti è stato piuttosto naturale che provasse a capire come mettermi in condizione di poter realizzare un libro sull'Iraq di oggi.

Le condizioni si sono create abbastanza in fretta, sfruttando la possibilità di potermi invitare per tenere dei workshop di fumetto nei centri giovanili gestiti dalla ONG. Il progetto dunque si è svolto in tre step: il mio viaggio con questi quattro workshop, diventati tre per problemi di sicurezza a Zumar, un albo a fumetti di 24 tavole stampato in arabo e inglese di promozione delle attività dei centri giovanili, e infine il libro con BeccoGiallo e il sostegno dell'Associazione YaBasta – Caminantes.

Che aneddoti hai da raccontare su quell'esperienza?

Davvero tanti. Dall'atterraggio a Istanbul dove mi sono trovato durante l'attentato di Daesh del 28 giugno 2016, alle decine di persone che ho conosciuto. Decine di esperienze personali e profonde vissute in appena due settimane, grazie anche all'impeccabile e densa scaletta di incontri che mi è stata organizzata da Un ponte per… In media sono tornato da questo viaggio con una sensazione di speranza nel futuro che non mi sarei aspettato alla partenza.

Cosa ha significato insegnare tramite il fumetto in luoghi così lontani a noi? Del resto dici “il fumetto crea ponti”.

In Iraq in alcune città si arriva a parlare tre lingue differenti: arabo, curdo e addirittura… aramaico! Le persone che partecipavano ai miei corsi spesso non potevano comunicare l'uno con l'altro per problemi linguistici. Con il fumetto mi piace pensare di avere contribuito a farli parlare tra di loro e, con la mostra di alcuni dei loro disegni che sta girando proprio da pochi giorni in Italia, fargli dire anche qualcosa a noi, qui, sulla loro situazione. Oltre alle loro voci che ho riportato nel mio libro.

Il corso di fumetto a Dohuk l'ho tenuto all'interno dell'Accademia di Belle Arti: trovarmi in Iraq a proiettare slide di Yellow Kid e Little Nemo, statunitensi, a un gruppo di studenti d'arte e giovani dei centri giovanili tra siriani, ezidi, iracheni e curdi mi ha fatto provare una sensazione incredibile da cui la frase, che direi di aver visto realizzata nella sua compiutezza, “il fumetto crea ponti”.

Vedi anche:

www.nerditudine.it

www.comicus.it


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ACTEAL 20 ANNI DOPO

tags : 20, acteal, blog, pl-it,
Il 22 dicembre 2017 saranno 20 anni dal massacro di Acteal. L’incursione paramilitare che portò all’omicidio di 45 persone e l’inizio del fenomeno dei desplazados. Il 20-21 e 22 dicembre nella comunità si svolgerà un festival culturale e una processione per ricordare la strage. Intanto la pressione paramilitare e la violenza di stato tornano a … Continue reading ACTEAL 20 ANNI DOPO

Narcopolitica in Chiapas.

“La narcopolitica in questa zona degli Altos. Nessuno ne vuole parlare, nessuno osa denunciare. Ma si sa”. Territori assediati e quasi 6mila sfollati dalla minaccia di paramilitari dei partiti PRI e PVEM. Molti degli aggressori di oggi, con armi di grosso calibro come 20 anni fa, sono gli stessi di Acteal. Altri no, c’è  pure […]

Grow up together - Educazione e diritti a Sulaymaniya, Iraq

Il progetto nasce in continuità con le attività svolte con “Educazione per tutte e tutti”, realizzato con il contributo della Regione del Veneto, iniziato nel 2016 e conclusosi nell'ottobre 2017, al fine di continuare un deciso intervento nella zona del Governatorato di Sulaymaniya nel Kurdistan Iracheno per garantire ai soggetti più vulnerabili, soprattutto donne e minori, la possibilità di fruire appieno dei diritti essenziali.

L'esperienza maturata e l'allargamento della rete di relazioni sul campo hanno sviluppato l'idea di continuare con nuove attività anche alla luce della situazione che si sta delineando: il perdurare e l'acuirsi del conflitto in Siria renderá difficile il ritorno dei rifugiati nei propri luoghi di origine per lungo tempo, stabilizzandoli nell'area, mentre la battaglia per riconquistare Mosul ha portato nuove ondate di sfollati.

Il progetto si prefigge di contribuire a garantire l''accesso all'educazione per i minori in particolare nel Campo rifugiati di Arbat, dove ci sono tre scuole per una popolazione totale di quasi 7.000 persone (circa 2.000 minori), attraverso programmi per favorire la frequenza scolastica, migliorare le strutture e formare i docenti.

Con l'esperienza maturata col precedente progetto si è evidenziata la necessità di continuare tutte le attività di educazione formale ed informale, sia per rifugiati e sfollati che per la popolazione locale, oltre alle fondamentali attività di formazione professionale per giovani e donne proposte dai Centri Giovanili che Un Ponte Per... gestisce all'interno del campo di Arbat e in collaborazione con la Comunitá di Deir Mar Musa a Sulaymaniya.

Il rafforzamento dei due Centri Giovanili, che già collaborano attivamente, aiuta sia ad elevare la qualità del servizio offerto che a creare un ponte tra il campo e l'esterno. Questo legame da un lato allarga gli orizzonti della popolazione siriana del campo di Arbat, spesso relegata suo malgrado a una vita marginalizzata nonostante l'impegno di tante realtà associative e autorità locali, per via della distanza geografica con la città di Sulaymaniya (impossibile da colmare da soli, senza l'aiuto di programmi specifici), dall'altro apre la popolazione residente e sfollata all' idea di coesione sociale e convivenza, sia tra diversi gruppi etnico-religiosi sia con i rifugiati.

Il progetto avrà come beneficiari diretti minori e donne del Campo di Arbat e della città di Sulaymaniya e contribuirá alla promozione dei diritti per tutti, senza distinzione di genere, promuovendo coesione sociale, pratica quanto mai necessaria nel contesto di forte conflitto e violenze che attraversa l'intera regione.

OBIETTIVO GENERALE

Promuovere i diritti di donne e minori, a partire dalla garanzia del diritto all'educazione e alla formazione professionale, in modo da favorire la coesione sociale tra i diversi gruppi presenti nell'area di Sulaymaniya (Siriani, Ezidi, Shabak, Turcomanni, Sciiti, Sunniti, Cristiani, ecc.), con un coinvolgimento della popolazione locale curda.

L'economia dell'intera area, bloccata a causa del perdurare dei conflitti, ha bisogno di nuove energie per avviare attività occupazionali sia per i rifugiati, destinati a rimanere a lungo, che per gli iracheni sfollati e residenti. Il progetto intende favorire l'occupazione, soprattutto femminile e giovanile, attraverso percorsi di formazione in collaborazione con Azady Industries.
Garantire alle donne l'inserimento lavorativo ne rafforza il ruolo sociale e ne favorisce la crescita economica, contribuendo allo sviluppo economico complessivo.

Per i rifugiati e sfollati la condizione di precarietà dell'arrivo si accompagna ora al dramma dell'impossibilità del ritorno. Reinventare una propria esistenza è un percorso lungo e complesso, che se non accompagnato da interventi di sostegno articolato porta a depressione, sfiducia totale nel futuro e dipendenza da aiuti esterni.
Il Progetto intende favorire per i rifugiati siriani, l'accesso ai diritti basilari, come educazione e formazione. Accesso ad una scuola di qualità per i minori, sostenendo le strutture scolastiche con attrezzature e formazione del personale insegnante, combattendo l'abbandono scolastico e formazione costante degli adulti rifugiati e sfollati a partire da Corsi di lingua locale, portano ad una crescita umana, che si riflette anche nelle relazioni con la popolazione residente.
Il rispetto reciproco può crescere se diminuiscono i fattori di crisi e aumenta la fiducia tra le comunità.

Il Progetto intende favorire iniziative collettive nei Centri Giovanili attivati da UPP e Comunità Deir Mar Musa in cui far interagire, nel rispetto delle differenze, rifugiati, sfollati e residenti, attraverso esperienze formali ed informali, come i Laboratori di fumetti e di musica, occasioni per affrontare con linguaggi artistici i temi dei diritti e della convivenza al fine di favorire una cittadinanza attiva, base della crescita civile di tutti i partecipanti.

Attività

Attività da svolgere nel Campo di Arbat
A) Sostegno all'educazione
A.1 - Acquisto materiale didattico per le scuole di Amouda 2 e Berkhwadan.
A.2 - Attività di doposcuola ospitate al Centro giovanile di UPP: si combineranno a quelle di educazione non formale offerte giornalmente dagli operatori di UPP, aiutando i partecipanti a frequentare con maggior piacere la scuola.
B) Formazione in supporto psico-sociale per gli insegnanti delle scuole di Amouda 2 e Berkhwadan effettuata da esperti psicologi locali per aiutare i docenti a gestire con profondità e professionalità i problemi affrontati giornalmente dagli studenti del campo, traumatizzati da guerra, abbandono della propria realtà e perdita di persone care.
C) Focus group con famiglie sul diritto all'educazione di bambini e giovani per aumentare la consapevolezza di genitori e famigliari dei minori abitanti del campo sull'importanza della frequenza scolastica e dell'educazione in generale.

Attività da svolgere in sinergia tra Centro giovanile del campo di Arbat e Centro giovanile di Sulaymaniya
D) Corsi di lingua curda per rifugiati siriani e sfollati iracheni che daranno elementi di base per superare il gap linguistico esistente, poiché rifugiati e sfollati parlano arabo o dialetti curdi diversi da quello locale. Questo permetterà maggiore accesso ai servizi, più comunicazione tra comunità, meno discriminazioni e tensioni, maggiore integrazione scolastica tra gli studenti, possibilità di inserimento nel mondo del lavoro per giovani e donne.
E) Promozione dei diritti di donne e minori
E.1) Laboratorio di fumetti: nel luglio 2016 il fumettista Claudio Calia ha realizzato un laboratorio itinerante nei Centri, tra cui quello a Sulaymaniya, gestiti da UPP nel Kurdistan Iracheno. Da questa positiva esperienza si è progettato col partner BeccoGiallo Edizioni, un Laboratorio di 5 giorni per formare giovani all'uso del fumetto nella comunicazione sociale per promuovere i diritti di donne e bambini. Le tavole, realizzate dai rifugiati, sfollati e curdi, tradotte in arabo, curdo, italiano e inglese, diventeranno una Mostra e un Ebook.
E.2) Laboratorio musicale: nel luglio 2017 Luca Chiavinato, musicista e compositore, ha realizzato una residenza artistica musicale ad Erbil in collaborazione con UPP, cui hanno partecipato con profitto molte ragazze. Dalla positiva iniziativa, col partner BELTeatro, si é progettato un Laboratorio che utilizzerà la musica come strumento di aggregazione per favorire libertà d'espressione e dialogo interculturale. I 6 giorni di laboratorio rappresenteranno un'occasione formativa in cui ragazze e ragazzi potranno sviluppare la propria creatività esprimendosi in un ambiente in cui l'incontro di differenti culture sarà la base di una crescita personale ed artistica. Parteciperanno rifugiati, sfollati e curdi con un pre-esistente percorso di base musicale, con particolare riferimento agli strumenti tradizionali. Il lavoro musicale comune sarà raccontato attraverso clip video.
G) Formazione professionale di giovani e donne: corsi di cucito, saldatura, idraulica, pittura industriale, segreteria e elettricistica insieme ad Azady Industries, che proverá anche a favorire l'inserimento lavorativo al termine dei corsi.

Partner di progetto

Un Ponte per…(UPP) - ONG italiana fondata nel 1991, attualmente opera in Giordania, Libano, Siria, Iraq e presso il Governo Regionale del Kurdistan: gestisce programmi di protezione per le minoranze irachene e per preservarne il patrimonio culturale, programmi di emergenza, distribuzioni, formazione psico-sociale e salute riproduttiva.
Comunitá Monastica Deir Mar Musa in Iraq – Fondata in Siria dal gesuita italiano Paolo Dall'Oglio, promuove il dialogo interreligioso, soprattutto tra Cristianesimo e Islam. Il monastero di Deir Maryam Aladhra, fondato da Padre Jens Petzold nel 2011 su invito del vescovo locale in Iraq, dal 2016 ospita il Centro giovanile di UPP a Sulaymaniya.
Azady Industries - Compagnia di costruzione specializzata nella lavorazione di zinco e acciaio, fondata nel 2007 a Sulaymaniya, svolge un ruolo importante a livello industriale nella regione: parte del gruppo Faruk Holding, ha 80.000 m² di strutture e collaborerà alla programmazione e gestione dei corsi di formazione professionale.
BeccoGiallo Edizioni - Casa editrice specializzata in graphic novel con un vasto catalogo di pubblicazioni sociali. Collaborerà al Laboratorio di fumetti e alla circolazione delle illustrazioni realizzate.
Libreria Zabarella – Libreria conosciuta a Padova per ospitare presentazioni di qualità, collaborerà nell'organizzazione e realizzazione di eventi di comunicazione.
Associazione Professionalità dello Spettacolo BEL Teatro (BELTeatro) – Dal 1991 realizza spettacoli, rassegne e documentazione. Ha una vasta esperienza nel settore della formazione musicale in collegamento con l'estero. Collaborerà per il Laboratorio musicale e la sua diffusione in Veneto.
Comune di Padova – E' un ente locale impegnato nella promozione della cultura di pace. Promuoverà l'informazione sul progetto ed i suoi risultati tra la cittadinanza, attraverso l'organizzazione di eventi.
Comune di Mogliano Veneto - E' un ente locale impegnato nella promozione della cultura di pace. Promuoverà l'informazione sul progetto ed i suoi risultati tra la cittadinanza, attraverso l'organizzazione di eventi.

Il progetto con il contributo della Regione del Veneto è coordinato da Associazione Ya Basta, Via Barbarigo 17, Padova. Info: padova@yabasta.it tel. 0498751003

Foto di Fabiana Adamo per la Mostra Lontani Vicini

Mercatino solidale 2017

Nel Mercatino puoi trovare artigianato dalle comunità indigene del Chiapas, dalle cooperative tunisine, le nostre produzioni culturali, oltre a molti oggetti, libri, vestiti che ci sono stati donati per sostenere le attività dell'Associazione.
Siamo aperti tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30 ( .. circa!)
Per contatti padova@yabasta.it e telefono 049 8751003

Il ricavato del mercatino solidale va a finanziare i progetti:
"Juntos para per derecho a la salud"
A sostegno della Salute Autonoma Zapatista nell'area de La Garrucha, Chiapas Messico.
Il progetto in collaborazione con i Promotori Autonomi di Salute si articola attraverso Brigate Sanitarie per la formazione specializzata, la consegna di materiali sanitari e il rafforzamento della salute nella zona con l'ampliamento degli interventi chirurgici.

"Grow up togheter"
A sostegno dei Centri Giovanili, coordinati da Un ponte per ..., nel Campo rifugiati di Arbat e nel Monastero Deir Mar Musa a Sulaymaniyah nel Kurdistan Iracheno.
Il progetto con attività formali ed informali è volto a promuovere i diritti di donne e minori, a partire dalla garanzia del diritto all'educazione e alla formazione professionale, in modo da favorire la coesione sociale tra i diversi gruppi presenti nell'area di Sulaymaniya (Siriani, Ezidi, Shabak, Turcomanni, Sciiti, Sunniti, Cristiani, ecc.), con un coinvolgimento della popolazione locale curda.

"Donne Attive"
Per il rafforzamento della società civile attraverso lo sviluppo dell'occupazione femminile nell'area di Jendouba in Tunisia.
In continuità con il progetto Periferie attive che ha portato all'apertura di tre Media Center nel sud della Tunisia, il progetto intende rafforzare, proprio nelle zone maggiormente marginalizzate, la partecipazione sociale attiva delle donne attraverso attività di valorizzazione delle risorse culturali, artigianali ed ambientali del territorio.

Nel mercatino puoi trovare le produzioni artistico culturali a cui l'Associazione Ya Basta - Caminantes ha collaborato.

Ci sarà una Volta - Subcomandante Galeano

Il libro di racconti, accompagnati da bellissime illustrazioni, possono essere piacevolmente letti da grandi e piccini e sono come piccoli pezzi del mosaico, in continua evoluzione, delle riflessioni basate sulla realtà dell'autonomia zapatista, a partire dal ruolo centrale che le donne si sono conquistate. Una sfida potente che Defensa Zapatista, la bambina protagonista dei racconti, mette continuamente in atto.

Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno. Libro a fumetti di Claudio Calia
Diario di viaggio che l'autore ha realizzato durante un soggiorno di due settimane in Iraq nei Centri Giovanili di Un ponte per ... Un'opera di Graphic Journalism per raccontare la società civile irachena, raccogliendo le voci e lo sguardo di quei giovani che resistono a guerre ed estremismi, sognando un'altro Iraq, in un futuro di dialogo e di pace.

Walking Sounds. Tracks from Iraqui Kurdistan to Italy. Cd con musiche di Mshakht e News Landscape.
Il cd nasce da un'idea originale di Luca Chiavinato e sviluppata in collaborazione con Sammaan Fakhradin Abdulkareem e Dario Bano. Il progetto èiniziato nel luglio 2017,
con una settimana di residenza artistica all'interno del Centri Giovanili, coordinati da Un ponte per ..., nel Kurdistan Iracheno. Durante il workshop musicale, giovani profughi siriani, sfollati iracheni e curdi hanno registrato le musiche, che poi sono state arrangiate e rielaborate in collaborazione con musicisti padovani.

Walking Sounds
Info: www.yabasta.it
mail: padova@yabasta.it
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A 20 anni da Acteal.

A vent’anni dal massacro di Acteal qualcuno ricorda ancora il conflitto in Chiapas e i diritti indigeni negati in Messico?   Il 22 dicembre l’anniversario dell’eccidio che nel 1997 costò la vita a 45 persone, tutte appartenenti al gruppo pacifista “Las Abejas”.  di Luca Martinelli – 29 novemembre 2017  Sono passati vent’anni dall’evento che ha cambiato […]

Lontani Vicini - Mostra fotografica ed illustrazioni

Associazione Ya Basta con il contributo dell'Assessorato alla Cooperazione Internazionale – Comune di Padova

LONTANI VICINI
MOSTRA FOTOGRAFICA ED ILLUSTRAZIONI
Dai Centri Giovanili di Sulaymaniyah - Kurdistan Iracheno

Alle foto si accompagnano illustrazioni, documentari, musiche e testimonianze per raccontare l'inedita esperienza coordinata da Un ponte per … dei Centri Giovanili nel Kurdistan iracheno dove rifugiati siriani, sfollati iracheni e residenti collaborano insieme.

Un percorso reale per rafforzare la coesione sociale tra comunità diverse per religione, etnia e cultura, messa a dura prova dai venti di guerra che devastano questa parte di mondo.

PROGRAMMA COMPLETO INIZIATIVA

Esposizione dal 23 al 28 novembre 2017
presso Circolo Nadir in Piazza Gasparotto n. 10 - Zona Stazione

Inaugurazione giovedì 23 novembre ore 18.30

Proiezione di "Lontani Vicini. Con i Centri Giovanili del Kurdistan Iracheno"

Saluto dell'Assessore alla Cooperazione Internazionale Comune di Padova Francesca Benciolini
Incontro con Irene Favaro e Denny Castiglione, Progetto Giovani Comune Mogliano, Antonio Pietropolli e Fabiana Adamo, studenti Università Padova
Autori delle foto e riprese

Ivan Grozny Compasso
Freelance e curatore documentario

Durante l'incontro verranno consegnati tre dei Premi di Laurea triennale e magistrale su “Il 'canale umanitario' nei conflitti armati e nelle emergenze migratorie contemporanee. Genesi, attualità e prospettive”, istituiti con il finanziamento di Un ponte per ...

A seguire aperitivo

Esposizione dal 29 novembre al 5 dicembre
presso Ca' Sana in Via Santi Fabiano e Sebastiano n. 13 – Zona Brusegana

Mercoledì 29 novembre ore 21.00

Incontro con Luca Chiavinato
Musicista e curatore del CD “Walking Sounds.Tracks from Iraqi Kurdistan to Italy” e Dario Bano musicista padovano

In diretta da Erbil Saman F. Kareem
Project Coordinator Un Ponte Per..

Proiezione di “Suoni Iracheni”
A seguire musiche dal vivo con musicisti padovani coautori del CD

Esposizione dal 6 dicembre al 13 dicembre
presso Libreria Zabarella in Via Zabarella n.80 - Zona Centro

Mercoledì 6 dicembre ore 18.30

Presentazione del libro a fumetti “Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno”

Intervengono
Claudio CaliaFumettista ed autore del libro
Guido Ostanel - BeccoGiallo Edizioni
Riccardo Varotto - Responsabile Comitato Padovano Un ponte per …

L'iniziativa è organizzata con il supporto di Un ponte per ...
Partner: Ca' Sana, Circolo Nadir, Libreria Zabarella, Centro scambi Xena, Il Barrito, FosfeniLAB

Le foto e il documentario sono stati realizzati durante la delegazione nel Kurdistan iracheno per il Progetto"Educazione per tutte e tutti - Governatorato Sulaymaniya - Iraq" con il contributo della Regione del Veneto.

Illustrazioni realizzate da giovani rifugiati siriani, sfollati iracheni e residenti durante i Laboratori di fumetti con Claudio Calia nei Centri Giovanili curati da Un ponte per …

A sostegno del progetto "Grow up together - Educazione e diritti a Sulaymaniya, Iraq"

Il progetto coordinato da Associazione Ya Basta in collaborazione con Un ponte per … e la Comunità Monastica di Deir Mar Musa, di cui il Comune di Padova è partner insieme al Comune di Mogliano Veneto, è volto a sostenere le attività dei Centri Giovanili nel Campo per rifugiati Siriani di Arbat e la citta' di Sulaymaniya nel Kurdistan iracheno.

Una regione, che vive una drammatica situazione per la crisi economica, i conflitti in atto e la presenza dell'Isis, che hanno costretto alla fuga migliaia di persone dalla Siria e da intere zone dell'Iraq, con ben poche prospettive di tornare nelle proprie case.

L'obiettivo è rafforzare i diritti dei soggetti più vulnerabili, soprattutto donne e minori, aumentando la coesione sociale tra rifugiati siriani, sfollati iracheni e residenti, prevenendo situazioni di tensione. Le attività che verranno realizzate sono: corsi di formazione, educazione formale ed informale, attività culturali e d'animazione, campagne di informazione sui diritti.

Info: www.yabasta.it
mail: padova@yabasta.it
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Lontani vicini - Con i Centri Giovanili del Kurdistan Iracheno

Tre settimane a Padova di esposizione della Mostra Lontani Vicini.
Alle foto, realizzate durante la delegazione effettuata ai primi di settembre 2017 dai ragazzi del Progetto Giovani del Comune di Mogliano all'interno del Progetto Educazione per tutti e tutte, si sono accompagnate illustrazioni, documentari, musiche e testimonianze per raccontare l'inedita esperienza coordinata da Un ponte per … dei Centri Giovanili nel Kurdistan iracheno dove rifugiati siriani, sfollati iracheni e residenti collaborano insieme. Un percorso reale per rafforzare la coesione sociale tra comunità diverse per religione, etnia e cultura, messa a dura prova dai venti di guerra che devastano questa parte di mondo.

Durante l'esposizione della Mostra è stato presentato Grow up togheter - Educazione e diritti a Sulaymaniya, Iraq, progetto con il contributo della Regione del Veneto, coordinato da Associazione Ya Basta.

TERZA TAPPA

Mercoledì 6 dicembre presso Libreria Zabarella l'esposizione della Mostra Lontano Vicini, che è durata fino al 12 dicembre, è iniziata con la presentazione del libro a fumetti di Claudio Calia "Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno".
Si tratta di un'opera di Graphic Journalism per raccontare la società civile irachena, raccogliendo le voci e lo sguardo di quei giovani che resistono a guerre ed estremismi, sognando un'altro Iraq, in un futuro di dialogo e pace.

“Andare in Iraq con un progetto umanitario è la naturale conseguenza del mio lavoro sul giornalismo a fumetti: un'occasione preziosa per raccontare con il mio linguaggio preferito, il fumetto, un contesto complesso e doloroso che purtroppo passa troppo spesso sotto silenzio.”
Kurdista. Dispacci dal fronte iracheno
L'idea del libro nasce dall'amicizia di lunga data dell'autore con Riccardo Varotto, responsabile locale di Un ponte per ... e si concretizza prima attraverso un viaggio per realizzare dei laboratori di fumetti nei Centri Giovanili coordinati da UPP e poi con la pubblicazione del volume curato da BeccoGiallo Edizioni in collaborazione con Un ponte per ... e Associazione Ya Basta.

Nell'incontro Riccardo Varotto ha raccontato il lavoro di UPP nel Kurdistan iracheno attraverso i Centri Giovanili, che rappresentano uno spazio di condivisione tra giovani delle diverse comunità, religioni ed etnie ed ha illustrato come sia possibile appoggiare i Centri Giovanili attraverso l'iniziativa "Officine di Pace - Adotta un Centro Giovanile in Iraq". Tutte le informazioni le puoi avere consultando il sito www.unponteper.it e scrivendo a sostegni@unponteper.it
Riccardo Varotto e Claudio Calia
Alla conclusione dell'incontro il firma copie realizzato dall'autore si è poi concluso con un momento conviviale negli accoglienti spazi della Libreria Zabarella, dove la Mostra Fotografica Lontani Vicini è stata esposta fino al 12 dicembre.

Per chi volesse a Padova comperare il volume e farsi fare una dedicata da Claudio Calia basta passare in Via Barbarigo 17 presso Associazione Ya Basta - Caminantes.

Claudio Calia

SECONDA TAPPA

Mercoledì 29 novembre presso Ca' Sana l'esposizione della Mostra Lontani Vicini è stata animata dalla presentazione del CD "Walking Sounds. Track from Iraqi Kurdistan to Italy."
Il cd nasce da un'idea originale di Luca Chiavinato e sviluppata in collaborazione con Sammaan Fakhradin Abdulkareem e Dario Bano.
Walking Sounds
Nella serata proprio Luca e Dario, dopo un breve saluto di Claudio Calia, hanno raccontato come è nato il CD.
Nell'estate 2016 Sammaan e Hana, giovani curdi iracheni, sono venuti a Padova per raccontare l'esperienza dei Centri Giovanili nel Kurdistan Iracheno. La passione per la musica ha portato all'incontro con Luca, musicista padovano.
Da questo incontro è nata l'idea di una residenza artistica all'interno del Centri Giovanili, coordinati da Un ponte per ..., nel Kurdistan Iracheno.
Durante il workshop musicale, giovani profughi siriani, sfollati iracheni e curdi hanno registrato le musiche, che poi sono state arrangiate e rielaborate in collaborazione con musicisti padovani.

Il Cd sarà presentato prima di Natale nel Kurdistan Iracheno e, come si è detto nella serata, si spera di invitare i ragazzi in Italia per un tour insieme ai musicisti padovani che hanno collaborato ovvero Silvia Rinaldi, Francesco Ganassin, Aisha Riggieri e Sergio Marchesini.

Dopo il racconto di Luca e Dario è giunto da Erbil un breve saluto video dei ragazzi e poi si è svolta la visione di "Suoni Iracheni", video che ha permesso di conoscere tutti i partecipanti al progetto.

Non poteva mancare la jam session vibrante e carica di suoni che ha concluso la bella serata presso l'accogliente spazio di Ca' Sana, in cui sono rimaste esposte per una settimana le foto delle Mostra Lontani Vicini.

Musiche da Walkings Sounds con Luca Chiavinato e Dario Bano

PRIMA TAPPA

Giovedì 23 novembre si è svolta presso il Circolo Nadir a Padova l'inaugurazione della Mostra Lontani Vicini. coordinata da Associazione Ya Basta con il contributo dell'Assessorato alla Cooperazione Internazionale – Comune di Padova. Le foto realizzate da Fabiana Adamo sono state scattate durante la delegazione nel Kurdistan Iracheno ai primi di settembre. Oltre alle foto sono state esposte le illustrazioni realizzate durante i Laboratori di fumetti, fatti da Claudio Calia nei Centri Giovanili.
Consegna Premi di Laurea
All'inizio sono stati consegnati da Riccardo Varotto, responsabile del Comitato Locale UPP i tre Premi di Laurea dedicati a Tesi triennali e magistrali sul tema “Il 'canale umanitario' nei conflitti armati e nelle emergenze migratorie contemporanee. Genesi, attualità e prospettive”.
Giorgia, Lucia e Silvia hanno brevemente presentato il loro lavoro dedicato al quadro normativo europeo, alla situazione in Siria e alle esperienze innovativa come quella intrapresa dalla Comunità di Sant'Egidio. Le loro tre Tesi magistrali si accompagnano alle due tesi triennali sulla situazione in Turchia e Giordania già realizzate nei mesi scorsi da Eleonora e Mattia.
Irene Favaro e Antonio Pietropolli

In una sala piena di giovani, Antonio e Irene hanno raccontato l'esperienza della delegazione nel Kurdistan Iracheno. "Andare, vedere e conoscere direttamente la realtà, cambia completamente la propria percezione. Siamo partiti aspettandoci qualcosa di ben diverso da quello che abbiamo trovato", è partito così il loro racconto che si è sviluppato narrando la realtà dell'importante lavoro dei Centri Giovanili.
Saluto dell'Assessore Francesca Benciolini
L'Assessore alla Cooperazione Internazionale del Comune di Padova, Francesca Benciolini ha fatto un intervento sottolineando come il Comune abbia appoggiato l'iniziativa proprio per l'importanza che si condivida la conoscenza dell'altro, del "lontano", che è quanto mai oggi "vicino", attraverso le varie forme culturali ed artistiche.
Riccardo Varotto - Un ponte per ...
Riccardo Varotto ha allargato lo sguardo alla realtà generale della situazione nel Kurdistan Iracheno, parlando della sua esperienza a Douk e della situazione dei rifugiati e sfollati interni. Una situazione destinata a perdurare vista la realtà della Siria ed anche la complessità di quel che sta succedendo nelle aree prima controllate da Daesh.
Lontani Vicini - Docufilm
Prima della proiezione del documentario "Lontani Vicini", Vilma Mazza ha presentato l'impegno dell'Associazione Ya Basta con il nuovo progetto "Grow up togheter - Educazione e diritti a Sulaymaniya, Iraq", con il contributo della Regione del Veneto, a sostegno dei Centri Giovanili, che si svolge in continuità con il progetto "Educazione per tutte e tutti", da poco concluso.
VIDEO LONTANI VICINI

Un impegno che nasce dalla consapevolezza di quanto sia importante costruire il diritto di restare nelle proprie terre con diritti e dignità, per costruire la possibilità per migliaia di persone di non essere costretti al dramma della fuga e della migrazione.
Si è poi parlato dell'attuale situazione nel paese e nell'area alla luce degli eventi successi dopo il referendum dello scorso settembre.

Una serata molto partecipata e viva, in cui è stato possibile anche sfogliare ed acquistare il libro a fumetti di Claudio Calia "Kurdista. Dispacci dal fronte iracheno.


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Rosso e nero, la vita riemerge a Raqqa

Rosso sono i casi gravi. Nero sono le persone in fin di vita. Da quattro mesi ogni giorno ne arrivano a decine nel centro sanitario della Mezza Luna Rossa Curda e di Un ponte per… alle porte di Raqqa, uno dei due soli presidi sanitari esistenti. Purtroppo ne arrivano più ora che la battaglia di Raqqa è finita che durante i combattimenti. Troppe persone sfidano i divieti dell'esercito e cercano di tornare alle loro case. In qualsiasi condizione gli sfollati vogliono recuperare la loro vita anche tra le macerie. E trovano case e strade piene di mine, trappole esplosive, ordigni vari. Tutto l'armamentario che il mondo civile esporta qui per fare scannare le persone tra loro. E chi pensa che sia finita la guerra e vuole tornare a casa rimane di nuovo vittima del conflitto siriano.

Cinque milioni e mezzo di rifugiati, 6 di sfollati, 13 milioni di persone in stato di bisogno. Migliaia di morti, l'80% delle scuole danneggiate. Una generazione perduta.

Rossi sono i casi che si riescono a volte ancora a salvare. Abbiamo 7 ambulanze che da Raqqa portano le persone stabilizzate verso ospedali attrezzati. A volte il cartellino che li accompagna è macchiato di sangue, perché il tempo per salvare una vita in pericolo è sempre poco. Neri sono i casi irrecuperabili. Nella maggior parte dei casi. I medici e gli infermieri si lamentano che se avessero più attrezzature potrebbero intervenire anche per loro. Ma qui non è ancora possibile, i centri di emergenza sono nascosti, Daesh si infiltra e spara. Solo due mesi fa, travestiti da soldati della coalizione, ne hanno attaccato uno. Uccidendo due persone. Nero è il colore della morte ed anche di Daesh.

Ma a breve potremmo aprire una clinica vera e propria, che serva le emergenze prima della riapertura degli ospedali. Ci stiamo lavorando notte e giorno e potrebbe essere uno dei primi centri sanitari dentro Raqqa ripresa a Daesh.

Intanto la vita prepotente riemerge ad ogni angolo. Nel coraggio dei medici e delle giovani madri che raggiungono incinta le nostre cliniche. Una unità mobile per i parti si muove da un mese tra Tabqa e Raqqa. Nelle campagne dove fino a pochi giorni fa si combatteva. L'ostetrica dopo una lunga giornata è contenta. Abbiamo visitato 170 donne, 80 minori. E' nata una bella bambina. Domani l'unità mobile riparte. Ogni giorno a centinaia la cercano per assistenza. Da mesi non ci sono servizi, vaccinazioni, cure di base di ogni genere. L'acqua è inquinata, il suolo pieno di immondizia. L'emergenza è la guerra ma anche la vita interrotta. L'ospedale di Tabqa, a due passi da Raqqa, ha intanto, con il nostro aiuto, rimesso in piedi il reparto maternità. Ci sono due medici coraggiosi che lo stanno gestendo. La lista dei bisogni è lunghissima: medicine, attrezzature, salari per i medici. Intanto sono arrivati gli ecografi, il reparto è stato ridipinto. Il resto dell'ospedale è invece ancora un'ipotesi. E' pieno di barricate messe su da Daesh che lo usava come sua base. L'unico segno della fine della battaglia sono le scritte Clear (pulito, in questo caso) sui muri. Una data di Agosto o Settembre e poi clear, la scritta degli sminatori che hanno verificato che le stanze siano senza ordigni. Che vicino alla sala parto non ci siano più rischi. Madri e bambini entrano ed escono tra le macerie in sicurezza ora. La vita continua.

In migliaia sono ancora nei campi profughi. Molti non sono ben attrezzati. Anche lì abbiamo messo su una clinica e dei servizi di base ma non è sufficiente. Manca la comunità internazionale. L'Onu è bloccata dal regime di Assad che non vuole che si intervenga nelle aree che non controlla. Sugli aiuti umanitari si sta giocando una guerra parallela a molti sconosciuta. Solo l'Unione Europea ed alcuni suoi stati membri e pochi altri riescono ad intervenire. Ma non basta. L'accesso alla Siria del Nord Est è dal Kurdistan iracheno che dal 28 Settembre è in conflitto con il governo centrale dell'Iraq. Gli aiuti arrivano a singhiozzo, migliaia di sfollati invece arrivano ogni giorno dal fronte di Raqqa e di Deir ez Zor. Ogni giorno di ritardo sono vite umane perse. E sono speranze nuovamente smarrite. Questa liberazione da Daesh dovrebbe avere la forza di portare nuova linfa, non solo il gelido inverno del deserto e nuove privazioni. Dovrebbe portare luce dopo il buio. Non sta avvenendo.

Per fortuna le persone in questo angolo di Siria hanno da sole la forza di recuperare fiducia nell'umanità. Grazie ai rischi che ogni giorno tanti medici ed infermieri corrono per salvare vite umane. Nei loro sorrisi tra le macerie. Nel coraggio di quel piccolo gruppo di giovani europei che sono in Siria a rischiare pure loro la pelle e ad aiutare i siriani, senza armi, ma con tanta solidarietà concreta. Ed è forse su questo termine desueto, solidarietà, che si sta giocando la partita più importante. Non riuscire più a praticarla, In Siria, in Italia, aprirà le porte solo ad altra violenza.

Tratto da comune-info.net

SIRIA DALLA LORO PARTE
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Da anni la Siria è travolta da una guerra che ha causato la peggiore catastrofe umanitaria degli ultimi decenni. Solo nel nord-est del paese sono oltre 1 milione e 500 mila le persone in stato di bisogno. In questo contesto, abbiamo scelto di sostenere come sempre la società civile. Attraversando i confini con l'Iraq, e portando con noi quello che abbiamo imparato in questi 25 anni, abbiamo costruito un rapporto di fiducia con la Mezzaluna Rossa Curda (Heyva Sor a Kurd), che opera per aiutare chi fugge dai bombardamenti internazionali e dalla violenza di Daesh e necessita assistenza medica.

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