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Brasile - Il disastro del Rio Doce: gli approfondimenti da Resto del Carlinho Utopia

Lo scorso novembre il 5 novembre due dighe della compagnia di estrazione mineraria Samarco crollano scaricando milioni di tonnellate di fanghi tossici nel Rio Doce. Il fiume è l'arteria fluviale che collega il Minas Gerais, l'interno, con l'Oceano Atlantico.
Il bilancio è pesantissimo: più di dieci morti e numerosi dispersi, un danno ambientale enorme. Distrutto l'agricoltura della zona, gli allevamenti, le foreste, i campi, i corsi d'acqua, quasi trecentomila persone senza accesso all'acqua potabile, potrebbe essere una catastrofe. Anche la pesca è stata distrutta.Migliaia di contadini, allevatori, pescatori che si sono ritrovati senza possibilità di continuare la loro vita.
Per gli indigeni Krenak a tutto questo si aggiunge la distruzione di un fiume considerato sacro.


Chi sono i responsabili ?
Chi gestiva le dighe e dunque ha fatto una manutenzione inadatta è la compagnia mineraria Samarco che appartiene alle multinazionali BHP Billiton e alla Vale, la più grande compagnia mineraria del Brasile.
Nonostante tutti i tentativi per minimizzare la realtà è che si tratta di uno dei più grandi disastri ambientali sia del Brasile che dell'intera America Latina. Al posto del fiume c'è la morte e tutto l'ecosistema rimarrà per decenni alterato.

Il sito Il Resto del Carlinho (Utopia) ha seguito con video ed approfondimenti tutta la storia e da pochi giorni ha pubblicato un'intervista con Ailton Krenak, leader indigeno.

"NEL MEZZO DEL CAMMINO C'ERA UNA PIETRA..."
Emozionante intervista ad Ailton Krenak, con spezzoni di film, documentari e immagini dei tempi della dittatura militare che è stata realizzata dalla giornalista Laura Capriglione per Jornalistas Livres]. ‪

Versione italiana di Angela Bortoli Armbrust per il Resto del Carlinho Utopia.

"Nel mezzo del cammino c'era una pietra...", scriveva molti anni fa il famoso poeta Carlos Drummond de Andrade, che ha vissuto ed è morto piangendo le tragedie della Valle del Rio Doce, nello stato brasiliano del Minas Gerais.

QUI L'INTERVISTA COMPLETA

Ailton Krenak , uno dei leader indigeni più sensibili del nostro tempo, parla della tragedia ambientale che ha colpito il Rio Doce, che per gli indios è una divinità e che chiamano "Uatu".

Krenak è indignato dall'arroganza degli uomini che si affrettano nel decretare la morte di Uatu.

"La VALE deve pulire il letto del fiume che ha riempito dei suoi rifiuti. Non possiede forse macchine capaci di distruggere le nostre montagne? Che le usi adesso per riparare la tragedia che ha creato". Krenak è la pietra sul cammino della Vale...

Ailton Alves Lacerda Krenak, più conosciuto come Ailton Krenak, è un leader indigeno, ambientalista e scrittore. Appartiene all'etnia indigena Krenak. È nato nel 1953 nello stato di Minas Gerais, nella regione del Rio Doce. Dal 1980 si dedica esclusivamente al movimento indigeno. Nel 1985 fondò la ONG Nucleo di Cultura Indigena, con l'intento di promuovere la cultura indigena. Eletto al Congresso Nazionale brasiliano nel 1986, Ailton partecipò all'Assemblea Nazionale Costituente che elaborò la Costituzione Brasiliana del 1988. Fu durante l'Assemblea Costituente, nel 1987, che Ailton fu protagonista di uno dei momenti più significativi della sua elaborazione: in un discorso al Congresso, si dipinse il volto con la tinta nera ricavata dal frutto del jenipapo, secondo i costumi tradizionali degli indios brasiliani, per protestare contro tutto ciò che considerava un retrocesso per la lotta dei diritti degli indigeni.


Quanto VALE la vita (per una multinazionale)?


Fukushima Brasileira



Indios Krenak occupano la ferrovia della VALE



I fanghi tossici del Rio Doce hanno raggiunto l'oceano