ESTÁS EN Encuentro europeo en París - enero’10
29 / enero
Domenica 24 gennaio 2010,
Alle basi d’appoggio zapatiste,
Alle Giunte di Buon Governo,
All’EZLN,
A tutt@ i compagn@ dell’Altra Campagna,
A tutt@ i compagn@ della Zezta Internazional,
A tutt@ quell@ che in basso a sinistra si oppongono all’orco capitalista che vuole distruggere o digerire quello che resta dell’umanità degna, libera e ribelle.
Come individui e collettivi, provenienti dall Stato Spagnolo, Svizzera, Grecia, Italia, Belgio, Germania, Danimarca, e Francia, riunitisi per questo incontro europeo di solidarietà con gli zapatisti, vogliamo esprimere il nostro appoggio ai compagn@ zapatisti e a tutti quell@ che lottano e resistono in Messico:
alle basi d’appoggio zapatiste in Chiapas che dal 1994 sviluppano la loro autonomia in politica, nell’educazione, nella salute, nella produzione e nella giustizia;
agli uomini e alle donne dell’Altra Campagna, alle comunità indigene, ai popoli e ai quartieri che lottano giornalmente, resistendo agli attacchi capitalisti nella costruzione di un altro mondo. Come ad esempio la Rete Nazionale di Resistenza civile alle alte Tariffe di Energia Elettrica e gli elettricisti in lotta;
a tutt@ i prigionier@ di coscienza in Messico e in particolare a quell@ di Atenco, in Chiapas, a Oaxaca, nel D.F., nello Stato del Messico e in Guerrero.
ai difensor@ dei diritti umani che denunciano la repressione di coloro che lottano come ad esempio il Centro dei Diritti Umani Frayba o quello della Montaña Tlachinollan.
Vogliamo denunciare inoltre :
la repressione dei governi contro le basi d’appoggio zapatiste e contro tutt@ quell@ che lottano per le dignità, come nei casi di San Sebastián Bachajón e dei paesani di Tampico o di Acteal;
gli intenti di espropriazione di terre e spazi collettivi di compagn@, comunità indigene, villaggi, quartieri e barricate in tutto il Messico, come nel caso dell’auditorio occupato “Che” dell’UNAM;
la guerra di bassa intensità esercitata da paramilitari, militari, polizia, imprese capitaliste, in modo particolare in Chiapas, nei casi recenti di Mitziton, San Sebastián Bachajón e Jotolá con il progetto turistico San Cristobal – Palenque;
i governi municipali, statali e federali e i loro piani di morte : turismo, « sviluppo », plan Merida...;
la crescente militarizzazione su pretesto della lotta al narcotraffico;
i femminicidi e tutta la violenza di genere, come ad esempio a Ciudad Juarez.
Compagn@: per unire i nostri cuori e per cercare di costruire quest’altra geografia antisistemica che rifiuta le frontiere e nella quale ci sentiamo vicin@ a tutti voi, vorremmo parlarvi di quello che viviamo qui in Europa e che condividiamo durante questo incontro.
Anche qui é in corso la guerra contro i poveri, contro gli “stranieri”, contro quelli che resistono agli interessi delle multinazionali, contro coloro che lottano per la dignità e l’autonomia e che vogliono continuare a essere liber@ e uman@.
I collettivi e gli individu@ di quest’assemblea sono coinvolt@ e/o solidal@ con:
i migranti, chiamati erronaemente dai governi “clandestini” o “senza documenti”, che lottano per una vita degna in Europa. Proprio mentre le merci capitaliste circolano con sempre maggior libertà, le frontiere, oggi più che mai, esistono per gli esseri umani: per esempio a Calais dove migliaia di migranti che sperano d’entrare in Gran Bretagna vengono continuamente sgomberati e perseguiti da parte dello Stato francese.
Essendo per la libertà di circolazione e per il diritto di vivere ognuno dove vuole, non dimentichiamo che la maggior parte di coloro che migrano lo fanno per ragioni economiche. Il capitalismo spinge milioni di persone lontane dai propri paesi e dalle proprie famiglie alla ricerca di una forma di sopravvivenza, per poi in seguito criminalizzarle e imporre loro le peggiori forme di sfruttamento lavorativo.
Durante questo incontro alcuni lavoratori “sans papier” in sciopero nella costruzione di una linea di tram alla “Porte de Lilas” di Parigi, sono venuti a condividere la loro lotta contro questo sfruttamento. Sono parte di un movimento di circa 7.000 lavoratori migranti, in sciopero dalla metà di ottobre 2009 per il riconoscimento dei propri diritti di lavorare e vivere dignitosamente in Francia.
Anche per questo partecipiamo e appoggiamo i movimenti sociali che lottano per e con i migranti, le persone isolate e per la libertà di tutte le persone arrestate mentre trasformano le loro richieste d’asilo.
coloro che lottano per decolonizzarsi dal sistema economico e politico attraverso esperienze di recuperazione di spazi d’autonomia come le case occupate o i centri sociali occupati e autogestiti in Italia, in Svizzera e in tutta Europa o la rete “Galizia non se vende” che lotta per “vita e terra degna per tutte” nella geografia gallega.
i tentativi di autonomia economica e di forme alternative di lavoro e d’abitazione, come per esempio la diffusione del caffé zapatista attraverso le reti di solidarietà che contribuisce a diffondere la lotta zapatista. Così come i progetti di cooperative autogestite, stamperie, ristoranti, in particolar modo in Germania.
tutt@ coloro che si ribellano contro questo sistema di morte come hanno fatto le giovan@ in Francia nel 2005 e in Grecia a partire dal dicembre 2008. La rivolta in Grecia non é una situazione finita, non fa parte del passato bensì del futuro della nostra Europa, l’Europa che resiste!
Vogliamo inoltre denunciare:
lo sgombero di tutti gli spazi di riunione, di discussione, di lotta, di vita, di forma di pensiero diverso dal sistema e di tutti gli spazi culturali e sociali autogestiti in tutti i paesi europei, come ad esempio la sede della Coordinazione di Intermittenti e Precari di Parigi, minacciata di sgombero.
Tra le altre cose questi sgomberi hanno lo scopo di svuotare i centri delle città a beneficio dei ricchi e del turismo.
il controllo sociale da parte dello Stato attraverso il controllo delle strade, degli spazi pubblici, delle reti telefoniche e di internet e in generale di tutta la popolazione, sia nelle città, sia nei suoi dintorni vicini o lontani.
In alcuni casi lo Stato ha utilizzato pure misure di guerra contro la propria popolazione, come successo in Grecia alla fine del 2009.
l’aumento di controlli e fermi arbitrari come pure la costante persecuzione, di chiaro carattere razzista, soprattutto verso persone d’apparenza “extra europea”. Gli Stati da sempre si sono serviti del colonialismo e della migrazione per arricchirsi e per manipolare e schiacciare i poveri, opponendoli gli uni contro gli altri. Un esempio di questa situazione é successa a Rosarno in Italia, settimana scorsa, con un chiaro attacco alla popolazione migrante.
la caccia, detenzione ed espulsione di migranti, in modo particolare di clandestini. A Montreuil, periferia est di Parigi, viene espulsa la popolazione rrom con il pretesto delle pessime condizioni igeniche, mentre in tutta Europa si persegue questa popolazione per la ragione di vivere differentemente.
In questi giorni verranno giudicati in Francia 10 migranti accusati di incendiare un centro di detenzione durante una rivolta.
Nei centri di detenzione dello spazio Shengen tutti i giorni si muore per suicidio, per aggressioni o per mancanza d’attenzione medica.
la partecipazione di Stati europei e dell’Unione europea in guerre coloniali (Afghanistán, Irak, África...)
Qui come là rivendichiamo:
UN ALTRO MONDO CHE CONTENGA TUTTI I MONDI IN BASSO A SINISTRA !
LIBERTÀ E GIUSTIZIA PER TUTT@ I PRIGIONIER@ POLITICI CHE RESISTONO NELLE CARCERI DEGLI STATI!
BASTA CON LE AGGRESSIONI E CON L’ESPULSIONI DI TERRE, DI SPAZI AUTONOMI E DI ABITAZIONI!
BASTA CON I PROGETTI NEOLIBERISTI INTERNAZIONALI CHE VOGLIONO APPROPRIARSI DELLE RISORSE DELL’UMANITÀ
SEQUESTRANDO IL PIANETA!
ABBASSO I MURI DEI CENTRI DI DENTEZIONE E LE FRONTIERE!
¡VIVA LA VIDA, MUERA LA MUERTE !
Dalla “Parole Errante”, Montreuil, città della periferia est di Parigi, Francia
Assemblea aperta. Incontro Europeo della Rete di individui e collettivi solidari con gli zapatisti, Francia, gennaio 2010
Gruppe B.A.S.T.A.e rete YA-BASTA-NETZ (Germania), Foro Internazionale e Fronte della Gioventù Socialista (Danimarca), Collectif CafeZ de Liège (Belgio), CGT, Plataforma de Solidaridad con Chiapas de Madrid, Caracol Zaragoza, FugaEmRede Galizia (Stato spagnolo), ALANA (Grecia), Coordinamento toscano d’appoggio alla lotta zapatista - Associazionz Ya Basta (Italia), Viva Zapata, Collettivo Zapatista Marisol di Lugano, Unión Mexicana Suiza UMES e La Red Latinoamericana de Zürich (Svizzera), Collettivo di Solidarietà di Istanbul (Turchia), CSPCL Parigi, Collectif Caracol de Marseille, Les Trois Passants, secretariado internacional de la CNT - Grupo de trabajo de las Américas, Comité de Solidaridad con los Pueblos Indigenas - CSIA - Nitasssinan, Esperanza y Espoir Chiapas/Esperanza Chiapas (Francia), Grupo IRU e tutt@ le/gli individui presenti.
Si uniscono alla dichiarazione: Collectif Chiapas Ariège (Francia), Centro de Documentación sobre Zapatismo - Cedoz (Stato spagnolo), Colectivo Solidaridad directa con Chiapas de Zurich (Svizzera), caracol mundo-eco de latido en solidaridad" (Austria), ...
Autor:
oliver Ken

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