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Walking Sounds - A Padova la delegazione irachena

Quarantotto ore possono essere un tempo lunghissimo oppure passare in un baleno. Le 48 ore della visita di Saman, Niwar e Zhalyan, giovani musicisti iracheni, il 6 e 7 novembre a Padova, sono state un'intenso momenti di scambio e condivisione con oltre mille persone di ogni genere ed età, in un turbinoso susseguirsi tra parole e musica.

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Per le strade di Padova

Ascoltare da chi ci vive qual'è la complessità dell'attuale situazione, nel Kurdistan Iracheno e nell'intero Iraq, ha rappresentato un modo coinvolgente e particolarmente unico per approfondire, fuori da stereotipi e luoghi comuni, la conoscenza di territori che ci vengono presentati solo come luoghi di guerra e barbarie.

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Zhalian K. Amhed

Attraverso i racconti dei giovani iracheni diventa più chiaro dipanare la nebbia di banalità, superficialità e mancanza di informazioni in cui siamo avvolti, anche senza volere.
Così la riflessione diventa più profonda e si possono approfondire molti temi.
La religione usata da gruppi di potere vecchi e nuovi per separare e radicalizzare le tensioni ed alimentare nuovi conflitti.
I giochi politici delle varie potenze regionali che si scontrano per l'egemonia dell'area, come l'Iran, la Turchia, l'Arabia Saudita travolgendo in una sorte di guerra per procura intere comunità.
La drammatica situazione creata dalla guerra in Siria.
L'impatto violento e brutale dell'entrata in scena dell'Isis e le contraddizioni del periodo post liberazione delle zone occupate dagli uomini del Califfato.

Quello che sta succedendo è una sorte di brutale modificazioni nello scacchiere delle presenze territoriali delle varie comunità.

Prima gruppi religiosi, comunità etniche anche diverse vivevano l'una a fianco all'altra. Oggi a causa dei conflitti e della presenza di così tanti gruppi armati, non solo intere comunità si sono dovute spostare, ma hanno paura di tornare dove prima abitavano e soprattutto si guardano con diffidenza e sospetto.

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Saman Kareem


Una profonda rottura dei legami sociali dell'intera regione che rende quanto mai fondamentale ricistruire la coesione, il rispetto dei diritti umani e delle differenze. Questa è la solo strada ardua e difficile di costruire una possibile speranza per il futuro.
Riflessioni che specchiandosi nei racconti dei ragazzi iracheni, forse, se ci pensiamo, sono utili anche a noi.
L'esperienza dei Centri giovanili, promossi da Un ponte …. nel Kurdistan iracheno, dove possono stare insieme rifugiati siriani, sfollati interni iracheni, sunniti, sciti, mussulmani, cristiani, zoroastri, ezidi etc ..., insomma tutte le variegate comunità che arricchiscono questo pezzo di mondo, diventa per ciò non solo importante per il futuro dell'Iraq ma paradigmatica delle contraddizioni contemporanee globali.

Così come l'impegno e l'attivismo di giovani come Saman, Niwar e Zhalyan che insieme a molti altri ragazze e ragazzi cercano di costruire percorsi di cambiamenti sociale anche attraverso forme d'espressione artistiche come la musica, diventano uno stimolo anche per tutti noi, giovani e non.

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Università Padova

La delegazione irachena è arrivata a Padova, dopo la prima tappa in Italia a Mogliano Veneto con Officina 31021, accompagnata da Luca Chiavinato, il musicista padovano che attraverso Laboratori e Residenze artistiche in Iraq ha contribuito a far nascere l'Ensemble MSHAKHT, che oggi conta oltre 100 giovani musicisti tra Douk, Erbil, Sulaymaniyah nel Kurdistan iracheno e Baghdad.

Durante la permanenza a Padova si sono svolti diversi incontri all'Università, al Master Human Rights and Multilevel Governace, condotto dal professore Paolo de Stefani, al Corso English is a global language con Francesca Helm e al Corso Movimenti Sociali nel Mediterraneo con Giuseppe Acconcia.
Un'occasione di scambio, arricchita dalle molte domande degli studenti presenti.

Si è parlato di come i Centri giovanili siano nati nel periodo dell'arrivo di migliaia di rifugiati siriani e poi di altre migliaia di sfollati interni in fuga dall'avanzata di Isis, proprio per creare dei luoghi d'incontro tra giovani diversi per lingua, cultura, appartenenza religiosa ed etnica.
Si è poi passati a descrivere la complessità politica e sociale del Kurdistan Iracheno e di tutto l'Iraq, alla luce delle guerre passate e presenti nell'intera regione.

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Università Padova

Grazie all'intervento di Zhalian è stato possibile affrontare le molte problematiche connesse alle discriminazioni e violenze nei confronti delle donne.
In Iraq negli ultimi mesi sono state uccise diverse donne “colpevoli” di essere protagoniste della loro vita e della scena pubblica.
Tara Fares, ex Miss Iraq, blogger e influencer è stata uccisa un mese fa a Baghdad.
A fine settembre Su'ad Al-Ali è stata uccisa a Bassora. Presidente dell'ONG Al Weed AlAlaiami for Human Rights, che lavora per i diritti delle donne e dei bambini, Su'ad negli ultimi mesi aveva guidato e partecipato alle proteste contro le violazioni dei diritti umani nella città e contro la corruzione, la mancanza di infrastrutture e servizi igienici, e la crescente disoccupazione nella sua città. Con coraggio, Su'ad si batteva per i diritti del popolo iracheno e condannava la brutale repressione delle proteste e la violenza delle autorità.
La stessa sorte di altre donne o “famose” o attiviste impegnate nelle lotte sociali.
Dietro a queste violenze, destinate a restare impunite, c'è un back ground sociale, che vuole imporre alle donne di non uscire dai ruoli tradizionali in famiglia e nella società. Esiste un tacito e pericoloso consenso sociale: “se a una donna capita qualcosa di male, in qualche maniera se l'è voluta, non avendo fatto quello che deve”.
L'immenso lavoro, che associazioni e gruppi, come quelli a cui appartiene Zhalian, svolgono è volto a modificare le radici della violenza e discriminazione delle donne. Dare alle donne la possibilità di essere indipendenti anche economicamente, rafforzarne la presenza pubblica, denunciare i casi di discriminazione.

Un lavoro non certo facile, ostacolato in ogni maniera. Ma che avanza nonostante le enormi difficoltà.

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Liceo Maria Ausiliatrice

I tratti differenti della situazione politica in Kurdistan, formalmente meno oppressiva di quella in Iraq, non impediscono che sia rischioso denunciare la corruzione, la gestione nelle mani di pochi delle istituzioni, le violazioni dei diritti umani.
Nonostante questo esiste una forte vitalità di gruppi di base, organizzazioni sindacali, di donne e di giovani, che trovano nell'Iraqi Social Forum come nel Kurdish Social Forum la possibilità di rafforzarsi, discutendo insieme, costruendo campagne d'azione comuni.
Un altro tasto dolente, raccontato dalla delegazione irachena è la libertà di stampa e d'espressione. Il costante attacco verso le voci libere.

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Niwar Ismat Issa

Alla conclusione degli incontri l'appassionato racconto di come le espressioni artistiche stiano costruendo un campo di libertà e di protagonismo comune da parte di tanti giovani si è accompagnato alle note degli strumenti tradizionali, accompagnati dai testi rielaborati dai giovani iracheni, che sono riecheggiate tra le mura delle nelle aule universitarie.

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Liceo Musicale Marchesi

La delegazione irachena ha anche incontrato numerosi studenti delle scuole superiori padovane.
Al Liceo Musicale Marchesi l'incontro si è ben presto trasformato in un vero e proprio Laboratorio sulle sonorità e gli strumenti musicali arabi che ha coinvolto studenti e docenti.
Al Liceo Maria Ausiliatrice l'incontro con tutti gli studenti, che nei mesi scorsi avevano dato vita ad una manifestazione fino in Comune contro la guerra in Siria, e una breve esibizione musicale ha permesso ai ragazzi di conoscere la realtà quotidiana dei giovani in Iraq.

Gli incontri nell'Università e nelle scuole sono stati l'occasione semplice e diretta di scambio tra giovani, che al di là di vivere in Italia o in Iraq, condividono sogni e speranze, preoccupazioni e desideri.

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Peace and spice - Padova

L'informalità e la convivialità hanno caratterizzato sia l'incontro avvenuto presso la sede dell'Associazione in Via Barbarigo che l'esibizione dei giovani musicisti iracheni presso il Ristorante Peace and Spice. Una modalità meno formale ma altrettanto efficace per far conoscere la realtà irachena.

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Incontro presso Ya Basta

L'iniziativa Walking Sounds è stata finanziata dal Comune di Padova – Assessorato alla Cooperazione Internazionale. L'assessora Francesca Benciolini che ha potuto partecipare all'incontro in Via Barbarigo e al Liceo Maria Ausiliatrice ha avuto modo di confrontarsi direttamente con la delegazione irachena e di ribadire l'impegno di Padova all'interno della Rete dei Municipi Senza Frontiere dell'Anci, che sta portando avanti un progetto di sostegno ai Municipi del Kurdistan Iracheno e del Nord est della Siria, proprio scambiando competenze e buone pratiche di amministrazione.
Un percorso quanto mai importante per appoggiare chi anche da un punto di vista istituzionale sta cercando di creare un futuro di diritti per l'intera zona.

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Concerto Teatro San Clemente

Il partecipato concerto presso il Teatro San Clemente con la partecipazione dei musicisti del Trio New Landscape ovvero Luca Chiavinato, Silvia Rinaldi e Francesco Ganassin insieme a Sergio Marchesini, Dario Bano e Aisha Ruggieri ed altri artisti è stato un forte momento in cui la creatività artistica di chi era sul palco ha saputo coinvolgere il pubblico in qualcosa più di una semplice esibizione.

La generosità artistica di tutti i musicisti sul palco
, che sono stati quelli che hanno permesso la realizzazione del CD “Walking Sounds - Tracks From Iraqi Kurdistan to Italy”, indica una strada: provare a sentirsi connessi con l'altro, il diverso da te.

Di fronte alle complesse contraddizioni del presente nessuno di noi può bastare da solo e nessuno può pensare da solo ad un futuro positivo.

La permanenza di Saman, Niwar e Zhalian è stata breve, ma ha lasciato tracce e percorsi da esplorare per rafforzare il ponte che ci lega ad una parte così lontana, ma così vicina a noi.

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Mostra Mesaha Comics - Storie a fumetti dall'Iraq

Durante i vari eventi è stata esposta la Mostra "Mesaha Comics - Storie a fumetti dall'Iraq" curata da Oblò-APS che propone tavole realizzate da giovani fumettisti iracheni che hanno partecipato ad un workshop presso la Tobacco Factory a Sulaymaniha con la presenza di Claudio Calia, fumettista padovano, che ha realizzato numerosi Laboratori di fumetti nel Kurdistan Iracheno. .. anche la strada del linguaggio del fumetto sta aprendo nuove piste per intrecciare sempre più relazioni tra le diverse sponde del Mediterraneo.

Iniziative con il contributo del Comune di Padova - Assessorato alla Cooperazione Internazionale

Partner: Un ponte per ... - Oblò APS - Xena Centro scambi e dinamiche interculturali - Il Barrito

L'iniziativa all'interno del Tavolo delle associazioni di cooperazione internazionale del Comune di Padova

Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibili 2015/2030: 10 Riduzione delle disuguaglianze tra i Paesi e 16 Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l'accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli.

Repas de soutien aux prisonniers politiques des régions indiennes du Mexique

Miguel Peralta, mazatèque, condamné à plus de 50 ans de prison ; Dominga González Martínez, Pedro Sánchez Berriozábal, Rómulo Arias Míreles, Teófilo Pérez González, Lorenzo Sánchez Berriozábal et Marco Antonio Pérez González, de la communauté nahua de Tlanixco, eux aussi condamnés à plus de 50 ans de prison ; Fidencio Aldama Pérez de la communauté yaqui de Loma de Bácum, condamné à plus de 15 ans de prison : la répression des luttes sociales dans les régions indiennes du Mexique est extrêmement dure, et pour décourager les résistances, nombre d'activistes des communautés se retrouvent emmurés vivants.

Mercredi 21 novembre à partir de 19 h à la Nouvelle Rotisserie, nous organisons un repas de solidarité pour aider au lancement des campagnes internationales pour la libération de Miguel Ángel Peralta, mazatèque originaire du village d'Eloxochitlán de Flores Magón ( plus d'informations ici), ainsi que de la campagne lancée par le Congrès National Indigène pour la libération des prisonniers de la communauté indigène nahua de San Pedro Tlanixco et de la communauté de Loma de Bácum, de la tribu Yaqui, dans l'État de Sonora. Venez nombreuses et nombreux !!

MERCREDI 21 NOVEMBRE A PARTIR DE 19H

à la Nouvelle Rôtisserie
4, rue Jean et Marie Moinon, Paris 10e

métro Colonel Fabien ou Belleville

Entrée-plat-dessert : viande 12 euros / végétarien 10 euros
(Plat unique : 5 euros )

Tous les profits seront reversés aux campagnes lancées au Mexique pour la libération des prisonniers

Plus d'infos sur Miguel Angel Peralta ici : Miguel Peralta condamné à 50 ans de prison !

Plus d'informations ici au sujet de la communauté de Tlanixco et de la lutte pour la libération des prisonniers politiques de ce village nahua, ayant lutté contre la spoliation de leurs sources d'eau au bénéfice des grandes multinationales de la floriculture de l'Etat de Mexico.

Plus d'informations là au sujet de la tribu yaqui et de l'incarcération de Fidencio Aldama Pérez, condamné en mai 2018 à une peine de plus de 15 ans de prison suite aux affrontements survenus à Loma de Bácum le 21 octobre 2016, afin d'imposer la construction d'un gazoduc passant par le territoire de la communauté.

Affiche pour impression :

Flyers A5 :

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Disegnare il futuro

Desideri e modi di comunicare viaggiano attraverso i social media, rendendo i giovani quanto mai vicini, al di là dei differenti contesti di vita. In questo flusso planetario le immagini hanno un ruolo centrale, dentro cui il fumetto si è sviluppato, passando da un linguaggio ritenuto adatto solo ai bambini ad essere sempre più diffuso ed utilizzato in particolare dai giovani.

Il Progetto Disegnare il futuro prevede uno Scambio a Rabat in Marocco tra dodici giovani italiani, marocchini e migranti subsahariani, attraverso un Laboratorio sul linguaggio del fumetto, con la presenza di esperti e animatori internazionali, per realizzare illustrazioni, dedicate al tema delle frontiere, da esporre con Mostre e far circolare on line come ebook.

Un percorso formativo socio-culturale in cui i giovani acquisiranno le competenze di base per evolvere un'attitudine creativa in un'attività utile alla comunicazione sociale su un tema quanto mai attuale come le migrazioni, andando oltre il comportamento spesso individuale con cui le nuove generazioni agiscono on line.

La scelta del Marocco è nata dal confronto con CEFA, con cui l'Associazione Ya Basta collabora nell'area MENA.

Nel lavoro sul campo di CEFA e dell'Associazione Chantiers et Culture si sono potute verificare le molte contraddizioni che vive il Marocco, da sempre terra di migrazioni, con l'arrivo di migranti in transito dall'Africa Subsahariana che finiscono poi, per scelta o mancanza di alternative, con lo stabilirsi nel paese.
Una sorta di situazione simbolica e paradigmatica.

Far interagire ragazzi di paesi diversi, ma tutti luoghi di partenza, arrivo e transito, permette un'ampia riflessione sulla complessità del tema delle migrazioni, oltre i luoghi comuni.

Nel Laboratorio i partecipanti apprenderanno le tecniche di base per la realizzazione e circolazione di tavole a fumetti a sfondo sociale.

Le illustrazioni realizzate dai dodici partecipanti verranno pubblicate in un ebook disponiile on line ed raccolte in una Mostra che verrà esposta in Italia e Marocco.

Condividere un'attività sia creativa che di formazione permetterà ai giovani la conoscenza reciproca, rafforzando rispetto, tolleranza e solidarietà.

Disegnare il futuro è coordinato da Associazione Ya Basta insieme ai Partner CEFA e Association Chantiers et Cultures con il finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese.

DECLARATION DE LA 2e ASSEMBLEE NATIONALE DU CNI

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DÉCLARATION DE LA SECONDE ASSEMBLÉE NATIONALE DU CONGRÈS NATIONAL INDIGÈNE - CONSEIL INDIGÈNE DE GOUVERNEMENT

Aux Réseaux de soutien au Conseil Indigène de Gouvernement

A la Sexta nationale et internationale

Aux peuples du Mexique et du monde

Soeurs, frères :

Depuis la Seconde assemblée plénière du Congrès National Indigène et du du Conseil Indigène de Gouvernement, qui s'est déroulée du 11 au 14 octobre au CIDECI-UNITIERRA à San Cristobal de las Casas, Chiapas, nous nous adressons avec respect aux compañeras et compañeros qui font partie des Réseaux de soutien au CIG, ainsi qu'aux peuples de ce pays et du monde pour nous voir, nous consulter et franchir de nouvelles étapes dans la construction de ce nouveau monde qu'il nous faut.

Nous le disons avec urgence, parce que nous qui sommes peuples originaires, au travers de notre lutte contre la grave maladie causée par le capitalisme, nous tissons la vie, car c'est le devoir que nous avons reçu de nos ancêtres. Celui-ci consiste, pour nous, à construire la vie et la faire croître dans chaque recoin avec espoir, un espoir qui parie sur la mémoire et sur les temps à venir. Nous tissons en collectif en tant que peuples, et au fil de ce travail, nous nous tissons aussi en tant que personnes.

Nous sommes des réseaux au sein de nos localités, où nous cherchons en collectif à n'avoir qu'une seule parole qui soit le reflet de notre terre-mère, de sa vie et du battement de son coeur. Nous sommes des réseaux de réseaux au sein de nos communautés et des régions qui constituent des collectifs de collectifs, là où nous ne rencontrons qu'une seule autre parole, parole qu'entre les nôtres nous écoutons avec attention, parce qu'elle continue à être ce que librement, nous décidons d'être. Cela, c'est notre lutte permanente, et c'est pour cela que cette parole, nous la respectons et nous l'honorons en faisant de celle-ci notre gouvernement, non pas seulement maintenant mais pour toujours, parce que de nos différences, surgit l'accord collectif. C'est-à-dire que de notre être différents nous surgissons comme un seul, comme les peuples que nous sommes, et c'est pour cela aussi que nous honorons nos différences.

Ainsi, lorsque par accord du Cinquième congrès national indigène nous avons décidé de former un Conseil Indigène de Gouvernement, cela ne s'est pas fait en tremblant, ni avec la prétention que tous soient comme nous, ni avec la volonté de dire à qui que ce soit ce qu'il doit faire, mais afin de dire au monde que c'est un mensonge que le gouvernement doive exister afin de détruire, mais qu'au contraire, il doit exister afin de construire. Que c'est un mensonge que le gouvernement doive exister afin de se servir, mais qu'au contraire, il doit exister afin de servir. Il doit être le miroir de ce que nous sommes lorsque nous rêvons de décider de notre destin, et non pas le mensonge qui nous supplante pour dire en notre nom qu'il veut voir tout mourir autour de lui.

Ce que nous tissons, nous l'appelons organisation, et c'est le territoire que nous défendons, la langue que nous parlons et que nous refusons de perdre, l'identité que nous n'oublions pas et que nous faisons croître avec la lutte. Mais il se trouve que c'est aussi cela que les possesseurs de l'argent ont besoin, pour le détruire et le convertir en encore plus d'argent, pour le transformer en marchandises, par le biais de l'exploitation, de la pauvreté, de la maladie et de la mort de nombreuses autres millions de personnes qui ne sont pas de nos peuples, et qui vivent dans les villes et à la campagne. C'est-à-dire que ce n'est pas vrai non plus que la mort, la répression, la spoliation et le mépris ne nous concerne que nous, les peuples originaires.

C'est pour cela qu'exercer l'autonomie au travers de nos formes ancestrales d'avancer en nous questionnant, est l'unique porte afin de pouvoir continuer à faire de la vie notre chemin sans rémission, vu qu'au-dehors, tout s'est mis en place pour assurer la terreur et le profit des puissants. Dans ce contexte, il n'y a aucune possibilité de stopper, ou ne serait-ce que de freiner l'accumulation capitaliste basée sur notre extermination, même si leurs lois viciées reconnaissent notre libre détermination. Cela ne sera possible qu'une fois démantelée la finca, la grande propriété, l'usine, le camp de concentration ou le cimetière en quoi ils ont transformé notre pays et notre monde.

Le Conseil Indigène de Gouvernement est la manière d'honorer nos différences, afin d'y rencontrer la parole dans laquelle nous nous reflétons, et qu'elle soit un véritable gouvernement. L'autre, ce qu'en-haut ils appellent l'Etat mexicain, n'est rien d'autre qu'un mensonge fait pour imposer, réprimer et occulter la mort qui nous déborde déjà, rendant la tromperie évidente. C'est-à-dire : ce n'est rien de plus qu'une bande de voleurs qui font semblant d'être institution de droite ou de gauche. Dans un cas comme dans l'autre, ils portent la guerre en eux, et ils ont beau la maquiller, celle-ci aussi les déborde, parce que le patron, c'est le patron.

Mais en bas, nous ne pouvons rien faire d'autre que de défendre la vie, avec ou sans les mensonges du gouvernement sortant et du gouvernement sur le point d'entrer en fonction, parce que les belles paroles sont inutiles, lorsque sont menacés les peuples Binniza, Chontal, Ikoots, Mixe, Zoque, Nahua et Popoluca de l'isthme deTehuantepec par leurs projets transisthmiques et l'expansion des Zones Economiques Spéciales, ainsi que les peuples Mayas, avec leur projet de train capitaliste qui spolie et détruit la terre à son passage. Les belles paroles sont inutiles, face à l'annonce de la plantation d'un million d'hectares d''exploitation arboricole et forestière dans le sud du pays, face à l'illégale et vicieuse consultation pour la construction du Nouvel aéroport de la ville de Mexico, ou face à l'offre faite afin que continuent à investir les entreprises minières qui ont obtenu la concession de grandes extensions des territoires indigènes. Les belles paroles sont inutiles, lorsque sans consulter nos peuples, le futur gouvernement impose la création, suivant le style du vieil indignénisme, de l'Institut National des Peuples Indigènes, dirigé par les déserteurs de notre longue lutte de résistance.

Les belles paroles sont inutiles, lorsque nous voyons le cynisme avec lequel sont cédés les peuples du Mexique aux intérêts des Etats-Unis par le biais du Traité de Libre Commerce. Le même traité que promet de ratifier le futur gouvernement de López Obrador, qui durant l'un de ses premiers discours n'a pas hésité à ratifier la continuité de la politique monétaire et fiscale actuelle. C'est-à-dire la continuité de la politique néo-libérale, qui sera garantie à travers l'annonce du fait que les corporations militaires resteront présentes dans les rues, et avec la prétention de recruter pour cela cinquante mille jeunes pour intégrer les files armées qui ont servi à réprimer, spolier et semer la terreur dans toute la nation.

Nous avons été trahis, lorsque nos exigences étaient d'arrêter cette guerre et que les droits des peuples indigènes soient reconnus dans la constitution mexicaine au travers de leur traduction par le biais des Accords de San Andrés, parce que le patron que nous ne voyons pas, et qui est celui à qui obéissent ceux qui disent gouverner, a ordonné que soient jetées par-dessus nous de nombreuses lois rendant légal le fait de nous voler la terre par la violence, ainsi que des programmes pour nous diviser et faire que nous nous battions entre nous, et semer le mépris et le racisme dans toutes les directions. Les belles paroles sont donc inutiles, lorsqu'avec cynisme, ils parlent de reconnaître les Accords de San Andrés ou notre libre détermination au sein de leurs lois pourries jusqu'à la moelle, sans même toucher à l'engrenage capitaliste assassin que représente l'Etat mexicain.

Si étaient approuvés les Accords de San Andrés dans le contexte actuel, avec encore en vigueur les réformes successives de l'article 27 de la constitution, qui ont transformé la terre en marchandise et qui ont mis les richesses du sous-sol à disposition des grandes entreprises ; sans en finir avec les régimes de concession des eaux, des activités minières, des biens nationaux et des hydrocarbures ; sans imposer de limites au pouvoir impérial, en dérogeant au Traité actuel de Libre Commerce et en limitant sérieusement les grandes corporations multinationales ; sans détruire le contrôle exercé par les grands cartels criminels soutenus par les corporations militaires sur nos territoires ; ce serait, pour nous, vivre dans le meilleur des cas une grossière illusion, nous occultant l'attaque exercée par l'argent contre nos peuples.

Nous, au sein du Congrès National Indigène - Conseil Indigène de Gouvernement, nous n'avons aucun doute, et nous ne serons partie prenante d'aucune transformation exponentielle du capitalisme qui, au travers de leurs pratiques pleines de vices, porte son regard sur nos territoires. Nous ne serons pas partie prenante de leur mensonge, avide de notre sang et de notre extermination.

C'est la raison pour laquelle nous passons l'accord de continuer à construire l'organisation qui se transforme en son propre gouvernement, autonome et rebelle, avec des compañeras et des compañeros d'autres géographies, afin de rompre de manière collective l'inertie qu'ils nous imposent, pour distinguer entre tous d'où vient la tempête, et au milieu d'elle ne pas cesser de tisser, jusqu'à ce que notre tissu se joigne avec les autres qui surgissent de tous les recoins du Mexique et du monde afin qu'ils se fassent conseils et qu'ensemble, nous soyons conseil de gouvernement avec les réseaux de soutien au CIG. Qu'ils se dédoublent avec leurs propres formes et leur propre identité, à la campagne et à la ville, sans se soucier des frontières.

Nous prenons l'accord de consulter nos communautés, peuples, nations, tribus et quartiers sur les formes et les manières de construire aux côtés des réseaux de réseaux, qu'ils soient petits ou grands, une coordination à même de nous enrichir par le soutien et la solidarité, qui fasse de nos différences notre force en réseaux de résistance et de rébellion, par la parole qui nous rassemble en un seul, de manière respectueuse et horizontale.

Et comme c'est de fait notre manière de procéder, chaque étape dépend de ce qu'à la base même nous accordons, raison pour laquelle nous ferons connaître ces résolutions dans nos régions d'origine afin que soit obtenu un consensus, et que la parole collective qui nous fait être ce que nous sommes nous marque le rythme, la manière et la direction.

Nos pas dépendront également de ce qu'en collectif décideront à la base même les autres hommes et femmes, instituteurs, étudiants, femmes, travailleurs de la campagne et de la ville. De tous ceux qui, au milieu de la guerre capitaliste, ont aussi décidé de tisser l'organisation qui mette un terme à la mort et la destruction dans laquelle les capitalistes ne voient qu'une source de profits. Si c'est leur décision, depuis en-bas et de manière autonome, nous les appelons à réaliser avec sérieux et engagement une consultation à l'intérieur de leurs organisations et de leurs collectifs, pour décider s'il est pour vous nécessaire ou non de former votre Conseil de Gouvernement.

Si c'est votre décision, suite à notre appel à faire trembler les entrailles de la terre par l'organisation d'en-bas à gauche, vous pourrez alors toujours compter sur notre parole compañera, désinteressée et solidaire. Compañer@s, ce ne seront pas des étapes faciles, ni rapides, mais nous sommes convaincus que de profondes brèches naîtront afin de démanteler le pouvoir d'en-haut.

Au moment approprié, et en accord avec [le résultat de la] consultation que nous réalisons au sein de nos communautés, le CNI - CIG discutera de l'incorporation à quelque chose de plus grand, qui soit capable d'incorporer nos luttes, réflexions et identités. Quelque chose de plus grand qui se renforce des visions, manières, formes et rythmes de chacun.

Soeurs, frères, cela constitue notre parole collective, qui continue à appeler à l'organisation d'en-bas afin de défendre la vie, et nous soigner aux côtés de notre mère la terre.

Depuis le CIDECI-UNITIERRA, San Cristóbal de las Casas, Chiapas

14 octobre 2018

Pour la reconstitution de nos peuples
Jamais plus un Mexique sans nous

Congrès National Indigène
Armée Zapatiste de Libération Nationale

CNI : Convocation à une campagne nationale et internationale pour la liberté des prisonniers de Tlanixco et de la tribu Yaqui

Convocation à une campagne nationale et internationale pour la liberté des prisonniers de Tlanixco et de la tribu Yaqui

Au peuple du Mexique et du monde

Aux médias

Aux réseaux de soutien au CIG

A la Sexta nationale et internationale

Suite à l'accord pris durant le seconde assemblée nationale du Congrès National Indigène et du Conseil Indigène de Gouvernement. Nous faisons entendre la voix des peuples indigènes qui nous sommes réunis au CIDECI-UNITIERRA, à San Cristóbal de las Casas, Chiapas afin d'exiger justice pour la communauté indigène Nahua de San Pedro Tlanixco, municipalité de Tenango del Valle, État de México et de la communauté de Loma de Bácum, de la tribu Yaqui, dans l'État de Sonora.

Nos frères et sœur de la communauté nahua de San Pedro Tlanixco, Tenango del Valle, Etat de México se trouvent séquestrés en ce moment par le mauvais gouvernement, qui cherche uniquement à faire taire ceux qui défendent leur territoire et à les incarcérer pour leur conviction que la lutte se donne pour la vie, pour l'eau, en les condamnant à 50 ans d'emprisonnement injuste.

De la même manière, le mauvais gouvernement maintient séquestré le compañero Fidencio Aldama Pérez de la communauté de Loma de Bácum, de la tribu Yaqui dans l'État de Sonora pour défendre le territoire de leur communauté face à l'agression d'un groupe violent contre l 'espace traditionnel de la tribu yaqui afin d'y imposer la construction d'un gazoduc.

Aujourd'hui, nous appelons le peuple du Mexique et du monde, les réseaux de soutien au CIG, la Sexta nationale et internationale et les médias solidaires à lancer une campagne nationale et internationale unitaire pour la liberté de Dominga González Martínez, Pedro Sánchez Berriozábal, Rómulo Arias Míreles, Teófilo Pérez González, Lorenzo Sánchez Berriozábal et Marco Antonio Pérez González de la communauté de San Pedro Tlanixco, et du compañero Fidencio Aldama Pérez de la communauté de Loma de Bácum.

Il ne se passera pas un moment sans que nous n'exigions ce qui est juste, parce que la vie d'une communauté est aussi la vie de l'eau, ainsi que de chacun des compañeros et de notre compañera qqui se trouvent privés de leur liberté.

Cordialement

14 octobre 2018

Pour la reconstitution intégrale de nos peuples

Jamais plus un Mexique sans nous

Congrès National Indigène

Conseil Indigène de Gouvernement

Plus d'informations ici au sujet de la communauté de Tlanixco et de la lutte pour la libération des prisonniers politiques de ce village nahua, ayant lutté contre la spoliation de leurs sources d'eau au bénéfice des grandes multinationales de la floriculture de l'Etat de Mexico.

Plus d'informations là au sujet de la tribu yaqui et de l'incarcération de Fidencio Aldama Pérez, condamné en mai 2018 à une peine de plus de 15 ans de prison suite aux affrontements survenus à Loma de Bácum le 21 octobre 2016, afin d'imposer la construction d'un gazoduc passant par le territoire de la communauté.

Terzo e Quinto Giorno Festival Cinema “Caracol de nuestra vida”.

Terzo e Quinto Giorno – Festival Cinema “Caracol de nuestra vida” Cooperazione Rebelde Napoli Il Festival del film “Puy ta Cuxlejaltic” (“Caracol de nuestra vida”) è proseguito per il 3° giorno, alla presenza del pubblico zapatista, oltre a ospiti e partecipanti speciali. La sessione mattutina è iniziata con la proiezione di “Tierra de Impunidad”, del […]

Cronaca dei Giorni del Festival del Cinema “Caracol de nuestra vida”.

Festival Cinema “Caracol de nuestra vida” organizzato dall’#EZLN https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2202187526737583&type=1&l=6e75fbabdc Migliaia di Basi di Apoggio Zapatiste (BAEZLN), cineasti e partecipanti nazionali e internazionali, assistono alla prima edizione del festival del cinema “Caracol de nuestra vida”, convocato dall’ EZLN, nel Caracol zapatista di Oventic, nella zona degli Altos del Chiapas. Vengono omaggiati i morti caduti in questi […]

Miguel Peralta condamné à 50 ans de prison !

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mobilisation devant le tribunal de Huautla, 28 septembre 2018

Le 26 octobre dernier a été rendu une sentence inique contre notre compa libertaire Miguel Ángel Peralta, originaire d'Eloxochitlán de Flores Magón, petit village de la Sierra mazatèque, dans l'Etat de Oaxaca [1]

La stupeur est de taille, car selon les avocats en charge du dossier, celui-ci est vide d'accusations directes et personnelles à son encontre, et tous ses proches espéraient sa prompte libération. Avec cet objectif, Miguel avait dernièrement entamé une grève de la faim, afin d'exiger d'être enfin jugé après plus de trois et demi d'incarcération...

Comme plusieurs dizaines d'autres personnes du village, Miguel a été accusé fin 2014 de tentative d'homicide suite à des affrontements ayant éclaté le 14 décembre 2014 à Eloxochitlán entre l'assemblée communautaire, défendant le système traditionnel des us et coutumes, et les partisans d'un cacique de la communauté, Manuel Zepeda. Suite à la mort de son fils durant les heurts, sept personnes furent directement incarcérées et sont toujours aujourd'hui en attente de leur procès, et plusieurs dizaines d'ordres d'arrestation émis contre les membres de l'assemblée communautaire, dont Miguel et une partie de sa famille.

Arrêté le 30 avril 2015 sur son lieu de travail à Mexico, Miguel se trouve depuis lors enfermé dans la prison de Cuicatlan, Oaxaca. N'ayant cessé depuis lors de dénoncer la corruption, l'autoritarisme et l'impunité mis en oeuvre par la famille Zepeda afin de se hisser dans les institutions politiques, il est aujourd'hui la première personne de l'assemblée à avoir été condamnée, sept autres personnes étant toujours en détention provisoire, et de nombreuses autres toujours recherchées et obligées de se cacher.

Depuis plus de trois ans, il n'a cessé de clamer son innocence, de dénoncer le système carcéral et d'exiger la libération des prisonniers d'Eloxochitlán et d'ailleurs.

Xita'ra titsaya nda yá kata bitjoni ! (liberté pour les prisonniers en lutte !)

Pour plus d'informations en français, voir le site internet "Libérons les !"

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mobilisation devant le tribunal de Huautla, 28 septembre 2018. mère de Miguel

Communiqué des avocats de Miguel suite à la sentence

Le 26 octobre dernier, il a été personnellement notifié à notre compañero Miguel Ángel Peralta que le juge Juan León Montiel l'avait jugé pénalement responsable de la commission des délits de tentative d'homicide qualifié avec circonstances aggravantes à l'encontred'Eliza Zepeda Lagunas (ex-présidente municipale d'Eloxochitlán et aujourd'hui député locale de MORENA pour le 4e district de Teotitlán, Oaxaca) ainsi que de son frère Manuel Zepeda Lagunas ; lui imposant une peine de 50 ans de prison, plus la récupération du dégât causé, qui s'élève à la quantité de 150 000 pesos. C'est la raison pour laquelle Miguel a décidé de suspendre la grève de la faim qu'il avait débuté le 19 octobre dernier, afin de reprendre des forces et continuer en entamant une seconde étape afin d'obtenir sa liberté.

Le processus pénal entamé contre Miguel, et qui culmine aujourd'hui au travers de cette injuste et infâme sentence, a été rempli d'irrégularités et d'inconsistences juridiques depuis le départ, tout cela fomenté et sous les auspices de la famille Zepeda Lagunas, caciques et répresseurs d'Eloxochitlán. Cependant même si cette résoultion injuste nous remplit de rage et d'indignation, nous restons forts et déterminés, ou, comme nous le disons nous autres : en pie de lucha ! (debout prépararés à lutter).

Nous remercions tout le soutien et la solidarité de tous les compañeros, collectifs rt organisations de défense des droits humains qui se sont jointes à l'exigence qui avait été faite afin que le rendu de la sentence ne soit pas ajourné. Nous les exhortons par la même à rester attentifs aux prchaines actions qui seront réalisées afin de contester cette résolution par les voies légales.

Aujourd'hui plus que jamais, nous sommes convaincus de l'innocence de Miguel Ángel Peralta Betanzos, nous savons que nous avons la raison avec nous, et que cette rage que nous ressentons sera celle qui guidera et motivera notre chemin afin de leur extirper cette liberté qui lui a été injustement arrachée au travers de mensonges et d'arguties légales.

Liberté pour Miguel Ángel Peralta Betanzos !
Liberté pour les prisonniers politiques de l'Assemblée communautaire d'Eloxochitlán de Flores Magón, Oaxaca.

Los Otros Abogadoz, octobre 2018

Communiqué de Miguel au sujet de la résolution de la sentence

Une fois de plus, il a été prouvé que la loi se trouve du côté de la soif de pouvoir, de la puissance et de l'argent. Le cynisme de la “justice” a attisé la rage de nos coeurs, afin de continuer la bataille contre le pouvoir. Aujourd'hui les sentiments flanchent, mais la raison de la liberté jaillit avec plus de force encore entre nous tous. Nous recrachons le goût amer laissé par la simulation de justice procédée par le chargé du Tribunal de Huautla de Jiménez, Juan León Montiel, à nous gargariser comme quoi le corrompu n'était pas corrompu, alors que son travail durant 18 ans au sein du système le démontrait, et qu'aujourd'hui, il ne fait que le réaffirmer.

Nous continuons à aller de l'avant, recouverts de force, embrassés par l'essence de la liberté. Nous ne céderons pas jusqu'à récupérer l'harmonie dans notre communauté, à Eloxochitlán de Flores Magón, nous ne céderons pas tant que ne seront pas respectées nos formes d'organisation, jusqu'à faire tomber les mensonfes qui nous mantiennent enfermés et pourchassés, jusqu'à ce que la vérité sorte sur le devant de la scène. Même q'ils tentent de nous faire taire en nous maintenant dans l'emprisonnement, nous ne céderons jamais.

Miguel Peralta

Depuis la prison de Cuicatlán, Oaxaca
Avec toute ma rage


[1] C'est à Eloxochitlán (N'guixo, en mazatèque) qu'est né en 1895 siècle le célèbre anarchiste mexicain Ricardo Flores Magon. C'est suite aux célébrations organisées pour le centenaire de sa naissance dans son village mazatèque par le mouvement anarchiste mexicain que l'intérêt pour les idées libertaires et anarchistes s'est éveillé chez Miguel, qui a depuis cette époque participé à différents collectifs et espaces autogérés comme l'okupa Che à Mexico ainsi qu'à la "commune de Oaxaca" en 2006.

Cronaca e immagini dal Festival del Cinema.

CRONACHE DAL PRIMO FESTIVAL DEL CINEMA CONVOCATO DALL’#EZLN Migliaia di Basi di Apoggio Zapatiste (BAEZLN), cineasti e partecipanti nazionali e internazionali, assistono alla prima edizione del Festival del Cinema “Caracol de nuestra vida”, convocato dall’ #EZLN, nel Caracol zapatista di Oventic, nella zona degli Altos del Chiapas. Sono stati omaggiati i morti caduti in questi […]

Victoire de la lutte contre la construction du nouvel aéroport de Mexico !

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Ce 29 octobre 2018, les résultats de la "consultation sur l'aéroport" organisée par López Obrador ces 4 derniers jours ont donné pour résultat le rejet par près de 70% des votants du chantier actuel de construction du NAIM sur les terres de l'ancien Lac de Texcoco, sur une participation totale de près d'un million de personnes.

Une mobilisation importante et un clair rejet par près de 750 000 personnes du chantier actuel de construction du nouvel aéroport, démarré fin 2014 sous le gouvernement d'Enrique Peña Nieto, responsable de la répression d'Atenco, et auquel il faudra ajouter toutes celles et ceux qui, au Mexique et dans le monde, se sont mobilisés contre la construction de ce chantier pharaonique totalement écocidaire, sans pour autant avoir pu ou voulu participer à la "consultation citoyenne" extrêmement biaisée organisée par le futur président du Mexique, qui devrait entrer en exercice début décembre 2018.

Suite à l'annonce faite par López Obrador, le lundi 29 octobre, d'annuler le mégachantier aéroportuaire de Texcoco et le déplacement du projet à Santa Lucia, un communiqué vient d'être émis ce 30 octobre par le Front des Villages en Défense de la Terre d'Atenco et la plateforme organisationnelle contre le nouvel aéroport, afin de rendre publique leur position au sujet de la décision prise par le prochain gouvernement d'annuler la construction à Texcoco du nouvel aéroport de Mexico :

ANNULATION DÈS MAINTENANT ! Communiqué du 30 OCT 2018

Les axes de la nouvelle étape de la lutte sont : la restauration du lac de Texcoco, des zones affectées par le NAICM et du système hydrologique de la Vallée ; le projet alternatif de développement de la région ; la restitution des terres ejidales et d'usage collectif ; la reconstruction du tissu social ; et le renforcement du processus de lutte contre les mégaprojets ainsi que la satisfaction des exigences du peuple mexicain.

Aux médias

Aux organisations et aux peuples en lutte

A tout le peuple mexicain

Dans nos petites mains calleuses, de paysannes et de paysans, de femmes et d'hommes désireuses de travailler de manière modeste et juste, impossible de faire tenir tout ce que nous voulons offrir à nos frères de lutte, de classe, du Mexique et des autres patries du monde, pour tout ce vous nous avez offert durant ces 17 années de jours, de nuits et d'âpres batailles, mais aussi de dignités indomptables.

Nous n'avons rien d'autre à offrir que notre gratitude, notre amour et notre espoir pour la vie ; nous n'avons rien d'autre que l'engagement loyal de lutter à vos côtés, au coude à coude, afin de continuer à ce que se relève la même patrie humanité.

Au vu des résultats de la consultation qui a été convoquée et de la décision exprimée par le gouvernement élu au sujet du nouvel aéroport, nous déclarons :

La défaite écrasante du projet aéroportuaire à Texcoco nous remplit d'allégresse, car elle représente la concrétisation d'une lutte de 17 ans durant laquelle nous, les villages qui sommes en résistance, avons passé des moments très difficiles, de répression, de persécution, d'insomnie, de faim, d'isolement, d'incompréhension. Des frères et des soeurs ont laissé la vie au cours de cette lutte. Ce sont les peuples qui ont parcouru ce long chemin de résistance ; ce sont les gens simples qui ont mis en jeu leur sang et leur sueur afin de vaincre un projet mortifère. C'est grâce à la lutte inlassable des villages de la zone orientale de la vallée de México, pour la défense de leur patrimoine ancestral, qu'aujourd'hui nous pouvons parler d'un triomphe indiscutable de la vie.

Ce n'est définitivement pas la victoire d'un Parti, ni d'un personnage politique. Ce que le peuple veut et ce qu'il nécessite du nouveau gouvernement, c'est de la valeur et du courage pour gouverner et répondre la tête levée et tournée vers le peuple. Et nous, ce que nous disons à ce même peuple, c'est que dès maintenant, nous assumions la valeur et le courage de défendre, d'exiger et de construire un nouvelle patrie où les mégaprojets, les profondes blessures, toute l'impunité et les créatures du grand capital et de leurs gouvernements tyranniques se brisent sur la dignité et la mémoire des plus nombreux, de ceux qui ne sommes pas prêts ni d'être domestiqués par l'hégémonie de quelques-uns, ni de nous vendre, ni de renoncer à une vie de justice pleine et entière.

La lutte contre l'aéroport de Texcoco n'est pas encore terminée, et la lutte pour restaurer le lac commence à peine. Nous connaissons trop bien leurs manigances, et nous ne leur accordons pas même la confiance la plus infime : Peña Nieto a d'ors et déjà annoncé qu'il ne suspendrait pas les travaux de construction, et les chefs d'entrperises se préparent d'ors et déjà à mener la bataille légale contre l'annulation. La victoire pleine et entière n'est pas encore acquise, et nous ne lèveront pas le pied tant qu'ils n'auront pas retiré tous leurs engins et toutes leurs ordures. Jusqu'à ce que tombe le mur de délimitation du projet et que nous récupérions la superbe vue sur nos champs, nous ne cesserons pas d'être sur le qui-vive. Pour toutes ces raisons, nous exigeons l'annulation légale et immédiate des chantiers liés au projet de nouvel aéroport, que ce soit à l'intérieur ou à l'extérieur du polygone.

Nous considérons que notre lutte de 17 ans a pu être gagnée grâce à tout le soutien des différentes forces sociales, depuis les citoyens et citoyennes agissant individuellement, les collectifs, les étudiants, les académiciens, les quartiers populaires, les organisations sociales et civiles, les communautés et les peuples originaires, c'est-à-dire grâce à tout le peuple mexicain. Le triomphe est de tout le monde, parce que la Vallée de México nous appartient à tous, et c'est dans ce sens que nous voulons vous faire savoir qu'à partir de cette nouvelle étape, nous travaillerons aux objectifs de lutte suivants :

  • La restauration écologique du lac de Texcoco au travers de l'instauration d'un programme hydrologique et de la restauration des zones gravement affectées par l'extraction minière. Il doit y avoir un programme de restauration de la zone, afin de pallier à tous les dégâts qui ont été provoqués. Ce programme doit être conçu et réalisé conjointement avec les communautés affectées, car il n'est pas possible de corriger une imposition par une autre. Restauration des dégâts faits aux communautés et aux personnes qui ont été affectées par l'imposition de ce projet mortifère.
  • La conception d'un plan de développement alternatif de la région avec la finalité de ce que ce soient les propres acteurs sociaux touchés par la construction du NAICM qui élaborent leur propre projet de développement, basé sur leur autonomie, leur indépendance politique et leur projet futur, avec le soutien technique et les financements de l'Etat national.
  • Sur la question territoriale et agraire, la restitution des terres d'usage collectif et ejidales qui ont été spoliées au travers de pratiques frauduleuses et qui se trouvent actuellement en litige, afin qu'elles soient restituées à leurs propriétaires légitimes et ne puissent pas être hypothéquées au bénéfice du capital immobilier. De la même manière, que soient révisées les concessions des entreprises minières qui opèrent dans la zone, afin de s'assurer immédiatement de leur fermeture, que leur soient retirées la concession, et qu'elles soient sanctionnées au niveau administratif, civil, pénal et environnemental pour l'écocide occasionné.
  • Pour la partie sociale, depuis 2001 les différents gouvernements ont mis en oeuvre une série de mécanismes de spoliation et de violence politique, ce qui a occasioné une grave détérioration de la paix et de l'harmonie interne dans tous les villages affectés par le mégachantier, raison pour laquelle nous considérons comme prioritaire le lancement d'un processus de reconstruction du tissu social qui doit être reconstruit avec differents acteurs de la société civile et impulsé en tant que politique étatique fondamentale, afin de parvenir à la réconciliation et la paix dans notre pays.
  • Nous considérons que l'étape franchie par le peuple mexicain afin de faire tomber le NAICM doit servir à dynamiser d'autres processus de lutte contre l'extraction minière, le fracking, les mégaprojets, les éoliennes, la défense de l'eau, de la terre, de l'environnement, la lutte contre la mal nommée réforme éducative, la justice et la présentation en vie des disparus, entre les nombresues exigences du peuple mexicain, raison pour laquelle nous convoquons tous les citoyens, collectifs, organisations sociales, civiles, communautés et peuples originaires à la rencontre “Depuis le lac : en défense de l'eau, de la terre et de la liberté”, qui aura lieu le 24 novembre 2018 à Atenco, avec la finalité de contribuer au processus d'unification du mouvement social mexicain.

Nous avons pour notre part lancé un appel au peuple du Mexique afin qu'il exprime par tous les moyens possibles son rejet du projet de nouvel aéroport à Texcoco. La consultation convoquée par le gouvernement élu a été un espace supplémentaire par lequel les gens ont pu exprimé leur rejet du projet de Peña Nieto. Nous nous félicitons de ce résultat et pensons qu'il représente un rejet éclatant de la continuation du chantier aéroportuaire.

Cependant, nous voulons mettre au clair que notre rejet du projet de Texcoco ne constitue pas un aval accordé au projet de Santa Lucía. Selon notre opinion, le problème de la saturation des opérations actuelles de l'actuel aéroport n'est pas un problème prioritaire dans la définition de la qualité de vie de millions de mexicains, et ne doit pas être nécessairement résolu par la construction d'une infrastructure aéroportuaire supplémentaire (mais bien plutôt par le meilleur usage des infrastructures actuellement existantes au centre du pays, comme le signale la proposition de renforcer le Système Métropolitain Aéroportuaire) et surtout : c'est un problème qui peut et doit se résoudre sans que cela implique la spoliation des peuples et des dégâts incontrôlés sur l'environnement.

Une fois annulé le projet de Texcoco, il faut que s'ouvre un processus de dialogue incluant où les principaux interlocuteurs soient les communautés potentiellement affectées par n'importe quelle décision.

En 2006 le village d'Atenco a été brutalement réprimé, et Peña Nieto (alors gouverneur) avait dit avec fierté que c'était lui le responsable de cette décision. C'est comme cela qu'il avait acheté son billet pour la présidence : en se montrant comme un fidèle protecteur des affaires des riches de ce pays, avec un mépris absolu pour les gens simples, et sans aucun scrupule pour utiliser la force brute. Aujourd'hui, Peña Nieto se dirige vers les poubelles de l'histoire comme ayant été le président le plus honni de tous les temps, tandis que les villages qu'il a réprimé se lèvent à l'annonce d'une nouvel victoire. La dignité, c'est ce que les villages opposent aux gouvernements corrompus ; un sentiment inconnu pour ceux qui sont accoutumés à servir le Dieu argent.

En contraste avec les réjouissances populaires provoquée par l'annulation du projet, de leur côté les seigneurs de l'argent se lamentent, méconnaissant la volonté du peuple, menaçant d'une déstabilisation financière (créée par eux-mêmes), et d'entreprendre une guerre juridique.

Accoutumés à imposer leur volonté sans que personne ne leur mette un frein, ils réclament avec cynisme que leur a été arraché le droit à imposer leurs décisions, et répudient le fait que la décision d'annulation de l'aéroport à Texcoco soit “basée sur l'opinion populaire”, celle dont ils ne se sont jamais souciés, raison pour laquelle ils ont provoqué tellement de dégâts à nos communautés.

Ils jouent au chantage, en se prévalant des 1500 millions de dollars investis dans le projet au travers des fonds de retraite, alors que c'est eux qui ont mis en danger la sécurité de ces économies en investissant l'argent des travailleurs. Ils prétendent aujourd'hui socialiser les pertes d'une affaire qui, si elle avait continué, n'aurait provoqué des bénéfices que pour quelques-unes des personnes représentées par les associations de patrons et de chefs d'entreprises.

Ils parlent de leur “préoccupation” pour les emplois perdus avec une effronterie sans égale, car ils obligeaient ces mêmes employés à travailler sans sécurité sociale, sans équipement convenable, et parfois, sans même leur verser de salaires.

Les seigneurs de l'argent menacent “que le feu ne soit pas allumé, afin de ne pas avoir à venir l' éteindre”, mais le feu de la dignité des villages, lui, est déjà allumé...

Aujourd'hui, ont perdu ceux qui imposent sans cesse et qui veulent nous faire croire que c'est très grave pour le pays, alors que ce n'est même pas grave pour leurs fortunes personnelles : les 16 mexicains les plus riches pourraient payer la dette exterieure, tandis que nous sommes 96 millions à vivre dans la pauvreté. Il n'y a donc pas à croire leurs mensonges : vous les dilapidateurs et les spoliateurs, vous ne faites que cesser de gagner quelques millions de plus, mais nous, les villages qui luttons, nous avons gagné le droit de vivre comme nous le voulons : debout, et avec dignité.

¡ZAPATA VIVE, LA LUCHA SIGUE !
¡VIE, EAU, TERRE ET LIBERTÉ !

Ville de México, 30 octobre 2018.

Depuis le Front des Villages en Défense de la Terre

Plateforme organisationnelle contre le nouvel aéroport et l'aérotropolis

traduction 7NubS

Au sujet de la consultation organisée par López Obrador, voir aussi la position des zapatistes et du Congrès National Indigène sur la lutte contre le projet d'aéroport