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"Combo per la vida": dicembre 2019 in terra autonoma zapatista

E' stato un fine d'anno intenso, quello del 2019, in terra zapatista
COMBO PER LA VITA - Dicembre di resistenza e ribellione lo ha chiamato l'EZLN: la seconda edizione del Festival del cinema, la prima edizione del CompArte di Danza, la Quarta Assemblea del Congresso Nazionale Indigeno - Consiglio Indigeno di Governo, il Forum in difesa del territorio e della madre terra, il secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano e i Festeggiamenti per il 26° Anniversario del Levantamiento zapatista.

Una serie di iniziative, tra loro diverse ma che rappresentano appieno la complessità poliedrica del movimento zapatista.

La ribellione e resistenza delle comunità zapatiste è capacità di immaginare un futuro diverso costruendo un presente di autonomia.

Autonomia che è non solo capacità di autogovernarsi ma anche forza di costruire spazi sempre diversi e capaci di guardare alle molteplici complessità del presente.
Generazioni diverse che in maniera complice affrontano assieme nuove sfide. In prima fila nelle iniziative di dicembre ragazze e ragazzi, “orgogliosamente zapatisti”, che non erano ancora nati il 1 gennaio 1994, quando migliaia di indigeni in armi scesero dalle montagne, occuparono militarmente le cittadine del Chiapas per rendersi visibili al mondo.

Questo intreccio inedito tra senso di appartenenza, militanza nella resistenza, ironia ed allegria ribelle fanno del movimento zapatista un'anomalia fuori dal sistema.

Mai un modello da replicare meccanicamente ma uno stimolo incessante a riflettere ed agire in maniera radicale per cambiare il presente.

Il racconto di questo intenso dicembre 2019 “Combo para la vida” va letto così, come un ipertesto in cui nulla è isolato ma che invece racconta la complessità necessaria per combattere la “bestia”, l'idra del potere contemporaneo.

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Secondo Festival del Cinema

Festival del Cinema PUY TA CUXLEJALTIC

Dicembre è cominciato con la seconda edizione del Festival del Cinema negli spazi del nuovo Caracol Tulan Ka'u, che si trova ulla strada tra Comitan e San Cristobal. Una settimana di proiezioni, laboratori fatti da registi, attori, sceneggiatori insieme con i “Tercios compas”, le ragazze e i ragazzi zapatisti che si occupano di realizzare la comunicazione autonoma. Durante la tavola “rotonda ma anche rettangolare”, in cui ironicamente gli zapatisti aveva costruito un loro trono di GoT, si è discusso del ruolo del cinema come specchio in cui riflettere la realtà e il possibile cambiamento.
Il Sub Galeano ha sottolineato l'importanza della settima arte e come “di fronte al nuovo mondo che si tratta di costruire gli zapatisti considerano il cinema come qualcosa di degno da salvare”. Ha concluso affermando come la prima e seconda edizione del festival del cinema in terra zapatista sia una forma per “dare un abbraccio” a tutti i lavoratori del settore, invitandoli a continuare ad “essere comunità” perchè sono le arti il seme da cui rinascerà l'umanità.

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CompArte di Danza

CompArte di Danza Báilate otro mundo

Il Festival di danza si è svolto per una settimana tra i nuovi Caracoles Tulan Ka'u e Jacinto Canek a San Cristóbal de Las Casas con la partecipazione di moltissimi artisti.
Non ci sono parole per descrivere le molte forme di danza che si sono susseguite davanti ad un attentissimo pubblico, formato dalle basi d'appoggio zapatista, che non hanno perso l'occasione per interagire con danzatrici e danzatori.
Poche e cariche di emozione le parole con cui la Comandancia dell'EZLN ha ringraziato tutti gli artisti che hanno partecipato. "Non possiamo far altro che dirvi grazie. Ve ne andate ma restate. Noi, un giorno ce ne andremo. Grazie, molte grazie” ha concluso il Subcomandante Insurgente Moisés.

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Assemblea CNI e CIG

Quarta Assemblea Nazionale del Congresso Nazionale Indigeno e il Consiglio Indigeno di Governo

Oltre 30 popoli originari si sono riuniti per l'assemblea nel nuovo Caracol zapatista Jacinto Canek, presso il CIDECI a San Cristóbal de las Casas.
Un dibattito intenso per analizzare la “guerra capitalista” contro gli indigeni, fatta di megaprogetti che devastano territori e comunità, ricordare gli attivisti uccisi , come Samir Flores, per mano del “malgoverno” e dei gruppi criminali e paramilitari ad esso collegati, denunciare la falsità delle consulte lanciate dal governo di AMLO (Andres Manuel Lopez Obrador, attuale presidente del Messico), che si è autodefinito come “la quarta trasformazione” e che ignora ed offende le reali forme di decisione ed organizzazione dei popoli indigeni. Chiara la consapevolezza negli interventi che il Governo attuale sta cercando ogni occasione, in maniera provocatoria, per creare divisione e scontro tra indigeni.

La dichiarazione finale, dopo la precisa descrizione di quello che sta avvenendo nell'intero Messico, si conclude affermando "i nostri popoli, nazioni e tribù continueremo a proteggere e difendere i semi di resistenza e ribellione, nel mezzo della morte. Costruendo un cammino che duri in mezzo all'oscurità. Noi, uomini e donne, continueremo a restare per curare la madre terra, insieme a tutti i popoli del mondo”.
Vai la Comunicato finale Quarta Assemblea CNI e CIG

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Forum in difesa del Territorio e della Madre terra

Forum in difesa del Territorio e della Madre terra

Il Forum si è svolto il 21 e 22 dicembre 2019 sempre nel Caracol Jacinto Canek.
Due intensissime giornate molto gremite: un migliaio di partecipanti da 25 stati messicani e 24 paesi esteri. Nel dibattito si sono alternate relazioni preparate da realtà indigene, reti di resistenza, comunità in lotta sia messicane che internazionali, tra cui i Mapuche dal Cile e le comunità del Cauca in Colombia.
Un diagnostico chiaro e approfondito sui vari aspetti del saccheggio del territorio e la devastazione del tessuto sociale: dai megaprogetti, come il corridoi di trasporto merci interoceanico o il treno Maya, alla gentrificazione dei contesti urbani, all'estrattivismo e sfruttamento delle risorse idriche e del sottosuolo. Un'offensiva portata avanti in maniera congiunta da imprese transnazionali, istituzioni messicane di ogni livello e crimine organizzato.

Negli interventi non c'è solo la denuncia di quel che accade anche in termini di repressione ma anche il racconto di come ci si organizza per lottare, delle forme di resistenza e costruzione di comunità.

Cheran, Ostula, Tila, i territori Yaqui, Puebla, Morelos e via via. E' come se la mappa del Messico si illuminasse di punti che lampeggiano per segnalare che c'è vita, c'è resistenza proprio laddove si vorrebbe il silenzio e l'obbedienza.

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Forum in difesa del Territorio e della Madre terra

Una parte particolarmente intensa è stato l'intevento dei 20 delegati zapatisti, uomini e donne, che hanno raccontato i 26 anni della loro resistenza. All'inizio “ci domandavamo come far avanzare l'autonomia. Non c'era nessun manuale che lo spiegasse. L'unico manuale sono stati i problemi che abbiamo dovuto affrontare”.
E' un racconto a più voci: le zapatiste illustrano il cammino fatto dalle donne per essere appieno ed a tutti i livelli nell'organizzazione, altri interventi riguardano il sistema autonomo di salute, educazione, comunicazione con i Tercios compas.
“Verranno nuovi tempi e nuovi modi di resistere. E' necessario pensare ad un'organizzazione vera” ha sottolineato la base d'appoggio Homero “però ora abbiamo capito che è importante camminare con le compagne perchè l'organizzazione sia completa”.

Si descrive poi il presente, la scelta di creare nuovi caracoles, spendendo nove milioni di pesos, frutto dell'unità, della condivisione e dei lavori collettivi. Negli interventi non si nascondono le difficoltà ed anche gli errori. Viene affrontato anche il costante tentativo del potere di coptare e dividere le comunità, le famiglie, all'interno di quella che gli zapatisti chiamano “quarta distruzione”, portata avanti dal Governo di AMLO.

Interventi prima giornata Forum

Interventi seconda giornata Forum

Alla conclusione delle due giornate vengono lanciate in maniera comune le Jornadas en Defensa del Territorio y la Madre Tierra “Samir Somos Todxs”, per il 20,21 e 22 febbraio 2020.

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Inaugurazione Caracol San Cristobal

Inaugurazione del Caracol Jacinto Canek a San Cristobal.

Il Caracol sede della Giunta del Buongoverno “Flor de nuestra palabra, luz de nuestros pueblos que refleja para todos y todas” si trova nelle installazioni del Cideci – Unitierra, che continua a svolgere le proprie attività di formazione ed approfondimento.
Nella cerimonia d'inaugurazione sono stati consegnati formalmente ai membri della Giunta i cinque bastioni del comando, a rappresentare le regioni e municipi autonomi di riferimento. L'apertura di questo spazio segna un passo in avanti nell'espansione dell'autonomia zapatista, stabilendo un Caracol in piena città. Durante il suo discorso il Subcomandante Moises ha detto “a partire da oggi iniziate a praticare quello che sognavamo 37 anni fa, quando è iniziata la nostra organizzazione. Fin dai primi dieci anni di clandestinità abbiamo deciso che bisognava organizzarsi. Molti di voi sono giovani e non erano ancora nati ed oggi vi tocca fare quello che noi abbiamo sognato 37 anni fa”.

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

Secondo Incontro Internazionale delle Donne che Lottano.

Dal 27 al 29 dicembre si è svolto presso lo spazio “Huellas del Caminar de la Comandanta Ramona”, nei pressi del Caracol di Morelia, il secondo appuntamento per sole donne, lanciato dopo il primo incontro del marzo 2018. Iscritte più di 3.400 donne di 49 paesi, che hanno avuto l'opportunità, garantita in tutto e per tutto dalle donne zapatiste, di poter discutere e convivere in uno spazio completamente autonomo.

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

A proteggere la zona, miliziane ed insurgentas, armate di archi e frecce, a gesitire cucina e servizi decine di zapatiste, a filmare e registrare il tutto, zapatiste dei Tercios compas. Niente è stato lasciato al caso, perfino l'accompagnamento dal Caracol di Morelia al Semillero è garantito da donne autiste (una novità assoluta se si pensa che alle indigene normalmente non è dato di guidare).

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

Ad aprire l'incontro il discorso della Comandante Amanda.
Un discorso lucido che invita a riflettere sul perchè, ad un anno dal Primo Incontro di donne in terre zapatite, le violenze contro le donne non siano diminuite ma invece aumentate.

Una domanda semplice rivolta a tutte le partecipanti: cosa dobbiamo fare per fermare la violenza contro le donne?

Le zapatiste in parte, nel loro piccolo, una risposta la danno con l'atto realizzato dalle miliziane ed insurgentes. Decine di donne che in maniera ordinata, determinatata ed organizzata, simbolicamente armate di archi e frecce circondano e proteggono una bambina indigena.
"Proteggerci, organizzarci", questo dicono le zapatiste con i volti dietro al passamontagna.
Vai al discorso completo Comandanta Amanda

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

Il primo giorno dell'incontro è stato dedicato alla denuncia delle varie forme della violenza contro le donne, dalla famiglia alla società, nel secondo si è discusso delle forme di lotta e nel terzo si è dato spazio all'espressione artistica.
Nell'atto conclusivo le zapatiste hanno proposto di rivedersi ancora e di continuare a lottare ognuna con le proprie pratiche, nei propri territori e con le proprie parole d'ordine.
Vai a al discorso completo Comandanta Yesica

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Secondo Incontro Internazionale delle donne che lottano

Tre giornate che hanno racchiuso anche le differenze, le molteplici forme e contraddizioni dei movimenti femministi attuali, riflesse anche in questo spazio.

Certo che, nel riprendere lo zaino per andarsene, non si può non fermarsi un attimo a pensare al tanto cammino percorso dalle donne indigene zapatiste, a quello che hanno realizzato all'interno della costruzione dell'autonomia complessiva delle comunità.
Ed una sola parola onestamente viene da dire, fuori da ogni ideologia “massimo rispetto!”, perchè una cosa è vera: molte delle violenze raccontate e denunciate contro le donne durante l'incontro non avvengono nelle comunità organizzate zapatiste. Ed il perchè lo si intravede negli sguardi profondi ed orgogliosi delle “donne di mais”.

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Anniversario Levantamiento zapatista

26° Anniversario del Levantamiento zapatista

I festeggiamenti si svolgono sempre nel Semillero “Huellas del Caminar de la Comandanta Ramona”, in cui, come sempre in un batter d'occhio, gli zapatisti cambiano scenario. Se per l'incontro delle donne non c'era volutamente un palco centrale, per l'Anniversario il palco viene allestito e riempito di sedie che ospiteranno le Comandantas e i Comandantes del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – Comandancia General del EZLN.
E' tardo pomeriggio quando dalla montagna scendono veloci centinaia di miliziane e miliziani, insurgentas e insurgentes che con una geometrica marcia, accompagnata dal ritmo dei bastoni, occupano tutto lo spazio centrale davanti al palco.
A prendere la parola per l'EZLN è il Subcomandante Moises.

Ventisei anni di resistenza, di ribellione, di costruzione tenace di autonomia ed indipendenza, Moises parte da quel lontano 1 gennaio 1994 per riattraversare il cammino fatto dalle comunità zapatiste.

Ricorda l'appoggio ricevuto in questi anni. Denuncia come il potere cerchi sistematicamente di affermare che "gli zapatisti sono scomparsi, sono pochi ed isolati", peccato però che invece siano sempre di più e determinati ad esistere e resistere. Sottolinea come il nemico di allora sia lo stesso, anche se con un volto diverso.

La "Bestia", il sistema, oggi nasconde la voracità del suo sfruttamento dietro i megaprogetti, presentati come il progresso che avanza.

Moises conclude dicendo che gli zapatisti, "hombres, mujeres, otroas" di ogni età, sono disposti a tutto, a perdere quello che hanno costruito, ad essere incarcerati, attaccati, calunniati per fermare la guerra che è in corso contro l'umanità!.

E poi aggiunge "... e voi cosa siete disposti a fare per fermare la guerra contro l'umanità nelle vostre geografie, calendari e a vostro modo?"

Vai al Comunicato Subcomandante Moises a nome EZLN

Al discorso di Moises segue l'atto culturale, in cui vengono presentati pezzi musicali, che spaziano dal rap alla cumbia, al blues, intramezzati da poesie e danze.
Nei testi la storia di questi 26 anni di lotta. Il ricordo di chi è morto combattendo in quel lontano 1994, come il Subcomandante Pedro ma anche l'attualità, i megaprogetti, la provocatoria presenza della Guardia Nazionale, nuovo corpo militare voluto dal Governo di AMLO, le tante false promesse e menzogne della 4T (quarta trasformazione) o meglio “quarta distruzione” come chiamano da queste parti i programmi del Governo attuale del Messico.
Musiche, danze, poesie “orgogliosamente zapatista”, come hanno detto i molti giovani che si sono alternati sul palco.

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Anniversario Levantamiento zapatista

Quando è già buio, intorno alla mezzanotte zapatista, cioè alle 23.00 un'ora prima dell'ora del Governo, parlano varie Comandante e Comandanti.
La Comandanta Elizabeth è la prima a prendere la parola per ricordare quanto fatto dal 1994 e come continui ora il “camminare dentro l'autonomia. Qui siamo e qui resteremo, continuando ad organizzarci con resistenza e ribellione.”

Il Comandante Zebedeo sottolinea come sia passato un altro anno, dimostrando la forza “della nostra autonomia e del diritto a costruire la vita degna delle generazioni future … cercheranno mille forme per attaccarci, dividere le comunità, comperare la dignità, così è stato da sempre, come nell'oblio in cui vivevamo prima del levantamiento.” E conclude dicendo che come zapatisti "sappiamo che abbiamo di fronte un nemico grande, ma dalla nostra abbiamo l'orgoglio di essere uomini e donne ribelli alla morte".

La Comandanta Dalia insiste sulla volontà di difendere la madre terra e noi stessi come comunità. “Non ci possono fermare perchè abbiamo le ragioni per lottare”, aggiunge. Ricorda poi come le donne zapatiste siano organizzate perchè, come si è visto dai tanti dolori e rabbie raccolte nell'incontro internazionale delle donne, “non resta che unirci per far rispettare i nostri diritti como mujeres que somos”.

L'ultimo ad intervenire è il Comandante Tacho, che afferma che gli zapatisti difenderanno la loro automonia costi quel che costi. “La difenderemo non importa a che costo, così come difenderemo la nostra terra perchè è meglio morire lottando che restare inginocchiati, così come abbiamo fatto il 1 gennaio 1994”. Conclude dicendo che “bisogna organizzarsi per essere invincibili non schiavi.”
Dopo il suo intervento i fuochi d'artificio che illuminano la notte si incrociano con slogans e abbracci.

26 anni di lotta pubblica, ed ancora prima altri 10 di organizzazione clandestina, possono essere tanti se si pensa ai mille attimi di una resistenza ed autonomia quotidiana, portata avanti con dignità ed anche allegria da migliaia di donne e uomini zapatisti.
Ma possono essere anche pochi se si pensa ai 500 anni di resistenza “degli uomini e delle donne di mais”.

26 anni possono essere tanti se si pensa che oggi molte delle ragazze e ragazzi, con il volto coperto dal passamontagna, che sono i protagonisti a tutti i livelli dell'organizzazione autonoma, non erano neanche nati in quel lontano 1 gennaio 1994.
Ma possono essere anche pochi se si pensa che questa incredibile esperienza di autonomia si proietta in nuove generazioni, pensa al futuro per costruire un mondo diverso per chi ancora non c'è.

Pochi o molti che siano questi 26 anni, gli zapatisti continuano a dire “aqui estamos!”
E noi siamo con loro, perchè nella guerra contro l'umanità bisogna scegliere da che parte stare.

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Caracol Tulan Ka'u

Caracol Tulan Ka'u

Tulan Ka´u è uno dei nuovi Caracoles inaugurati dagli zapatisti nell'estate 2019, come annunciato nel comunicato "Abbiamo rotto l'accerchiamento".
Si trova lungo la strada tra Comitan e San Cristobal, ben visibile e grandissimo.
All'interno, l'enorme Auditorio, la "ballena" in cui si è svolta la seconda edizione del Festival del cinema. Nel Caracol è aperto, anche per la gente di passaggio, il comidor "Imposible a posible para muchos mundos", allestito con una vasta area di tavoli e con un menù molto ampio.

Tutto è molto curato nelle costruzioni realizzate all'interno del terreno recuperato. La captazione dell'acqua piovana alimenta in parte il servizio idrico, i bagni sono dotati di latrine a secco ecologiche, tutto è concepito per avere il minimo impatto ambientale.
Nel Caracol ha sede la Giunta del Buongoverno "Semilla que florece con la conciencia de los que luchan por siempre" e tutti i servizi da quello sanitario alle varie tiendas.

La nascita di nuovi Caracoles, Municipi Autonomi, Crarez fa parte del processo di autorganizzazione ed autonomia zapatista, che, ben lontano da essere un percorso statico, è invece un continuo cammino in movimento.

Una continua rielaborazione e riorganizzazione per garantire a tutte le comunità di essere sempre più parte del meccanismo dell'autonoma e per far si che il "todo para todos" sia una realtà.

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Caracol Tulan Ka'u

Un percorso partito ancora nel 1983. In un bellissimo murales sono gli animali della Selva che raccontano l'arrivo dei primi sei compagni, la nascita dell'Ezln il 17 novembre 1983, poi nel 1985 come gli indigeni si appropriano della organizzazione.
Giaguari, pappagalli, tapiri, volpi, lumache, scarabei, tartarughe, cinghiali, farfalle ed altri animali prendono la parola, si animano lungo il murales ... ricordando che quello che oggi si vede è frutto di un lungo cammino, a volte duro e difficile ma che sta dando i suoi frutti.

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Caracol La Garrucha

Caracol La Garrucha - Zona Selva

Inoltrarsi nella Selva Lacandona ti fa capire perchè all'inizio del secolo scorso Jan de Vos l'aveva definita "Desierto de la soledad", un immenso spazio verde attraversato da "canadas y rios". Già allora c'era chi cercava di sfruttare le immense ricchezze naturali, saccheggiando legname e piante. In questo verde che pare infinito quando la "neblita" del "amanacer" si dissolve, sono fuggiti centinaia di indigeni per liberarsi dalla violenta schiavitù del latifondo, come racconta "La rebelión de los colgados" di B. Traven e gli altri suoi libri.

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Selva Lacandona

Da allora tanta acqua è passata sotto i ponticelli di legno. Nel 1983 nasce l'EZLN, che apparirà alla luce del sole il 1 gennaio 1994. Durante il levantamiento gli zapatisti hanno liberato dal latifondo migliaia di ettari di terreni ed hanno costruito la loro autonomia "sin permiso", totalmente indipendente dal Governo messicano.
La Selva si è riempita di spazi di autoganizzazione, le comunità, i Municipi autonomi, i Caracoles sedi delle Giunte del buongoverno ed ora i Crarez, Centri di resistenza autonoma e ribellione zapatista.

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Caracol La Garrucha

I vari governi, che si sono susseguiti, hanno cercato di fermare l'organizzazione indigena con la presenza dell'esercito, l'uso di paramilitari e lanciando progetti di sviluppo per coptare la popolazione.
Anche il nuovo Governo di AMLO non è da meno. La Guardia Nacional, nuovo corpo armato, è stato dispiegato anche nella Selva. E' stato lanciato il progetto "Sembrando vida", ovvero soppiantare le coltivazioni autoctone, seminando alberi da frutta, smembrando la proprietà "ejidal" della terra, con la mistificazione che così gli indigeni potranno coltivare e vendere i loro prodotti.
Gli zapatisti hanno risposto allargando i loro spazi e costituendo nuovi Caracol e Crarez, perchè come dicono loro "siamo sempre di più" ed anche tanti indigeni attirati all'inizio dalle promesse del nuovo governo, si stanno rendendo conto che erano appunto solo promesse.

L'autonomia zapatista invece è realtà, fatta di piccoli passi, che insieme costruiscono un cammino che porta miglioramenti costanti alla vita personale, familiare e collettiva degli indigeni.

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Laboratorio analisi - La Garrucha

Te ne rendi conto quando arrivi in ogni Caracol e vedi la Giunta coordinare le attività dalla salute, all'educazione all'agroecologia, alla produzione.
Alla Garrucha consegniamo materiali sanitari per il Sistema di salute autonomo, che da tempo stiamo appoggiando.
Un piccolo contributo per un grande progetto: garantire il diritto alla salute a tutt@ nella selva e non solo.

Durante il nostro viaggio nei territori zapatisti insieme a Cooperazione rebelde Napoli, Associazione Ya Basta Bologna, Associazione Ya Basta Milano, abbiamo consegnato anche i primi fondi raccolti con la Campagna in solidarietà con gli zapatisti insieme a Zerocalcare.

Un nuovo anno incomincia, con rumori di guerra, quella contro l'umanità, ovunque nel mondo, ma anche si continuano a sentire, ovunque nel mondo, grida di libertà che non riescono ad essere messe a tacere.

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Caracol Tulan Ka'u


Un nuovo anno anche in terra zapatista dove come dice il murales nel Caracol di Tulan Ka'u ci si chiede: "Un giorno quando il popolo governa e il governo obbedisce, poi cosa succedera?"
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Articolo a cura di Associazione Ya Basta Caminantes

Per la Difesa dei Territori e della Madre Terra

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Testo di Alejandra Più di 40 collettivi provenienti da diversi stati della Repubblica Messicana, dalla zona del Cauca in Colombia, dal Kurdistan e dai territori Mapuche, si sono riuniti per il Forum per la Difesa del Territorio e della Madre Terra, organizzato dal Congresso Nazionale Indigeno e dall’EZLN lo scorso 21 e 22 dicembre, presso … Continue reading Per la Difesa dei Territori e della Madre Terra

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EZLN 26° ANNIVERSARIO.

PAROLE DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDO GENERALE DELL’EZLN, PER VOCE DEL SUBCOMANDANTE INSURGENTE MOISÉS, AL 26° ANNIVERSARIO DALL’INIZIO DELLA GUERRA CONTRO L’OBLIO 31 DICEMBRE 2019 – PRIMO GENNAIO 2020. BUON POMERIGGIO, GIORNO, SERA E MATTINA A TUTTE, TUTTI E *TUTTEI*: COMPAGNE E COMPAGNI BASI DI APPOGGIO ZAPATISTE: COMPAGNI E COMPAGNE COMANDANTE E COMANDANTI ZAPATISTI: AUTORITÀ AUTONOME […]

GIORNATE IN DIFESA DELLA MADRE TERRA “SAMIR SOMOS TODAS Y TODOS”.

CONVOCAZIONE ALLE GIORNATE IN DIFESA DEL TERRITORIO E DELLA MADRE TERRA “SAMIR SOMOS TODAS Y TODOS” SORELLE E FRATELLI DEI POPOLI DEL MESSICO E DEL MONDO: PRIMO – Oggi più che mai il capitalismo cresce sulla guerra e la depredazione di tutte le forme di vita. I malgoverni e le grandi imprese capitaliste, ognuna di […]

Nouvelle souscription pour le café zapatiste

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- Café zapatiste

PALABRAS DEL COMITÉ CLANDESTINO REVOLUCIONARIO INDÍGENA-COMANDANCIA GENERAL DEL EZLN, EN LA VOZ DEL SUBCOMANDANTE INSURGENTE MOISÉS, EN EL 26 ANIVERSARIO DEL INICIO DE LA GUERRA CONTRA EL OLVIDO.

PALABRAS DEL COMITÉ CLANDESTINO REVOLUCIONARIO INDÍGENA-COMANDANCIA GENERAL DEL EZLN, EN LA VOZ DEL SUBCOMANDANTE INSURGENTE MOISÉS, EN EL 26 ANIVERSARIO DEL INICIO DE LA GUERRA CONTRA EL OLVIDO.

31 DE DICIEMBRE DEL 2019.
PRIMERO DE ENERO DEL 2020.

BUENAS TARDES, DÍAS, NOCHES Y MADRUGADAS A TODAS, TODOS Y TODOAS:

COMPAÑERAS Y COMPAÑEROS BASES DE APOYO ZAPATISTAS:

COMPAÑEROS Y COMPAÑERAS COMANDANTAS Y COMANDANTES ZAPATISTAS:

AUTORIDADES AUTÓNOMAS ZAPATISTAS:

COMPAÑERAS Y COMPAÑEROS MILICIANOS, MILICIANAS, INSURGENTAS E INSURGENTES:

CONGRESO NACIONAL INDÍGENA-CONCEJO INDÍGENA DE GOBIERNO:

SEXTA NACIONAL E INTERNACIONAL:

REDES DE RESISTENCIA Y REBELDÍA:

HERMANAS Y HERMANOS DE MÉXICO Y EL MUNDO:

POR MI VOZ HABLA LA VOZ DEL EJÉRCITO ZAPATISTA DE LIBERACIÓN NACIONAL.

“CANEK DIJO:

EN UN LIBRO LEÍ QUE ALLÁ POR LOS TIEMPOS VIEJOS, LOS SEÑORES QUISIERON JUNTAR EJÉRCITOS PARA DEFENDER LAS TIERRAS QUE GOBERNABAN.

PRIMERO CONVOCARON A LOS HOMBRES MÁS CRUELES PORQUE SUPONÍAN QUE ÉSTOS ESTABAN FAMILIARIZADOS CON LA SANGRE; Y ASÍ CONCERTARON SUS EJÉRCITOS ENTRE LAS GENTES DE LAS PRISIONES Y DE LOS RASTROS.

PERO A POCO SUCEDIÓ QUE CUANDO ESTAS GENTES SE VIERON FRENTE AL ENEMIGO, EMPALIDECIERON Y ARROJARON LAS ARMAS.

PENSARON ENTONCES EN LOS MÁS FUERTES: EN LOS CANTEROS Y EN LOS MINEROS.

A ÉSTOS LES DIERON ARMADURAS Y ARMAS PESADAS.

DE ESTE MODO FUERON DESPACHADOS PARA PELEAR.

MAS SUCEDIÓ QUE LA SOLA PRESENCIA DEL CONTRARIO PUSO FLAQUEZA EN SUS BRAZOS Y DESMAYO EN SUS CORAZONES.

ACUDIERON DESPUÉS, CON BUEN CONSEJO, A LOS QUE, SIN SER SANGUINARIOS NI FUERTES, FUERAN DE CORAJE Y TUVIERAN ALGO QUE DEFENDER EN JUSTICIA: TALES COMO LA TIERRA EN QUE TRABAJAN, LA MUJER CON QUE DUERMEN Y LOS HIJOS CON CUYAS GRACIAS SE RECREAN.

FUE ASÍ COMO, LLEGADA LA OCASIÓN, ESTOS HOMBRES LUCHARON CON TANTA FURIA QUE DISPERSARON A SUS CONTRARIOS Y PARA SIEMPRE SE VIERON LIBRES DE SUS AMENAZAS Y DISCORDIAS.”

HERMANAS, HERMANOS, HERMANOAS:

HACE 26 AÑOS, EN UNA TARDE COMO ÉSTA, BAJAMOS DE NUESTRAS MONTAÑAS A LAS GRANDES CIUDADES PARA DESAFIAR AL PODEROSO.

NO TENÍAMOS ENTONCES MÁS QUE NUESTRA MUERTE.

UNA MUERTE DOBLE, PORQUE MORÍAMOS DE MUERTE Y MORÍAMOS DE OLVIDO.

Y TUVIMOS QUE ELEGIR.

ELEGIR ENTRE MORIRNOS COMO ANIMALES O MORIRNOS COMO SERES HUMANOS QUE LUCHAN POR LA VIDA.

AMANECIÓ ENTONCES ESE PRIMERO DE ENERO CON EL FUEGO EN NUESTRAS MANOS.

EL MANDÓN QUE ENTONCES ENFRENTAMOS ERA EL MISMO QUE HOY NOS DESPRECIA.

TENÍA OTRO NOMBRE Y OTRA CARA, PERO ERA Y ES EL MISMO DE AHORA.

PASÓ ENTONCES LO QUE PASÓ Y SE ABRIÓ UN ESPACIO PARA LA PALABRA.

ABRIMOS ENTONCES NUESTRO CORAZÓN AL CORAZÓN HERMANO Y COMPAÑERO.

Y NUESTRA VOZ ENCONTRÓ APOYO Y CONSUELO EN TODOS LOS COLORES DEL MUNDO DE ABAJO.

EL MANDÓN HIZO TRAMPA, HIZO SU MAÑA, MINTIÓ Y SIGUIÓ SU PLAN PARA DESTRUIRNOS.

IGUAL QUE HACE EL MANDÓN DE AHORA.

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PERO RESISTIMOS Y MANTUVIMOS EN ALTO LA BANDERA DE NUESTRA REBELDÍA.

CON LA AYUDA DE TODOS LOS COLORES DE TODO EL MUNDO EMPEZAMOS A LEVANTAR UN PROYECTO DE VIDA EN ESTAS MONTAÑAS.

PERSEGUIDOS POR LA FUERZA Y LA MENTIRA DEL MANDÓN, IGUAL QUE AHORA, NOS HEMOS MANTENIDO FIRMES EN CONSTRUIR ALGO NUEVO.

HEMOS TENIDO FALLAS Y ERRORES, ES CIERTO.

SEGURAMENTE HAREMOS MÁS EN NUESTRO LARGO CAMINO.

PERO NUNCA NOS HEMOS RENDIDO.

NUNCA NOS HEMOS VENDIDO.

NUNCA HEMOS CLAUDICADO.

BUSCAMOS TODOS LOS CAMINOS POSIBLES PARA QUE FUERAN LA PALABRA, EL DIÁLOGO Y EL ACUERDO, LOS CAMINOS PARA CONSTRUIR LA PAZ CON JUSTICIA Y DIGNIDAD.

PERO ANTES, COMO AHORA, EL MANDÓN HIZO OÍDO SORDO Y SE ESCONDIÓ DETRÁS DE LA MENTIRA.

COMO EL MANDÓN DE AHORA, FUE, Y ES, EL DESPRECIO EL ARMA QUE ACOMPAÑA A SUS MILITARES, POLICÍAS, GUARDIAS NACIONALES, PARAMILITARES Y PROGRAMAS CONTRA INSURGENTES.

TODOS LOS MANDONES QUE HAN PASADO, Y LOS QUE ESTÁN AHORA, HAN HECHO LO MISMO.

O SEA QUE HAN TRATADO Y TRATAN DE DESTRUIRNOS.

Y TODOS LOS AÑOS TODOS LOS MANDONES SE CONSUELAN Y ENGAÑAN DE QUE YA NOS ACABARON.

SE DICEN QUE YA NO HAY ZAPATISTAS.

QUE QUEDAMOS MUY POCOS EN RESISTENCIA Y REBELDÍA.

QUE TAL VEZ YA SÓLO UNO SE MANTIENE DE ZAPATISTA.

Y CELEBRAN CADA AÑO SU TRIUNFO.

Y CADA AÑO SE FELICITAN LOS MANDONES DICIENDO QUE YA ACABARON CON LAS REBELIONES INDÍGENAS.

QUE YA ESTAMOS DERROTADOS, DICEN.

PERO CADA AÑO NOSOTRAS, NOSOTROS, NOSOTROAS, ZAPATISTAS NOS MOSTRAMOS Y GRITAMOS:

¡AQUÍ ESTAMOS!

-*-

Y CADA VEZ SOMOS MÁS.

COMO PODRÁ MIRAR CUALQUIER PERSONA QUE TENGA UN CORAZÓN HONESTO, TENEMOS UN PROYECTO DE VIDA.

EN NUESTRAS COMUNIDADES FLORECEN ESCUELAS Y CLÍNICAS DE SALUD.

Y SE TRABAJA LA TIERRA EN COLECTIVO.

Y EN COLECTIVO NOS APOYAMOS.

SOMOS PUES COMUNIDAD.

COMUNIDAD DE COMUNIDADES.

LAS MUJERES ZAPATISTAS TIENEN SU PROPIA VOZ, SU PROPIO CAMINO.

Y SU DESTINO NO ES EL DE LA MUERTE VIOLENTA, LA DESAPARICIÓN, LA HUMILLACIÓN.

LA NIÑEZ Y LA JUVENTUD ZAPATISTA TIENEN SALUD, EDUCACIÓN Y DIFERENTES OPCIONES DE APRENDIZAJE Y DIVERSIÓN.

MANTENEMOS Y DEFENDEMOS NUESTRA LENGUA, NUESTRA CULTURA, NUESTRO MODO.

Y SEGUIMOS FIRMES EN EL CUMPLIMIENTO DE NUESTRO DEBER COMO PUEBLOS GUARDIANES DE LA MADRE TIERRA.

TODO ESTO HA SIDO GRACIAS AL ESFUERZO, SACRIFICIO Y DEDICACIÓN DE LOS PUEBLOS ORGANIZADOS.

Y TODO ESTO TAMBIÉN HA SIDO GRACIAS AL APOYO DE INDIVIDUOS, GRUPOS, COLECTIVOS Y ORGANIZACIONES DE TODO EL MUNDO.

CON ELLOS, ELLAS, ELLOAS, TENEMOS EL COMPROMISO DE CONSTRUIR VIDA CON SU APOYO.

ASÍ QUE PODEMOS DECIR SIN PENA QUE NUESTROS AVANCES, NUESTROS LOGROS, NUESTROS TRIUNFOS SE DEBEN A SU APOYO Y AYUDA.

LOS ERRORES, ATORONES Y FALLAS SON SÓLO RESPONSABILIDAD NUESTRA.

-*-

PERO ASÍ COMO HA AVANZADO Y CRECIDO NUESTRA VIDA, TAMBIÉN HA CRECIDO LA FUERZA DE LA BESTIA QUE TODO LO QUIERE COMER Y DESTRUIR.

TAMBIÉN HA CRECIDO LA MAQUINA DE MUERTE Y DESTRUCCIÓN QUE SE LLAMA SISTEMA CAPITALISTA.

Y EL HAMBRE DE LA BESTIA NO TIENE LLENADERO.

ESTÁ DISPUESTA A TODO POR SUS GANANCIAS.

NO LE IMPORTA DESTRUIR LA NATURALEZA, PUEBLOS ENTEROS, CULTURAS MILENARIAS, CIVILIZACIONES COMPLETAS.

INCLUSO EL PLANETA ENTERO SE DESTRUYE POR LOS ATAQUES DE LA BESTIA.

PERO LA HIDRA CAPITALISTA, LA BESTIA DESTRUCTORA, BUSCA OTROS NOMBRES PARA ESCONDERSE Y ATACAR Y VENCER A LA HUMANIDAD.

Y UNO DE ESOS NOMBRES DETRÁS DE LOS QUE SE ESCONDE LA MUERTE ES “MEGAPROYECTO”.

MEGAPROYECTO” QUIERE DECIR DESTRUIR TODO UN TERRITORIO.

TODO.

EL AIRE, EL AGUA, LA TIERRA, LAS PERSONAS.

CON EL MEGAPROYECTO LA BESTIA SE ZAMPA DE UN BOCADO PUEBLOS ENTEROS, MONTAÑAS Y VALLES, RÍOS Y LAGUNAS, HOMBRES, MUJERES, OTROAS, NIÑOS Y NIÑAS.

Y YA QUE ACABÓ DE DESTRUIR, LA BESTIA SE VA A OTRO LADO Y HACE LO MISMO.

Y LA BESTIA QUE SE ESCONDE DETRÁS DE LOS MEGAPROYECTOS TIENE SU MAÑA, SU MENTIRA, SU TRAMPA PARA CONVENCER.

DICE LA BESTIA QUE ES POR EL PROGRESO.

DICE QUE, GRACIAS A ESOS MEGAPROYECTOS, LOS PUEBLOS VAN A TENER PAGA Y MUCHAS VENTAJAS DE LA MODERNIDAD.

Y CON ESTO DEL PROGRESO Y LA MODERNIDAD QUEREMOS RECORDAR AQUÍ A UN COMPAÑERO DEL CONGRESO NACIONAL INDÍGENA QUE FUE ASESINADO ESTE AÑO: EL HERMANO Y COMPAÑERO SAMIR FLORES SOBERANES.

Y LO RECORDAMOS PORQUE ÉL SE PREGUNTABA Y PREGUNTABA QUE PARA QUIÉN ES ESE PROGRESO DEL QUE TANTO HABLAN.

O SEA QUE EL HERMANO SAMIR PREGUNTABA PARA DÓNDE VA ESE CAMINO QUE LLAMAN “PROGRESO”, QUE ESE NOMBRE LLEVA COMO LETRERO LA BESTIA DE LOS MEGAPROYECTOS.

Y SE RESPONDIÓ QUE ESE CAMINO LLEVA A LA DESTRUCCIÓN DE LA NATURALEZA Y A LA MUERTE DE LAS COMUNIDADES ORIGINARIAS.

Y ENTONCES LO DIJO CLARO QUE NO ESTÁ DE ACUERDO, Y SE ORGANIZÓ CON SUS COMPAÑERAS Y COMPAÑEROS, Y SE RESISTIÓ, Y NO TUVO MIEDO.

Y POR ESA RAZÓN ES QUE EL MANDÓN QUE ESTÁ AHORA LO MANDÓ MATAR.

LO ASESINÓ EL MAL GOBIERNO PORQUE SU TRABAJO DE CAPATAZ QUE TIENE EL MAL GOBIERNO ES CUIDAR QUE LA BESTIA, EL MANDÓN, TENGA SU GANANCIA.

MIREN Y ESCUCHEN QUE EL PRIMERO QUE SALUDA LOS MEGAPROYECTOS Y DICE QUE SON BUENOS, ES EL GRAN CAPITAL, EL GRAN PATRÓN.

Y SE PONE CONTENTO SU CORAZÓN DEL GRAN CAPITALISTA PORQUE CON LOS MEGAPROYECTOS VA A TENER MUCHAS GANANCIAS.

PERO NI EL CAPATAZ NI EL MANDÓN LO DICEN CLARO QUE ESOS MEGAPROYECTOS VAN A SEMBRAR LA MUERTE POR DONDE CAMINAN.

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HACE UNOS DÍAS, NUESTRAS COMPAÑERAS ZAPATISTAS HICIERON UN ENCUENTRO INTERNACIONAL DE MUJERES QUE LUCHAN.

ELLAS NOS CUENTAN, NOS PLATICAN, NOS ENSEÑAN, NOS EDUCAN CON LO QUE MIRARON Y ESCUCHARON EN ESE ENCUENTRO.

Y LO QUE NOS ENSEÑAN ES COMO UN INFIERNO PARA LAS MUJERES Y LA NIÑEZ.

NOS CUENTAN DE ASESINATOS, DESAPARICIONES, VIOLACIONES, DESPRECIOS Y VIOLENCIA DIABÓLICA.

Y TODO ESE HORROR PASA EN EL PROGRESO Y LO QUE LLAMAN CIVILIZACIÓN MODERNA.

Y TAMBIÉN HACE UNOS DÍAS ESTUVIMOS CON LOS PUEBLOS COMPAÑEROS DEL CONGRESO NACIONAL INDÍGENA-CONCEJO INDÍGENA DE GOBIERNO.

Y TAMBIÉN ESTUVIMOS EN EL FORO EN DEFENSA DEL TERRITORIO Y LA MADRE TIERRA.

Y EN ESOS ENCUENTROS ESCUCHAMOS CON PREOCUPACIÓN LO QUE RELATAN.

Y NOS HABLAN DE POBLADOS DESIERTOS, CON SU GENTE EXPULSADA.

DE MATAZONES DE LOS DELINCUENTES, A VECES ILEGALES Y A VECES LEGALES. O SEA QUE NO POCAS VECES SON LOS MISMOS GOBIERNOS QUE ASÍ HACEN ESAS BARBARIDADES.

DE NIÑAS Y NIÑOS ABUSADOS Y VENDIDOS COMO ANIMALES.

DE JÓVENES Y JÓVENAS CON LA VIDA DESTRUIDA POR LAS DROGAS, LA DELINCUENCIA Y LA PROSTITUCIÓN.

DE COMERCIOS EXTORSIONADOS, A VECES POR LADRONES Y A VECES POR FUNCIONARIOS.

DE MANANTIALES CONTAMINADOS.

DE LAGOS Y LAGUNAS SECAS.

DE RÍOS QUE ARRASTRAN BASURA.

DE MONTAÑAS DESTRUIDAS POR LA MINERÍA.

DE BOSQUES TALADOS.

DE ESPECIES ANIMALES EXTINGUIDAS.

DE LENGUAS Y CULTURAS ASESINADAS.

DE CAMPESINAS Y CAMPESINOS QUE ANTES TRABAJABAN SUS PROPIAS TIERRAS, Y AHORA SON PEONES QUE TRABAJAN PARA UN PATRÓN.

Y DE LA MADRE TIERRA MURIENDO.

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ENTONCES PUES COMO ZAPATISTAS QUE SOMOS DECIMOS CLARO QUE SÓLO QUIEN ES UN IMBÉCIL PUEDE DECIR QUE SON BUENOS LOS MEGAPROYECTOS.

UN IMBÉCIL O UN MALVADO Y MAÑOSO QUE SABE QUE MIENTE Y NO LE IMPORTA QUE SU PALABRA ESCONDA MUERTE Y DESTRUCCIÓN.

ENTONCES EL GOBIERNO, Y TODOS SUS DEFENSORES QUE TIENE, DEBERÍAN DECIR CLARO QUÉ SON: SI SON IMBÉCILES O SI SON MENTIROSOS.

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HACE UN AÑO, EN DICIEMBRE DEL 2018, EL CAPATAZ QUE AHORA MANDA EN LA FINCA QUE SE LLAMA “MÉXICO”, HIZO UNA SIMULACIÓN DE QUE LE PIDIÓ PERMISO A LA MADRE TIERRA PARA DESTRUIRLA.

ENTONCES SE CONSIGUIÓ UNAS CUANTAS PERSONAS DISFRAZADAS DE INDÍGENAS Y PUSIERON EN LA TIERRA UN POLLO, TRAGO Y TORTILLAS.

ASÍ CREE EL CAPATAZ QUE LA MADRE TIERRA LE DA PERMISO PARA MATARLA Y HACER UN TREN QUE DEBERÍA LLAMARSE COMO SU FAMILIA DEL CAPATAZ.

HACE ASÍ PORQUE DESPRECIA A LOS PUEBLOS ORIGINARIOS Y PORQUE DESPRECIA A LA MADRE TIERRA.

Y ADEMÁS EL CAPATAZ NO SE QUEDÓ AHÍ, TAMBIÉN RETÓ A TODOS LOS PUEBLOS ORIGINARIOS Y DIJO QUE NO LE IMPORTA LO QUE PENSAMOS Y SENTIMOS, QUE “LES GUSTE O NO LES GUSTE” A LOS INDÍGENAS, ÉL VA HACER LO QUE LE ORDENÓ SU PATRÓN, O SEA EL MANDÓN, O SEA EL GRAN CAPITAL.

IGUALITO QUE LOS CAPATACES QUE HABÍA CUANDO PORFIRIO DÍAZ.

Y ASÍ DIJO, Y ASÍ DICE, PORQUE HACE POCAS SEMANAS HIZO OTRA SIMULACIÓN DE UNA SUPUESTA CONSULTA DONDE SÓLO INFORMÓ QUE HAY MUCHAS COSAS BUENAS DE LOS MEGAPROYECTOS, PERO NO DIJO DE TODAS LAS DESGRACIAS QUE TRAEN ESOS MEGAPROYECTOS PARA LA GENTE Y PARA LA NATURALEZA.

Y COMO QUIERA SÓLO UNAS POCAS PERSONAS PARTICIPARON DE ESA CONSULTA DICIENDO QUE SÍ QUIEREN LOS MEGAPROYECTOS.

SI ASÍ HACE QUE DESPRECIA EL PENSAMIENTO Y EL SENTIMIENTO DE LA GENTE, PUES IGUAL VA A HACER DE DESPRECIAR A LA NATURALEZA Y A LOS POBLADOS.

Y HACE ASÍ PORQUE A SU PATRÓN NO LE IMPORTAN NI LA GENTE NI LA NATURALEZA, SÓLO LE IMPORTAN SUS GANANCIAS.

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“LES GUSTE O NO LES GUSTE”, ASÍ DICE EL GOBIERNO.

ESO QUIERE DECIR “ASÍ SEA CON USTEDES VIVOS O MUERTOS, PERO LO VAMOS A HACER”.

Y NOSOTROS LOS PUEBLOS ZAPATISTAS LO TOMAMOS COMO QUE ESTÁ RETANDO, COMO QUE ESTÁ DICIENDO QUE ÉL TIENE LA FUERZA Y EL DINERO Y A VER QUIÉN SE OPONE A SU MANDATO.

ESTÁ DICIENDO QUE SE VA A HACER LO QUE ÉL DIGA, NO LO QUE DIGAN LOS PUEBLOS Y QUE NO LE IMPORTAN LAS RAZONES.

ENTONCES NOSOTROS LOS PUEBLOS ZAPATISTAS LO TOMAMOS LA PARTE QUE NOS TOCA DE ESE RETO.

Y LO SABEMOS QUE EL ACTUAL CAPATAZ DE LOS PODEROSOS NOS ESTÁ HACIENDO UNAS PREGUNTAS.

O SEA QUE NOS ESTÁ PREGUNTANDO ESTO:

“¿ESTÁN DISPUESTOS LOS PUEBLOS ZAPATISTAS A PERDER TODO LO QUE HAN AVANZADO CON SU AUTONOMÍA?”

“¿ESTÁN DISPUESTOS LOS PUEBLOS ZAPATISTAS A SUFRIR DESAPARICIONES, ENCARCELAMIENTOS, ASESINATOS, CALUMNIAS Y MENTIRAS POR DEFENDER LA TIERRA QUE GUARDAN Y CUIDAN, LA TIERRA DONDE NACEN, CRÍAN, CRECEN, VIVEN Y MUEREN?”

Y CON ESTAS PREGUNTAS, EL CAPATAZ Y SUS GUARDIAS NOS PONEN FRENTE A LA OPCIÓN DE “VIVOS O MUERTOS, PERO SE TIENE QUE OBEDECER”.

O SEA QUE NOS PREGUNTA SI ESTAMOS DISPUESTOS A MORIR COMO ALTERNATIVA DE SOCIEDAD, COMO ORGANIZACIÓN, COMO PUEBLOS ORIGINARIOS DE RAÍZ MAYA, COMO GUARDIANES Y GUARDIANAS DE LA MADRE TIERRA, COMO INDIVIDUOS E INDIVIDUAS ZAPATISTAS.

ENTONCES NOSOTROS LOS PUEBLOS ZAPATISTAS SEGUIMOS NUESTRO MODO Y NUESTRO CALENDARIO.

EN NUESTRAS MONTAÑAS HICIMOS LA OFRENDA A LA MADRE TIERRA.

EN LUGAR DE TRAGO, LE DIMOS DE BEBER LA SANGRE DE NUESTROS CAÍDOS EN LA LUCHA.

EN LUGAR DE POLLO LE OFRECIMOS NUESTRA CARNE.

EN LUGAR DE TORTILLAS, LE OFRENDAMOS NUESTROS HUESOS, PORQUE SOMOS DE MAÍZ.

Y LA HICIMOS ESA OFRENDA NO PARA PEDIRLE PERMISO A LA TIERRA DE DESTRUIRLA, O DE VENDERLA, O DE TRAICIONARLA.

LA HICIMOS LA OFRENDA SÓLO PARA AVISARLE A LA MADRE TIERRA QUE LA DEFENDEREMOS.

LA DEFENDEREMOS HASTA MORIR SI ES PRECISO.

-*-

Y ENTONCES HICIMOS LA CUENTA DE CUÁNTAS PERSONAS SE NECESITAN PARA DEFENDER LA TIERRA.

Y SALIÓ QUE BASTA CON UNA PERSONA ZAPATISTA.

BASTA CON UNA MUJER ZAPATISTA, O UN HOMBRE ZAPATISTA, O UNOA ZAPATISTA, AUNQUE SEA DE EDAD, O DE JOVEN, O DE NIÑEZ.

BASTA CON QUE UNA PERSONA ZAPATISTA SE TRINQUE EN DEFENDER LA TIERRA PARA QUE ASÍ ELLA, NUESTRA MADRE, LO SEPA BIEN QUE NO QUEDÓ SOLA Y ABANDONADA.

BASTA CON UNA PERSONA QUE SE TRINQUE EN RESISTENCIA Y REBELDÍA.

ENTONCES FUIMOS A BUSCAR EN EL CORAZÓN COLECTIVO QUE SOMOS.

SÓLO BUSCAMOS A UNA PERSONA QUE SEA ZAPATISTA Y ESTÉ DISPUESTA A TODO.

A TODO.

Y ENCONTRAMOS NO UNA, NI DOS, NI CIEN, NI MIL, NI DIEZ MIL, NI CIEN MIL.

ENCONTRAMOS A TODO LO QUE SE LLAMA EJÉRCITO ZAPATISTA DE LIBERACIÓN NACIONAL, DISPUESTO A TODO PARA DEFENDER LA TIERRA.

ENTONCES PUES YA LO TENEMOS LA RESPUESTA A LA PREGUNTA QUE NOS HACE EL CAPATAZ.

Y LA RESPUESTA ES:

“SÍ, ESTAMOS DISPUESTOS A DESAPARECER COMO PROPUESTA DE UN NUEVO MUNDO”.

“SÍ, ESTAMOS DISPUESTOS A SER DESTRUIDOS COMO ORGANIZACIÓN”.

“SÍ, ESTAMOS DISPUESTOS A SER ANIQUILADOS COMO PUEBLOS ORIGINARIOS DE RAÍZ MAYA”.

“SÍ, ESTAMOS DISPUESTOS A MORIR COMO GUARDIANES Y GUARDIANAS DE LA TIERRA”.

“SÍ, ESTAMOS DISPUESTOS A SER GOLPEADOS, ENCARCELADOS, DESAPARECIDOS, ASESINADOS COMO INDIVIDUOS E INDIVIDUAS ZAPATISTAS”.

-*-

ASÍ QUE YA LA TIENE SU RESPUESTA EL CAPATAZ.

PERO COMO ES NUESTRO MODO COMO ZAPATISTAS QUE SOMOS, NUESTRA RESPUESTA TIENE TAMBIÉN UNA PREGUNTA QUE LE HACEMOS A LOS CAPATACES:

“¿ESTÁN DISPUESTOS LOS MALOS GOBIERNOS A TRATAR DE DESTRUIRNOS AL COSTO QUE SEA, A GOLPEARNOS, ENCARCELARNOS, DESAPARECERNOS Y ASESINARNOS?”

-*-

HERMANAS, HERMANOS Y HERMANOAS:

COMPAÑEROS, COMPAÑERAS Y COMPAÑEROAS:

A ESTO LES LLAMAMOS:

A QUE COMO CONGRESO NACIONAL INDÍGENA-CONCEJO INDÍGENA DE GOBIERNO…

A QUE COMO INDIVIDUOS, GRUPOS, COLECTIVOS Y ORGANIZACIONES DE LA SEXTA NACIONAL E INTERNACIONAL…

A QUE COMO REDES DE RESISTENCIA Y REBELDÍA…

A QUE COMO SERES HUMANOS…

SE PREGUNTEN A QUÉ ESTÁN DISPUESTOS, DISPUESTAS, Y DISPUESTOAS PARA DETENER LA GUERRA QUE HAY CONTRA LA HUMANIDAD, CADA QUIEN EN SU GEOGRAFÍA, SU CALENDARIO Y CON SUS MODOS.

Y A QUE, CUANDO TENGAN SU RESPUESTA SEGÚN SU PENSAMIENTO, SE LA HAGAN SABER A LOS PATRONES Y CAPATACES.

TODOS LOS DÍAS Y EN TODOS LOS RINCONES, LA BESTIA LE PREGUNTA A LA HUMANIDAD LO MISMO.

SÓLO FALTA LA RESPUESTA.

ES TODO.

Desde las montañas del Sureste Mexicano.
A nombre de las mujeres, hombres y otroas zapatistas.

Subcomandante Insurgente Moisés.
México, 31 de diciembre del 2019 – 1° de enero del 2020.

Pronunciamiento conjunto de la Cuarta Asamblea Nacional del CNI-CIG y EZLN

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Al pueblo de México
A los pueblos del Mundo
A la Sexta Nacional e Internacional
A las Redes de Resistencia y Rebeldía
A los medios de comunicación

Hermanos, hermanas

Desde el Caracol Zapatista Jacinto Canek, en el CIDECI- UNITIERRA, en San Cristóbal de las Casas, Chiapas, los días 18 y 19 de diciembre de 2019, para celebrar la 4ª Asamblea Nacional del Congreso Nacional Indígena y el Concejo Indígena de Gobierno los pueblos Afromexicano, Binizaa, Chinanteco, Chol, Chontal, Comca’ac, Hñahñu, Kumiai, Mam, Maya, Mayo, Mazahua, Me´phaa, Mixe, Mixteco, Nahua, Náyeri, Purépecha, Quiché, Rarámuri, Téenek, Tepehuano, Tohono Oódam, Tojolabal, Totonaca, Tzeltal, Tzotzil, Wixárika, Yaqui, Zoque, Chixil, Cañari y Castellano, provenientes de 24 estados de la república, así como invitados de Guatemala, Ecuador, El Salvador y Estados Unidos, nos encontramos para escucharnos, para ver en el compañero y compañera que en colectivo somos pueblos, naciones y tribus.

Nos encontramos para ver y entender la guerra neoliberal que de arriba viene cubierta de mentiras simulando gobernar, cuando ponen el país en manos del gran capital, al que le estorba la conciencia colectiva de los pueblos y echa a andar su maquinaria de despojo:

1. A través de la violencia sanguinaria y terrorista en contra de los pueblos que defienden la tierra.

El luto y la rabia que nos habita a quienes hoy nos encontramos, es por el daño a la madre tierra, el despojo de todas las formas de vida. Y aquellos que decidieron destruirla para convertirla en dinero tienen nombre y apellido, así como los asesinos de nuestros compañeros. Nos duele en el corazón colectivo el asesinato del compañero delegado popoluca del CNI, Josué Bernardo Marcial Campo, también conocido como TíoBad quien por su arte, su música y su protesta en contra de los megaproyectos que el mal gobierno pregona haber terminado como es el fracking, fue desaparecido y encontrado brutalmente asesinado el pasado lunes 16 de diciembre.

El compañero Samir Flores Soberanes del pueblo nahua de Amilcingo, Morelos

El compañero Julián Cortés Flores, del pueblo mephaa de la Casa de Justicia de San Luis Acatlán, Guerrero.

El compañero Ignacio Pérez Girón, del pueblo tzotzil del municipio de Aldama, Chiapas.

Los compañeros José Lucio Bartolo Faustino, Modesto Verales Sebastián, Bartolo Hilario Morales, e Isaías Xanteco Ahuejote del pueblo nahua organizado con el Concejo Indígena y Popular de Guerrero – Emiliano Zapata (CIPOG – EZ).

Los compañeros Juan Monroy y José Luis Rosales, del pueblo nahua de Ayotitlán, Jalisco.

El compañero Feliciano Corona Cirino, compañero del pueblo nahua de Santa María Ostula, Michoacán.

Nuestros compañeros fueron asesinados por oponerse a la guerra con la que el mal gobierno pretende hacerse de nuestras tierras, montes y aguas, para consolidar el despojo que amenaza nuestra existencia como pueblos originarios.

2. Consultas mentirosas

El mal gobierno federal simula consultar a los pueblos, suplanta nuestra voluntad colectiva ignorando y ofendiendo nuestras formas de organización y toma de decisiones, como es el vulgar engaño a lo que llamó “Consulta”, cuyo objetivo no es otro que imponer por la fuerza el mal llamado Tren Maya, que entrega los territorios indígenas al gran capital industrial y turístico, o las mentiras a la que llaman también consulta para imponer con violencia el Proyecto Integral Morelos o los megaproyectos de muerte que reconfiguran nuestro país para dejarlo a disposición del capital multinacional, principalmente imponiendo el poderío terrorista de los Estados Unidos.

3. Polarización y enfrentamiento entre los pueblos

Para avanzar en su guerra, el mal gobierno apuesta por el desmantelamiento de los tejidos comunitarios, a fomentar los conflictos internos que tiñen de violencia a las comunidades entre quienes defienden la vida y quienes decidieron ponerle precio, aun a costa de vender las futuras generaciones para el beneficio millonario de unos cuantos corruptos, a los que sirven los grupos armados de la delincuencia organizada.

Por lo anterior, señalamos que resistimos y luchamos porque estamos vivos, porque, aunque tenemos miedo de dejar de existir como lo que somos, no es esa la vía que elegimos para nosotros, nosotras y para quienes nos debemos.

4. Expansión de la guerra

Mientras nosotros, como pueblos originarios, sufrimos con más violencia que nunca la guerra del capital, el mal gobierno junto con sus grupos armados militares, policiales, paramilitares, guardias blancas y grupos de choque extienden en nombre del dinero la destrucción sobre todo el territorio nacional.

En Veracruz:

En la región del Totonacapan y hasta la Huasteca, se instalan los gasoductos Texas-Tuxpan, Tuxpan-Atotonilco y Tuxpan-Tula, a la par de las mentiras del gobierno Neoliberal de AMLO, se apuntala y se opera la fractura hidráulica para extraer hidrocarburos, se hacen trasvases para llevarse el agua de los ríos y ponerlo en manos de privados, amenazando la vida de los pueblos tének, nahuatl, totonaco, otomí y tepehua, además del aumento en los grupos de la delincuencia organizada.

En Michoacán:

En el territorio de la meseta purépecha se extiende la siembra masiva de aguacate, despojando el territorio de las comunidades indígenas, se derriban los bosques y están matando los lagos de Cuitzeo, Zirahuen y Pátzcuaro.

En la sierra costa del pueblo nahua, la intención de saqueo por bandas de la delincuencia organizada con el descarado apoyo de todos los niveles del mal gobierno, amenazan la vida y la integridad de los pueblos originarios, particularmente de nuestros hermanos de la comunidad indígena nahua de Santa María Ostula, que resisten la devastación de los territorios comunales, mediante la explotación de minerales, de maderas preciosas y la explotación turística de las playas en los municipios de Aquila, Coahuayana, Chinicuila y Coalcomán, queriendo hacer parecer que la guerra es entre comunidades o entre comuneros, mientras que desde arriba los poderosos esperan el momento de poder apropiarse de la vida que Ostula defiende.

En la comunidad purépecha de Zirahuén, que tiene una larga lucha de defensa del lago del mismo nombre, hoy con la ayuda de grupos armados de la delincuencia organizada, los empresarios aguacateros destruyen el bosque y contaminan el agua con el uso de agrotóxicos.

En Jalisco:

Persiste la invasión del territorio wixárika de San Sebastián Teponahuaxtlán a manos de supuestos pequeños propietarios de Huajimic, Nayarit. Así mismo el gobierno pone en manos de empresas mineras extranjeras miles de hectáreas del territorio sagrado Wirikuta, en el estado de San Luis Potosí, amenazando la existencia cultural y del territorio ceremonial.

En la comunidad indígena chichimeca de San Juan Bautista de La Laguna, en el municipio de Lagos de Moreno, el mal gobierno pone en manos de particulares el territorio ancestral reconocido en sus títulos primordiales, imponiendo además un gasoducto para abastecer a grandes industrias, ante las que, de forma organizada, la comunidad ha resistido a pesar de la represión y criminalización que los malos gobiernos estatales y municipales ejercen en su contra.

La comunidad tepehuana y wixárika de San Lorenzo de Azqueltán sufre a la par del despojo de su tierra, de amenazas de muerte e intentos de homicidios como el ocurrido el pasado 3 de noviembre, en que el cacique llamado Fabio Flores alias “La Polla”, junto con personas armadas atacó a las autoridades comunales ocasionándoles graves heridas que estuvieron a punto de costar la vida a los comuneros Ricardo de la Cruz González, Rafael Reyes Márquez y Noé Aguilar Rojas. Todo esto con la complicidad del gobierno municipal de Villa Guerrero, Jalisco, prevaleciendo la impunidad en este cobarde crimen.

En Puebla:

El mal gobierno junto con su grupo armado de la Guardia Nacional y grupos policiales, pretenden imponer un megaproyecto que vertería desechos tóxicos al río Metlapanapa, esto como parte del llamado Proyecto Integral para la Construcción del Sistema de Alcantarillado Sanitario de la Zona Industrial de Huejotzingo, conocido como “Ciudad Textil”. En la defensa de la vida del río y de los pueblos que lo habitan, nuestos compañeros y compañeras del pueblo nahua, de las comunidades de San Mateo Cuanalá, San Lucas Nextetelco, San Gabriel Ometoxtla, Santa María Zacatepec y la colonia José Ángeles han sufrido agresiones por los esos cuerpos represivos.

En la Sierra Negra de Puebla, fue desaparecido nuestro compañero Sergio Rivera Hernández desde el pasado 23 de agosto de 2018, en represalia a su lucha en contra de la destrucción que causa la empresa minera Autlán, por lo que seguimos exigiendo su presentación con vida.

En Campeche: con el pretexto del mal llamado “Tren Maya” se está proyectando la construcción de 50 nuevos centros urbanos, que no solo conllevan destrucción ambiental, sino que implica el despojo de territorios de pueblos originarios.

En Morelos, Puebla y Tlaxcala:

Por la fuerza se impone el llamado Proyecto Integral Morelos reprimiendo a quienes no están de acuerdo, como es el asesinato de nuestro hermano Samir Flores. Esye crimen continúa impune, pues mientras abajo Samir es un ejemplo de dignidad, para los de arriba solo les merece desprecio, pues para ellos lo importante es construir la termoeléctrica de Huexca, Morelos, el gasoducto en las faldas del volcán sagrado Popocatepetl, así como la infraestructura industrial y de comunicaciones que conlleva. Escenario en el que se agudiza la presencia de violentos grupos delictivos.

En Chiapas:

Persiste la intención de despojo y privatización del territorio Tzeltal en beneficio de empresas privadas, mediante la llamada “Carretera Cultural” que anteriormente se llamaba “Super Carretera” y que pretende pasar por el territorio del ejido de San Sebastián Bachajón, Palenque y otras comunidades.

Así mismo en el territorio Zoque, el gran capital identificó un corredor petrolero que abarca 9 municipios, en una superficie de 84,500 hectáreas y que pretende atravesar el territorio de la comunidad de Chapultenango.

Los malos gobiernos de todos los niveles, buscan mediante campañas de confrontación, paramilitarización y suplantación, acabar con la organización de las comunidades que se organizan de forma autónoma, como es el caso de nuestros hermanos del ejido Tila.

En la costa de Chiapas hemos recibido amenazas y despojo de nuestras tierras por el intento de la construcción de la carretera Pijijiapan – San Cristóbal de las Casas-Palenque. Además de la construcción de un gasoducto que pretende atravesar la zona costa de Chiapas y Guatemala.

Persiste el hostigamiento militar y paramilitar en contra de los territorios zapatistas, para tratar de debilitar y destruir no solo los espacios autónomos que se han construido, sino del eco que se expande por el país y por el mundo.

En la Ciudad de México:

Mientras se niegan los espacios públicos a los pueblos originarios residentes en la ciudad para la realización de su trabajo, estos son entregados a los capitales privados para su enriquecimiento. Tal es el caso del pueblo Otomí residente en la Ciudad de México que actualmente se encuentran en amenaza de desalojo en la calle Roma número 18 en la colonia Juárez.

Mientras se agudiza el despojo de los espacios campesinos e indígenas en la ciudad de México, también el hostigamiento en contra de los compañeros Gerardo Camacho y Jaime Gómez quienes han recibido amenazas de muerte del comisariado ejidal de la comunidad de San Nicolás Totolapan.

En Guerrero:

Persiste el hostigamiento en contra de nuestros hermanos del Consejo Indígena y Popular de Guerrero Emiliano Zapata, que construyen sus formas de seguridad y justicia cuidando el territorio ante la ambición capitalistas.

Estado de México:

En la cuenca del Valle de México el megaproyecto neoliberal de Santa Lucía y la imposición de la carretera Tuxpan-México se ha realizado a través de paramilitares en la carreta en el tramo Ecatepec- Peñón. Así como el entubamiento y privatización de ríos y manantiales.

En Oaxaca:

El territorio chinanteco de San Antonio de Las Palmas está siendo amenazado por concesiones mineras que abarcan más de 15mil hectáreas, así como proyectos de represas sobre el río Cajonos, en la cuenca del Papaloapan.

En Oaxaca y Veracruz:

En el sur de Veracruz, parte norte del Itsmo de Tehuantepec pretenden imponer un corredor interoceánico, que transformaría la región en un inmenso parque industrial, dejándonos sin agua, destruyendo la naturaleza y el tejido de los pueblos con violencia e inseguridad. Valiéndose de los ríos de los territorios indígenas para la ampliación de los puertos que conectarían el corredor interoceánico, que está acompañado de los megaproyectos mineros, de fracking, de los parques eólicos empresariales y del despojo del agua que nace en territorios indígenas.

Sonora:

El Río Mayo está siendo contaminado por la minera a cielo abierto Cobre del Mayo que vierte sus desechos tóxicos a la presa Abelardo L. Rodríguez, conocida como presa del Mocuzarit, amenazando la vida colectiva del pueblo Mayo.

Nayarit:

El río San Pedro en el territorio Nayeri, se encuentra amenazado por el proyecto hidroeléctrico “Las Cruces”, así como la megaminería de oro y plata en la comunidad de Jazmín del Coquito, en la ranchería Los Arroyos.

Yucatán:

En el contexto de la imposición en curso del mal llamado Tren Maya, fue amenazado de muerte nuestro compañero Pedro Uc Be, de la Asamblea en Defensa del Territorio Maya Muuch Xiinbal

Por todo lo anterior señalamos que nuestros pueblos, naciones y tribus seguiremos cuidando y defendiendo las semillas de resistencia y rebeldía en medio de la muerte. Construyendo un camino que perdure en medio de la oscuridad; y nosotros, nosotras, ahí estaremos para sanar a nuestra madre tierra, junto con los pueblos del mundo.

Diciembre de 2019

Por la Reconstitución Integral de Nuestros Pueblos
Nunca Mas Un México Sin Nosotros

Congreso Nacional Indígena
Concejo Indígena de Gobierno
Ejército Zapatista de Liberación Nacional

 

Fotos: Colectivo Transdisciplinario de Investigaciones Críticas (COTRIC)